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martedì 21 novembre 2017

Dimostrato che avere un cane allunga la vita soprattutto alle persone che vivono da sole.


Si sa, vivere con un cane rende più attivi, spinge fuori casa anche quando il clima non è incoraggiante e, come scoperto di recente, ha effetti benefici sulla salute respiratoria dei più piccoli. Tuttavia, secondo quanto scoperto da un gruppo di ricerca internazionale, c'è qualcosa di ancor più stupefacente: un cane in casa ha un effetto protettivo soprattutto sulla salute delle persone che vivono da sole, (una categoria considerata a maggior rischio dai vari studi epidemiologici). In pratica come ha mostrato un gruppo internazionale ricercatori durante uno studio pubblicato su Nature Scientific Reports, e guidato da Tove Fall, docente di epidemiologia all'Università di Uppsala, per una persona che vive con un cane il rischio di mortalità e quello di ammalarsi di malattie cardiovascolari sono ridotti rispettivamente del 33% e dell'11% se confrontati con quelli di chi invece vive da solo. Entrando un po' più nei particolari, lo studio in questione è stato reso possibile grazie ai dati raccolti dai registri dell'anagrafe canina e dal cosiddetto personnummer, (il numero di identità nazionale che ogni svedese usa per i vari servizi, dalla banca alla sanità fino alla scuola ed alle assicurazioni). In sostanza per chi non lo conoscesse si tratta di un metodo che fa sì che ogni visita all'ospedale venga inserita nelle banche dati e gli scienziati vi possano avere accesso per le loro ricerche, naturalmente dopo che le informazioni sono state de-identificate per il rispetto della privacy. Ad ogni modo così facendo i ricercatori hanno studiato l'associazione tra l'avere un cane e lo stato di salute usando 7 database con informazioni su 3,4 milioni di persone tra i 40 e gli 80 anni, (tra le quali era incluso anche un gruppo di gemelli), e seguendone gli sviluppi in un follow-up durato ben 12 anni. Durante questo periodo i partecipanti sono stati sottoposti ad alcuni test e suddivisi in più gruppi: chi viveva con un cane e chi no e chi viveva da solo con un cane e chi con un cane ed altre persone. Insomma, dai dati raccolti è emerso, appunto, che avere un cane è un fattore di protezione soprattutto per le persone che non dividono la casa con nessuno in quanto questo membro della famiglia extra, (seppur a quattro zampe), fa la differenza proprio perché, come ha spiegato anche la stessa Tove Fall, in generale la mancanza di supporto sociale nelle persone single è considerata un importante fattore di rischio. Inoltre un altro aspetto curioso è che i cani di razze tipicamente usate per la caccia hanno un effetto positivo ancora più spiccato; anche se al riguardo lo studioso ha proseguito dichiarando: "Stabilire con certezza il perché di ciò non è semplice, ma molto probabilmente le persone che scelgono cani così attivi sono più in forma già da prima, ed i cani stessi contribuiscono a tenere in movimento i loro proprietari". Tra l'altro la lunga lista di studi epidemiologici e scientifici che ruotano intorno ai cani potrebbero aiutare a trovare delle associazioni; difatti in tal proposito Tove Fall ha proseguito affermando: "Forse i cani proteggono la nostra salute cardiovascolare proprio perché ci spingono ad uno stile di vita più attivo o perché incoraggiano un contatto sociale, o ancora potrebbe trattarsi della loro influenza sul microbioma del proprietario. Tuttavia negli studi di questo tipo i ricercatori devono considerare molti aspetti. Ad esempio, il fatto che i cani di casa non sono presenti sul territorio in modo omogeneo ma più comuni nelle zone rurali, e ovviamente nelle famiglie. Non tenerne conto influenzerebbe i risultati". Motivo per il quale il nuovo studio è importante in quanto la letteratura scientifica, finora, aveva dato risultati controversi: alcune indagini condotte sui pazienti con patologie coronariche avevano mostrato che chi ha un cane aveva maggior possibilità di sopravvivere; altre condotte su persone sane avevano identificato quella che in epidemiologia viene chiamata "associazione inversa" tra la presenza di un cane ed una diagnosi di dislipidemia, diabete o ipertensione, quindi il cane era un fattore di protezione; mentre altre ancora non avevano trovato prove sufficienti per parlare di un qualche effetto protettivo. In ogni caso, secondo gli esperti, è anche possibile che la differenza tra chi ha un cane e chi non lo ha inizi ben prima del suo arrivo in casa, perché una persona già attiva ed in buona salute potrebbe essere più propensa ad adottarne o comprarne uno. Comunque sia Tove Fall ha, infine, concluso sottolineando: "I risultati della nostra ricerca si possono generalizzare anche alle altre popolazioni che abbiano una cultura simile quando si tratta del rapporto con il cane. Inoltre i dati raccolti, seppur limitati, mostrano che il livello di attività fisica ed i problemi di salute precedenti all'arrivo del cane non influenzano i nostri risultati in modo significativo. Ma c'è comunque bisogno di fare ulteriori ricerche al riguardo".


domenica 19 novembre 2017

Scoperto che Plutone è freddissimo anche per colpa della nebbia che lo avvolge.


A quanto pare, se Plutone è un pianeta nano freddissimo non è solo per via della sua enorme distanza dal Sole, ma anche a causa della nebbia che lo avvolge e che assorbe calore, tanto che la temperatura attuale del pianeta tocca i 203 gradi sotto lo zero e non di 173 gradi sotto zero, come ci si aspettava. O almeno questo è quanto hanno scoperto alcuni ricercatori dell'Università della California a Santa Cruz i quali hanno pubblicato uno studio sulla rivista Nature, reso possibile grazie ad una simulazione dell'atmosfera, appunto di Plutone. In pratica a scoprire che il piccolo pianeta è molto più freddo di quanto immaginato era stata la sonda New Horizons della NASA, i cui dati, catturati durante l'avvicinamento a Plutone del 14 Luglio del 2015, avevano mostrato che nell'atmosfera del pianeta ci sono, appunto, temperature di 203 gradi sotto lo zero, suggerendo l'esistenza di processi di raffreddamento finora sconosciuti. Difatti, come già anticipato, grazie alla suddetta simulazione dell'atmosfera di Plutone, i ricercatori californiani sono riusciti a vedere come la temperatura atmosferica del pianeta nano sia regolata anche dalle particelle di foschia di idrocarburi piuttosto che da molecole di gas, rendendolo un caso unico nel Sistema Solare. Al riguardo Xi Zhang, principale autore dello studio in questione, ha affermato: ''Plutone è il primo corpo planetario che conosciamo in cui l'atmosfera è dominata dalle particelle di foschia allo stato solido invece che dai gas''. Tra l'altro, come hanno fatto sapere gli esperti, questi banchi di nebbia, (ben visibili nelle immagini inviate da New Horizons), sono il risultato di reazioni chimiche che avvengono negli strati superiori dell'atmosfera del pianeta nano, a circa 700 chilometri dalla superficie, dove i raggi ultravioletti interagiscono con gli atomi di azoto e metano: così facendo li inducono ad aggregarsi, formando, appunto, particelle di idrocarburi che assorbono il calore. Comunque sia, secondo quanto hanno fatto sapere gli scienziati, questo risultato potrebbe, infine, aiutare a comprendere la composizione dell'atmosfera dei vari pianeti esterni al Sistema Solare e di conseguenza a calcolarne anche la temperatura.


AC/DC: Malcolm Young muore all'età di 64 anni.


Nella giornata di ieri, 18 Novembre 2017, gli AC/DC hanno rilasciato un comunicato ufficiale in cui purtroppo viene data la brutta notizia della morte di Malcolm Young, storico chitarrista e co-fondatore della band australiana. In pratica, come noto da tempo, nel 2014 il musicista si era prima dovuto assentate durante la registrazione di Rock or Bust e poi era stato costretto ad abbandonare permanentemente gli AC/DC proprio prima l'inizio del Rock or Bust World Tour a causa delle sue condizioni di salute: soffriva, infatti, di demenza che gli aveva causato problemi nel ricordare le canzoni da suonare; al suo posto era subentrato il nipote Stevie Young. Ma non è tutto: dopo il Black Ice Tour, nel 2010, gli era stato diagnosticato un cancro ai polmoni, che fortunatamente aveva sconfitto grazie all'intervento tempestivo dei medici, e soffriva anche di un problema cardiaco non ben specificato per il quale era stato costretto a portare un pacemaker. Tuttavia, come già anticipato, Malcolm Young si spento per cause ancora non ben chiare all'età di 64 anni ed a quasi un mese dalla morte, (all'età di 70 anni), di George Young, suo fratello maggiore nonché produttore della band australiana. Ad ogni modo in merito alla scomparsa del chitarrista nel suddetto comunicato si può leggere: «È con profondo dispiacere che vi informiamo della morte di Malcolm Young, amato marito, padre, nonno e fratello. Malcolm aveva sofferto di demenza per diversi anni ed è morto pacificamente con la sua famiglia al suo capezzale. Famoso per la sua abilità musicale, Malcolm è stato un cantautore, chitarrista, performer, produttore e visionario che ha ispirato molti. Fin dall'inizio, sapeva cosa voleva raggiungere ed, insieme a suo fratello minore, è salito sul palcoscenico mondiale dando il massimo in ogni spettacolo. Niente di meno avrebbe fatto per i loro fan». Mentre in un secondo comunicato, (condiviso anche su Facebook), si può leggere: «È con profonda tristezza del cuore che oggi gli AC/DC devono annunciare la scomparsa di Malcolm Young. Malcolm, insieme ad Angus, è stato il fondatore e creatore degli AC/DC. Con enorme dedizione ed impegno è stato la forza trainante della band. Come chitarrista, cantautore e visionario era un perfezionista ed un uomo unico. Ha sempre creduto nelle proprie idee e ha sempre detto e fatto esattamente quello che voleva. Ha sempre raccolto molta stima in tutto quello che ha fatto. La sua lealtà verso i fan era insuperabile. In quanto suo fratello è difficile esprimere a parole ciò che ha significato per me durante la mia vita, il legame che avevamo era unico e molto speciale. Lascia un enorme patrimonio che vivrà per sempre. Malcolm, lavoro ben fatto».

Di seguito il suddetto post su Facebook:



venerdì 17 novembre 2017

Scoperto che tofu e soia potrebbero aumentare il rischio di sviluppare il cancro alla prostata.


A quanto pare mangiare regolarmente germogli di soia, tofu ed altri derivati della così tanto apprezzata pianta leguminosa potrebbe incrementare il rischio di sviluppare il cancro alla prostata: o almeno questo è quanto hanno fatto alcuni ricercatori dell'Università dell'Indiana tramite uno studio pubblicato sulla rivista specializzata International Journal of Cancer. In pratica i ricercatori statunitensi, guidati dal professor Jianjun Zhang, (docente presso il Dipartimento di Epidemiologia e Biostatistica dell'ateneo di Indianapolis), hanno condotto un'approfondita indagine statistica sui dati di 27.000 uomini ed hanno scoperto che le ragioni di ciò risiederebbero nella somiglianza genetica tra i fitoestrogeni presenti in questi alimenti ed il 17β estradiolo, ovvero uno dei principali ormoni estrogeni nell'uomo e nella donna, che da tempo è ritenuto in qualche modo coinvolto proprio nello sviluppo del tumore alla prostata. In sostanza, come noto, i fitoestrogeni o estrogeni vegetali sono composti chimici prodotti da alcune piante e possiedono una struttura molecolare molto simile a quella degli estrogeni animali: dettaglio che consente loro di legarsi ai recettori di questi ormoni, sebbene il loro potere stimolante sia significativamente inferiore, (anche di mille volte). Tuttavia nonostante la bassa affinità, questa loro capacità di legarsi può comunque avere degli effetti negativi sulla salute, come ha dimostrato, appunto, la suddetta ricerca americana. Difatti dall'analisi statistica dei dati provenienti dal grande studio chiamato "Prostate, Lung, Colorectal and Ovarian Cancer Screening Trial", durato ben 11 anni e che ha coinvolto poco meno di 30.000 uomini, è emerso che in 2.598 sono stati colpiti cancro alla prostata: tra questi 287 hanno sviluppato la forma nello stadio più avanzato e pericoloso. Ad ogni modo incrociando i dati con quelli provenienti da questionari alimentari, (che tutti i partecipanti hanno compilato durante il periodo di follow-up), gli scienziati hanno dimostrato che i rischi maggiori di sviluppare il cancro prostatico era legato proprio al consumo di alimenti ricchi di fitoestrogeni, come appunto il tofu ed i germogli di soia: nel mirino dei ricercatori sono finiti soprattutto i cosiddetti isoflavoni, vale a dire tra i fitoestrogeni più comuni. Comunque sia Jianjun Zhang ed i colleghi hanno, infine, voluto precisare che si tratta di una semplice associazione statistica, per la quale sarà doveroso condurre ulteriori accertamenti; anche se i dati emersi restano comunque abbastanza significativi.


giovedì 16 novembre 2017

WhatsApp: In arrivo i messaggi vocali in "locked mode".


Una delle funzioni più popolari di WhatsApp è senza ombra di dubbio quella riguardante i messaggi vocali, ma sin dalla sua introduzione, (avvenuta nel 2013), la modalità di utilizzo è rimasta la stessa: gli utenti devono tenere premuto il dito sull'icona del microfono fino al termine della registrazione, (ossia la cosiddetta tecnica del "push-to-talk"), quando il messaggio appena registrato verrà automaticamente inviato. O almeno così era finora: in questi giorni i responsabili del sito WABetaInfo hanno, infatti, scoperto come l'invio di messaggi vocali potrebbe essere semplificato in un futuro non troppo lontano tramite il rilascio di un nuovo aggiornamento della famosa applicazione di messaggistica istantanea. In pratica, come già anticipato, attualmente quando di tocca l'icona del microfono in basso a destra viene mostrato il messaggio "Tieni premuto per registrare, rilascia per inviare", quindi risulta piuttosto scomodo rimanere con il dito sullo schermo, soprattutto se il messaggio vocale è lungo. Tuttavia grazie alla funzione scovata in una versione preliminare di WhatsApp per iOS, in futuro quando l'utente toccherà l'icona, verrà mostrata una nuova interfaccia: dopo circa 0,5 secondi comparirà una piccola barra laterale con all'interno l'icona di un lucchetto. Inoltre uno swipe verso l'alto su questa barra attiverà la registrazione in "locked mode", vale a dire che all'utente non sarà più richiesto di mantenere premuto il dito sullo schermo. Inoltre l'utente potrà anche navigare nella conversazione alla ricerca di eventuali riferimenti testuali da aggiungere al messaggio vocale; mentre per inviarlo basta toccare il classico pulsante con la freccia, (lo stesso usato per i messaggi di testo). Ad ogni modo al momento la nuova funzionalità presenta alcune limitazioni: non è possibile visualizzare foto o video, scrivere un nuovo messaggio di testo e/o passare ad un'altra conversazione durante la registrazione del messaggio vocale. Comunque sia anche se la nuova funzione in questione è stata scoperta su iOS, sicuramente sarà resa disponibile anche su Android se e quando verrà rilasciata: trattandosi soltanto di un test non è detto che questa nuova funzionalità si traduca, infine, in una realtà di fatto.

Di seguito alcuni screenshot:
http://wabetainfo.com/wp-content/uploads/2017/11/LockedRecording_View1-768x441.jpg
http://wabetainfo.com/wp-content/uploads/2017/11/LockedRecording_View2-768x441.jpg
...ed un video di dimostrazione:



mercoledì 15 novembre 2017

OGLE-2016-BLG-1190Lb, il gigante misterioso situato al centro della Via Lattea.

Rappresentazione artistica di OGLE-2016-BLG-1190Lb.

A quanto pare nel cuore della Via Lattea c'è un gigantesco e misterioso oggetto celeste; o almeno questo è quanto ha fatto sapere un gruppo di ricercatori coreani tramite uno studio i cui dettagli sono stati pubblicati su arXiv. In pratica per il momento la natura di questo oggetto celeste rappresenta un enigma per gli scienziati: secondo le prime ipotesi, si potrebbe, infatti, trattare di un enorme pianeta, (uno dei più massicci mai individuati finora), oppure di una nana bruna, (cosiddetta "stella fallita"); anche in questo caso la sua posizione aprirebbe scenari inediti su ciò che attualmente si conosce sulla nascita e della formazione di questi corpi celesti. Difatti questo oggetto, ribattezzato con il nome tecnico di OGLE-2016-BLG-1190Lb e per adesso "trattato" come un gigantesco esopianeta, si trova a circa 22.000 anni luce dalla Terra, al centro della galassia, ed inquadrato nella costellazione del Sagittario, in un ammasso noto come "bulbo galattico", (ovvero un luogo in cui si trova un decimo di tutte le stelle della Via Lattea). Inoltre è stato individuato grazie l'ausilio del Telescopio Spaziale Spitzer della NASA attraverso la tecnica della cosiddetta "microlente gravitazionale", vale a dire un fenomeno che amplifica la luminosità di un corpo celeste che transita alle spalle di una sorgente luminosa, "ingrandendolo" proprio come farebbe una lente. Ma non è tutto: OGLE-2016-BLG-1190Lb orbita attorno alla sua stella di riferimento, (OGLE-2016-BLG-1190L, scoperta nel 2016 durante il progetto Optical Gravitational Lensing Experiment), ad una distanza doppia rispetto a quella che separa la Terra dal Sole, e le sue dimensioni sono davvero gargantuesche, in quanto ha una massa 13,4 volte superiore rispetto a quella di Giove; il che significa che questo misterioso oggetto celeste possiede una massa 4.000 volte maggiore a quella della Terra. Ad ogni modo per via di queste sue enormi dimensioni hanno portato gli scienziati ad ipotizzare che, come già anticipato, potrebbe trattarsi di una nana bruna, un oggetto celeste molto più grande di un pianeta, ma con massa insufficiente per avviare le reazioni nucleari tipiche delle stelle. Tuttavia in questo caso OGLE-2016-BLG-1190Lb si troverebbe al confine di una zona chiamata "deserto delle nane brune", dove questi oggetti celesti non sono presenti e, dunque, i ricercatori dovrebbero rivedere calcoli e teorie per capire come una simile nana bruna possa essere nata proprio lì. Comunque sia, come già spiegato, attualmente il gigantesco oggetto in questione si trova al limite tra le due situazioni e soltanto con un'indagine più approfondita si potrà conoscere la sua reale identità: molto probabilmente il mistero potrà essere risolto nel 2019, quando OGLE-2016-BLG-1190Lb sarà, infine, di nuovo visibile tramite la tecnica della microlente gravitazionale.


Anonymous Italia attacca alcuni Ministeri, la Marina, Palazzo Chigi, il Parlamento Europeo e pubblica vari documenti.


Dopo un lungo periodo di apparente inattività e dopo aver preso parte all'attacco nei confronti del Consiglio d'Europa avvenuto lo scorso 5 Novembre, per ricordare la Congiura delle polveri, nel fine settimana la divisione italiana della famosa legione di Anonymous è tornata all'opera attaccando il Ministero dell'Interno, il Ministero della Difesa, la Marina Militare, Palazzo Chigi ed il Parlamento Europeo e rendendo pubblici una parte dei documenti, (tra cui e-mail e dati personali), di cui sono entrati in possesso. Naturalmente, come di consueto, gli hacker hanno rivendicato l'azione tramite un breve comunicato pubblicato sul blog ufficiale di Anonymous Italia, il quale si apre con una citazione di Platone, (tratta da "La Repubblica, Cap. VIII"), che recita: «Ecco, secondo me, come nascono le dittature. Esse hanno due madri. Una è l'oligarchia quando degenera, per le sue lotte interne, in satrapia. L'altra è la democrazia quando, per sete di libertà e per l'inettitudine dei suoi capi, partecipa nella corruzione e nella paralisi. Allora la gente si separa da coloro cui fa la colpa di averla condotta a tale disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza che della dittatura è pronuba e levatrice. Così la democrazia muore: per abuso di se stessa. E prima che nel sangue, nel ridicolo». Successivamente il suddetto comunicato prosegue con la vera e propria rivendicazione dell'attacco, nella quale gli hacker hanno scritto: «Cittadini, siamo lieti di annunciarvi, per il diritto della democrazia e della dignità dei popoli, che siamo in possesso di una lista di dati personali relativi al Ministero dell'Interno, al Ministero della Difesa, alla Marina Militare nonché di Palazzo Chigi e Parlamento Europeo». E poi prosegue: «Governo, corruttore di democrazia, la rivoluzione passa anche qui, inarrestabile, il cui ideale conosce ora i vostri nomi, i vostri contatti telefonici, le vostre residenze. Possediamo anche fotocopie dei vostri documenti personali, di quelli dei vostri parenti ed amici, contratti di lavoro, contratti d'affitto, buste paghe e molto altro. Per l'ennesima volta lo Stato Italiano tradisce ed imbarazza i valori dei nostri militari che hanno giurato di difenderlo. Ma difendere chi? Difendere i propri cittadini o un governo che imbarazza le stesse forze di difesa?». Comunque sia il post si conclude, infine, con i link in cui trovare una lunga lista di e-mail ed un piccolo archivio di documenti, (di "soli" 16 MB), dove sono presenti numeri di cellulare, buste paga, carte di identità, CUD, e-mail ed altro ancora relativi principalmente al Ministero della Difesa ed alla Marina Militare.


martedì 14 novembre 2017

Windows Movie Maker: Attenzione alla versione modificata che sta cercando di rubare soldi agli utenti.


A quanto pare esiste una versione modificata di Windows Movie Maker che sta tentando di rubare soldi agli utenti su Internet; o almeno questo è l'allarme che ha lanciato in questi giorni la popolare software house esperta in sicurezza ESET e riguardante un nuovo tentativo di truffa su Internet che sfrutta, appunto, la popolarità di Windows Movie Maker per frodare gli ignari utenti. In pratica coloro che utilizzano da tempo il software in questione sa bene che si tratta di un programma basilare dedicato al video-editing molto apprezzato dagli utenti Windows. Tuttavia, nonostante ad oggi questo programma non è più distribuito da Microsoft, (che lo ha ritirato ufficialmente a Gennaio 2017), Windows Movie Maker risulta essere ancora molto ricercato dagli utenti che sperano di trovare una sua vecchia versione funzionante. Ed è proprio questa sua popolarità che ha permesso a qualche malintenzionato di creare questa truffa: difatti, provando ad effettuare una ricerca su Google con il termine "Windows Movie Maker", tra i primissimi risultati compare il sito "windows-movie-maker.org" che non ha nulla a che fare con il programma di casa Microsoft ma che induce a pensare che al suo interno sia possibile ottenere una versione scaricabile del programma di video-editing. Tuttavia, come già anticipato quello che il sito in questione permette di scaricare è una versione modificata del programma, (denominata Win32/Hoax.MovieMaker), la quale prova a raggirare gli utenti chiedendo loro dei soldi per l'attivazione delle funzionalità del software: provando ad eseguire questo programma, infatti, gli utenti si troveranno davanti a ripetute richieste di denaro, (in particolare vengono chiesti 29,95 dollari, prezzo che viene presentato con uno sconto del 25% sul suddetto sito web), per l'attivazione delle piene funzionalità del programma; cosa che invece non dovrebbe accadere visto che Windows Movie Maker è sempre stato assolutamente gratuito. Naturalmente al riguardo la ESET ha suggerito di eliminare immediatamente questo programma, (qualora sia già stato installato), e di effettuare immediatamente una verifica con un buon antivirus per identificare eventuali malware presenti nel Pc. Tra l'altro la software house slovacca ha invitato gli utenti a scaricare i software solamente dai siti ufficiali e non da terze parti sospette. Comunque sia la ESET ha fatto sapere di aver già modificato tutti i suoi programmi per bloccare questa minaccia, (che solo in Italia ha raggiunto il picco del 9% di infezioni ad inizio Novembre), e di aver anche avvisato sia Microsoft che Google del problema. Insomma, come sempre in questi casi, il suggerimento generale è quello di prestare molta attenzione quando si scaricano programmi dai siti web e, sebbene gli antivirus dovrebbero bloccare l'accesso al suddetto sito web, sarebbe comunque consigliabile starne alla larga, soprattutto se non si utilizzano, infine, soluzioni di protezione di ultima generazione o non correttamente aggiornate.


domenica 12 novembre 2017

Scoperto che essere ottimisti può abbassare la pressione, ridurre l'ansia e migliorare l'apprendimento.


A quanto pare l'ottimismo, (oltre ad essere "il profumo della vita", come recitava un vecchio spot pubblicitario), potrebbe essere anche in grado di abbassare la pressione sanguigna, ridurre l'ansia e migliorare il rendimento scolastico degli studenti. O almeno questo è quanto ha fatto sapere un recente studio pubblicato sulla rivista Biomedical Journal of Scientific and Technical Research da alcuni ricercatori dell'Università del Michigan, dell'Università Fudan e dell'Università normale della Cina orientale, secondo i quali anche avere un peso corporeo nella norma potrebbe influenzare positivamente la salute mentale di chi studia. In pratica nel corso di tale ricerca, gli scienziati hanno coinvolto 925 studenti universitari di entrambi i sessi, (di cui è stato calcolato l'indice di massa corporea o IMC), i quali sono stati invitati ad esprimere un giudizio sulla loro capacità di sperimentare 4 indicatori del benessere psicologico: la speranza, la gratitudine, la soddisfazione per la propria vita e la felicità soggettiva. Inoltre gli studenti hanno dovuto rispondere ad un questionario diretto a valutare la loro qualità del sonno ed il loro stato d'animo: in particolare il test chiedeva loro quanto spesso si sentissero energici, sani, inutili, nervosi, ansiosi o depressi. Così facendo gli scienziati hanno osservato che le suddette 4 variabili psicologiche e l'IMC rappresentavano il 41% dei fattori che influenzavano la salute dei partecipanti: nello specifico la felicità soggettiva da sola ha avuto l'impatto più significativo sul benessere degli studenti, seguita dalla speranza e poi dall'incide di massa corporea; mentre la gratitudine e la soddisfazione per la propria vita da sole non sembravano influire sulla salute generale dei soggetti. Per di più i ricercatori hanno anche rilevato che l'IMC risultava essere correlato alla salute fisica ed alla salute generale, ma non alla speranza, alla gratitudine, alla soddisfazione per la propria vita o alla salute mentale. Comunque sia al riguardo gli autori della ricerca in questione hanno, infine, concluso spiegando: "I risultati del nostro studio indicano come uno stato d'animo positivo ed una buona forma fisica potrebbero influire positivamente sulla salute degli studenti. Pertanto le scuole e le università dovrebbero prevedere programmi diretti a migliorare non soltanto il benessere del corpo, ma anche quello di spirito e mente".


sabato 11 novembre 2017

Scoperto che lo smog potrebbe danneggiare anche le ossa.


Oltre a danneggiare il cuore, i polmoni, i reni, il cervello ed i denti, a quanto pare lo smog potrebbe anche essere in grado di "corrodere" ed indebolire le ossa, favorendo l'insorgenza di fratture e dell'osteoporosi. O almeno questo è quanto ha scoperto un gruppo di ricercatori della Columbia University's Mailman School of Public Health tramite uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet Planetary Health nel quale è stato rilevato come i ricoveri per frattura aumentino al crescere dell'inquinamento atmosferico. Tra l'altro questa ricerca ha associato allo smog una perdita di densità ossea, (condizione tipica, appunto, dell'osteoporosi), ed una ridotta concentrazione di ormone paratiroideo nel sangue, (vale a dire quell'ormone noto anche come paratormone e che presiede all'assorbimento del calcio e che ha un ruolo nella mineralizzazione delle ossa). In pratica, per entrare un po' più nei dettagli, lo studio in questione si è svolta principalmente in due tempi: nella prima parte i ricercatori hanno studiato  ben 9,2 milioni di ricoveri per fratture legate ad osteoporosi tra il 2003 ed il 2010 ed hanno rilevato che anche un piccolo aumento delle concentrazioni di particelle inquinanti, (ossia il cosiddetto particolato fine con diametro inferiore a 2,5 µm), porta ad un aumento delle fratture tra gli anziani. Mentre nella seconda parte della ricerca gli scienziati hanno studiato 692 individui di mezza età per verificare il legame tra prolungata esposizione al particolato carbonioso, (detto anche fuliggine o nerofumo), al particolato fine ed ai 3 marcatori dell'omeostasi del calcio, (ossia l'ormone paratiroideo, il calcio e la vitamina D). Così facendo gli autori dello studio hanno osservato che coloro che vivono in aree più inquinate presentano una minore densità ossea ed una minore concentrazione dell'ormone paratiroideo. Comunque sia al riguardo Andrea Baccarelli, uno degli autori della ricerca, ha, infine, concluso dichiarando: "Finora diverse ricerche precedenti avevano documentato i rischi dell'inquinamento per la salute, (dalle malattie cardiovascolari a quelle respiratorie, ai tumori ed ai disturbi cognitivi), ma adesso questo studio è andato ad aggiungere all'elenco dei rischi da inquinamento atmosferico anche l'osteoporosi".


giovedì 9 novembre 2017

Harry Potter: Wizards Unite, il nuovo gioco AR di Niantic Labs.


A 5 anni di distanza dal debutto di Ingress, (primo gioco mobile sulla realtà aumentata), ed a poco più di un anno dall'enorme successo ottenuto con Pokémon GO, a quanto pare il team di Niantic Labs è pronto per l'ennesima avventura. Difatti in questi giorni la software house ha annunciato l'arrivo di un nuovo titolo incentrato, appunto, sulle dinamiche della realtà aumentata, (nota anche con la sigla AR), questa volta dedicato al magico universo nato dalla penna di J. K. Rowling. In pratica si intitolerà Harry Potter: Wizards Unite e, come facilmente intuibile, il gameplay si concentrerà sul trasformare un ambiente reale, (come, ad esempio, il proprio vicinato o la propria città), in un mondo popolato da creature di ogni tipo, esattamente come nei libri e nei film che narrano le vicende di Hogwarts e dei suoi personaggi e naturalmente non mancheranno incantesimi da lanciare e nemici da affrontare. Tuttavia, nonostante al momento le informazioni ufficiali rilasciate siano poche, in questo nuovo gioco sarà quasi certamente replicata la formula vincente di Pokémon GO, con un'importanza particolare delegata alle interazioni Social tra i membri della stessa comunità. Al riguardo nell'annuncio ufficiale si può leggere: «Siamo incredibilmente entusiasti di annunciare il prossimo step evolutivo dell'intrattenimento mobile AR. Con Harry Potter: Wizards Unite i giocatori che hanno sognato di diventare maghi nel mondo reale avranno finalmente la loro occasione di immergersi nell'universo creato da J.K. Rowling. I giocatori impareranno incantesimi, esploreranno i loro quartieri e le città del mondo reale per scoprire e combattere le bestie leggendarie e riunirsi con gli altri per abbattere i potenti nemici». Tra l'altro come spiegato nel suddetto annuncio, per la fase di sviluppo Niantic Labs, (team nato come startup all'interno di Google), ha siglato una collaborazione con Warner Bros. Interactive Entertainment e lo studio WB Games di San Francisco. Ad ogni modo mettere in campo un progetto basato sulla licenza ufficiale di Harry Potter significa lavorare ad un brand dall'enorme impatto a livello commerciale e dall'incredibile richiamo; il che garantirà quasi certamente al nuovo gioco in questione di diventare un ennesimo successo in termini di download ed acquisti in-app. Comunque sia, come già anticipato, per adesso non sono state rilasciate maggiori informazioni e non è stata, infine, fornita nessuna indicazione nemmeno sulle tempistiche necessarie per il rilascio, che avverrà molto probabilmente su Android ed iOS sotto Portkey Games, la nuovissima etichetta creata dalla Warner Bros. Interactive Entertainment per rilasciare, infine, una serie di esperienze di gioco per dispositivi mobili e console.


mercoledì 8 novembre 2017

OZZY OSBOURNE: Nel 2018 partirà il suo tour d'addio.


Dopo l'addio alle scene dei Black Sabbath, (avvenuto il 4 Febbraio 2017), a quanto pare anche Ozzy Osbourne si sta preparando a dare il via a quello che sembra essere il suo tour d'addio: le voci al riguardo circolano da diverso tempo, ma stando a quanto annunciato sui vari account ufficiali, alla fine è stata presa una decisione ed a partire dal prossimo anno in occasione dei 50 anni di carriera, (sia come solista, che come frontman della band britannica), il leggendario cantante si imbarcherà in un lunghissimo tour mondiale d'addio che si concluderà nel 2020. Al riguardo nel post pubblicato in questi giorni sulla sua pagina Facebook ufficiale, si può leggere: «Cinque decenni. 18.262 giorni. Più di 2.500 spettacoli. Nel suo prossimo tour mondiale d'addio, Ozzy Osbourne - recluta della Rock and Roll Hall of Fame e vincitore di Grammy come cantante e cantautore - festeggerà più di cinque decadi come musicista, (sia come solista che come cantante dei Black Sabbath, che si sono formati nel 1968). Questo tour, che si prevede di portare Ozzy in giro per il mondo con date fino al 2020, segnerà la fine dell'attività di touring mondiale per il leggendario artista, anche se continuerà ad esibirsi in spettacoli live selezionati». Mentre lo stesso Ozzy Osbourne ha dichiarato: "La gente continua a chiedermi quando mi ritirerò. Questo sarà il mio ultimo tour mondiale, ma non posso negare che potrei fare qualche show qua e là". Ad ogni modo, come spiegato anche nel suddetto annuncio, il tour d'addio in questione prenderà il via nel 2018 in Messico, prima di passare al Sud America, (dove, per il momento, sono previsti 6 show in 3 Paesi: Cile, Argentina e Brasile), passerà in Europa per 6 settimane, (a partire dall'1 Giugno 2018 con uno show a Mosca), e poi approderà nel Nord America con alcuni show prodotti da Live Nation, le cui date saranno rivelate nel corso del 2018. Comunque sia è prevista anche una tappa in Italia che si terrà il 17 Giugno 2018; anche se per adesso non sono stati stabiliti né la città né la location: per saperlo bisognerà attendere ulteriori informazioni che dovrebbero, infine, arrivare nei mesi a seguire, assieme all'annuncio di altre date.

Di seguito  il suddetto post di annuncio:
 ...e le date annunciate finora:

- 05/05/2018 TBA, MEX – TBA
- 08/05/2018
Santiago, CHL – TBA
- 11/05/2018
Buenos Aires, ARG – TBA
- 13/05/2018
São Paulo, BRA – TBA
- 16/05/2018
Curitiba, BRA – TBA
- 18/05/2018
Belo Horizonte, BRA – TBA
- 20/05/2018
Rio de Janeiro, BRA – TBA
- 01/06/2018
Moscow, RUS – Olimpijskij
- 03/06/2018 St. Petersburg, RUS – Ice Palace (Ledovi Dvorets)
- 06/06/2018
TBA, Finland – TBA
- 08/06/2018
Solvesborg, SWE – Sweden Rock Festival
- 10/06/2018
Donington, UK – Download Festival
- 13/06/2018
Prague, CZE – Airport Letňany
- 15/06/2018
Paris, FRA – Download Festival
- 17/06/2018
TBA, ITA – TBA
- 20/06/2018
Halden, NOR – Tons of Rock Festival
- 22/06/2018
Copenhagen, DEN – Copenhell Festival
- 24/06/2018
Dessel, BEL – Graspop Metal Meeting
- 26/06/2018
Krakow, POL – Impact Festival
- 28/06/2018
Oberhausen, GER – König-Pilsner Arena
- 30/06/2018
Madrid, SPA – Download Festival
- 02/07/2018
Lisbon, POR – Meo Arena



martedì 7 novembre 2017

Dimostrata l'esistenza di un legame tra microbioma intestinale ed obesità.


A quanto pare, oltre ad aver un legame con ansia e depressione, la composizione del microbioma intestinale sarebbe responsabile anche dell'accumulo di grasso a livello addominale; o almeno questo è quanto hanno dimostrato alcuni ricercatori del King's College London tramite uno studio pubblicato su Genome Biology, il quale ha permesso di identificare alcuni geni che potrebbero influenzare il rischio di obesità, appunto, attraverso i batteri intestinali. In pratica questa ricerca ha previsto l'analisi della composizione del cosiddetto "microbioma fecale", (vale a dire l'insieme del genoma dei batteri che dall'intestino passano nelle feci), e diversi indicatori dell'obesità, (come, ad esempio l'indice di massa corporea), in un gruppo di oltre 1.300 gemelli: i risultati ottenuti sono stati poi validati in un altro gruppo di gemelli ed in altri 2 gruppi di volontari. Così facendo i ricercatori inglesi sono, appunto, riusciti a confermare quanto era già suggerito da studi precedenti: un microbioma fecale meno vario risulta essere associato all'obesità ed agli indicatori dell'adiposità, (in particolar modo con il grasso addominale, il cui accumulo è un fattore di rischio cardiometabolico). In altre parole, una flora intestinale poco variabile potrebbe aumentare il rischio di accumulare tessuto adiposo attorno agli organi interni, con conseguente rischio di sviluppare malattie metaboliche, (come, ad esempio, disturbi cardiovascolari e/o diabete). Tra l'altro gli scienziati britannici hanno associato l'accumulo di grasso addominale con variazioni nel numero di batteri appartenenti al genere Oscillospira. Tuttavia le analisi non si sono fermate e sono proseguite alla ricerca di eventuali interazioni genetiche tra i batteri e l'organismo umano mediate da geni associati all'obesità: in questo modo si è giunto alla conclusione che i geni FHIT, TDRG1 ed ELAVL4 potrebbero giocare un ruolo proprio nel legame tra il microbioma fecale e l'obesità. Al riguardo i ricercatori hanno commentato: "I nostri risultati forniscono nuovi dettagli del ruolo del microbioma fecale nelle malattie cardiometaboliche con un chiaro potenziale per la prevenzione e nuove terapie". Tuttavia hanno ammesso che con i dati a disposizione non è ancora possibile tracciare uno schema definitivo del meccanismo attraverso cui i batteri intestinali influenzerebbero l'accumulo di tessuto adiposo. Difatti in tal proposito Jordana Bell, principale autrice dello studio in questione, ha, infine, concluso spiegando: "Saranno necessarie ulteriori ricerche scientifiche per capire il modo preciso in cui i nostri microbi intestinali possono influenzare la salute umana e se interventi come i trapianti fecali possano esercitare un impatto sicuro, benefico ed efficace su questo processo".


lunedì 6 novembre 2017

Il Signore degli Anelli: In arrivo una possibile serie Tv.


In questi giorni in Rete è iniziata a circolare la notizia sulla possibile realizzazione di una serie televisiva tratta da "Il Signore degli Anelli", uno dei romanzi più venduti di J.R.R. Tolkien da cui è nata anche l'omonima trilogia cinematografica di Peter Jackson che ha incassato quasi 3 miliardi di dollari in tutto il mondo e vinto 17 Oscar su 30 nomination. In pratica da quanto è emerso dalle prime indiscrezioni sembra proprio che la Warner Bros. Television e la Middle-Earth Enterprises, (divisione della Saul Zaentz Company), stanno cercando di trovare un accordo per avviare, appunto, la produzione della suddetta serie televisiva. Tuttavia trattandosi ancora solo di un progetto alle primissime fasi, i dettagli disponibili sono scarsi: pare, infatti, che al momento la Warner Bros., (lo stesso studio che ha prodotto la trilogia cinematografica), non abbia ancora scelto lo sceneggiatore cui affidare la stesura dell'adattamento ed è ancora in fase di negoziazione per l'acquisizione dei diritti del romanzo di J. R. R. Tolkien. Non a caso questa notizia è arrivata quattro mesi dopo una lunga causa tra gli studi della Warner Bros. e gli eredi dello scrittore a causa della violazione del copyright per la creazione di videogame e slot-machine con il marchio "Lord of the Rings": una causa che ha portato un accordo dal valore di ben 80 milioni di dollari. Ad ogni modo, seppur ancora non ci siano stati annunci ufficiali, le varie indiscrezioni hanno fatto sapere che gli Amazon Studios ed l'amministratore delegato Jeff Bezos si sono mostrati molto interessate a voler partecipare al progetto. Tra l'altro la realizzazione di una serie televisiva tratta dal "Il Signore degli Anelli" potrebbe essere un successo globale e potrebbe permettere agli Amazon Studios di fare un salto di qualità del proprio servizio di streaming Amazon Prime Video. Tuttavia per adesso né gli Amazon Studios né la Warner Bros. hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali per smentire o confermare queste indiscrezioni. Comunque sia, sempre secondo le varie fonti, l'esborso economico per la realizzazione di una serie Tv di questo genere si aggirerebbe attorno ai 150 milioni di dollari a stagione: motivo per cui tutte le parti stanno prendendo i loro tempi per valutare, infine, i pro ed i contro di questo progetto.

*(Aggiornamento del 13/11/2017): Dopo le notizie e le voci che si sono rincorse negli scorsi giorni, è arrivata finalmente la conferma ufficiale: Amazon realizzerà una serie televisiva tratta da "Il Signore Degli Anelli". Difatti in questi giorni l'azienda ha acquisito i diritti televisivi globali della famosissima opera letteraria di J.R.R. Tolkien, con un accordo che prevede la produzione di una serie composta da più stagioni. In pratica si tratterà di una serie originale Amazon Prime e sarà prodotta dagli Amazon Studios in collaborazione con la Tolkien Estate and Trust, HarperCollins e la New Line Cinema, (una divisione della Warner Bros. Entertainment), ed il cui lancio è previsto in esclusiva sulla piattaforma di streaming digitale Prime Video nel 2020. Inoltre, ambientato nella Terra di Mezzo, questo adattamento televisivo esplorerà nuove storie, che precedono "Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello"; l'accordo include anche la produzione di una potenziale serie spin-off aggiuntiva. Al riguardo Sharon Tal Yguado, Head of Scripted Series degli Amazon Studios, ha dichiarato: "Il Signore degli Anelli è un fenomeno culturale che ha catturato l'immaginazione di generazioni di fan, sia attraverso il libro sia sul grande schermo. Siamo onorati di poter lavorare con Tolkien Estate and Trust, HarperCollins e New Line su un progetto così emozionante e siamo entusiasti di poter portare tutti i fan de Il Signore degli Anelli in un nuovo, epico viaggio nella Terra di Mezzo". Mentre Matt Galsor, portavoce di Tolkien Estate and Trust ed HarperCollins, ha affermato: "Siamo molto felici che Amazon, con il suo impegno a lungo termine nell'ambito della letteratura, ospiterà la prima serie Tv in più stagioni de Il Signore degli Anelli. Sharon ed il team degli Amazon Studios hanno idee fantastiche per portare sullo schermo storie inesplorate e basate sugli scritti originali di J.R.R. Tolkien".



domenica 5 novembre 2017

NGTS-1b, il pianeta "mostro" che non dovrebbe esistere.

Rappresentazione artistica di NGTS-1b, (in basso), e NGTS-1, (in alto).

È stato ribattezzato "NGTS-1b" e si tratta di un nuovo "mostro" cosmico grande come Giove in orbita intorno NGTS-1, (una nana rossa di tipo M, grande metà del Sole, una temperatura superficiale inferiore ai 3.700 °C e che dista circa 600 anni luce dalla Terra), il quale va ad arricchire la già lunga lista di pianeti extrasolari finora conosciuti, (saliti ad oltre 3.000), che popolano l'Universo. In pratica questo pianeta, descritto in uno studio in via di pubblicazione sui Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, è il primo esopianeta scoperto da una rete di 12 telescopi di nuova generazione da 20 cm ciascuno, situati nel deserto di Atacama, (in Cile), nonché cuore del programma "The Next-Generation Transit Survey", (noto anche con la sigla NGTS), dell'Osservatorio Europeo Australe, (noto anche come ESO). Tuttavia NGTS-1b rappresenta un autentico rompicapo per i planetologi in quanto stando alle attuale teorie della formazione dei pianeti non dovrebbe esistere: come già anticipato, si tratta, infatti, di un gioviano caldo la cui stella madre, (intorno alla quale orbita in appena 2,6 giorni), risulta, però, essere di taglia ridotta. In particolare è una stella talmente piccola che, secondo gli scienziati, non è possibile che abbia potuto attrarre una quantità di materiale così grande da formare un pianeta enorme a distanza ravvicinata. Difatti mentre i pianeti di piccole dimensioni sono relativamente comuni intorno a stelle nane di tipo M, la presenza attorno a esse di giganti gassosi , (come, appunto, NGTS-1b), sembra essere assai più rara di quanto non avvenga attorno a stelle più simili al Sole. Ciò, come già detto, è coerente con le attuali teorie di formazione planetaria, ma sarà comunque necessario osservare un maggior numero di nane di tipo M per arrivare a stabilire quanti siano effettivamente i gioviani caldi che orbitano attorno ad esse. Inoltre il programma NGTS è stato creato appositamente per fornire dati migliori sui pianeti in orbita intorno a stelle nane, e poiché queste rappresentano circa il 75% delle stelle presenti nella Via Lattea, studiarle significherebbe anche aiutare gli scienziati di tutto il mondo a comprendere quale sia la popolazione principale di pianeti della galassia. Ad ogni modo questo "mostro" cosmico è stato scoperto studiando la diminuzione della luce emessa da NGTS-1 proprio a causa del passaggio ravvicinato dello stesso pianeta, che, viste le sue dimensioni, provoca piccole e brevi eclissi. Successivamente la scoperta di NGTS-1b è stata confermata da osservazioni di follow-up condotte presso l'osservatorio di La Silla: si tratta di osservazioni fotometriche effettuate con lo strumento EulerCam, montato sul Telescopio Leonhard Euler da 1,2 metri, e di osservazioni spettroscopiche condotte con lo strumento HARPS, montato sul telescopio ESO da 3.6 metri. Insomma, sempre secondo i ricercatori, l'osservazione di questo pianeta extrasolare apre scenari abbastanza interessanti; difatti al riguardo Peter Wheatley, dell'Università di Warwick, nonché uno dei principali autori del suddetto studio, ha concluso affermando: "Poiché la stella madre di NGTS-1b è molto comune nell'Universo, è probabile che esistano molti altri pianeti giganti, che attendono solo di essere trovati". Comunque sia ulteriori dati su questo sistema planetario sono attesi grazie al lavoro del James Webb Space Telescope, (noto anche con la sigla JWST), il cui lancio è, infine, previsto per il 2019.

Di seguito due rappresentazioni artistiche di NGTS-1b e NGTS-1:
https://warwick.ac.uk/services/communications/medialibrary/images/october2017/exoplanet_ngts-1b_-_credit_university_of_warwick__mark_garlick.jpg https://warwick.ac.uk/services/communications/medialibrary/images/october2017/exoplanet_ngts-1b_-_version_1_-_credit_university_of_warwick__mark_garlick.jpg



venerdì 3 novembre 2017

Facebook: In arrivo i sondaggi "animati".


Da diversi anni ormai Facebook ha introdotto al suo interno i sondaggi nativi, ma a quanto pare solo adesso ha deciso di renderli meno noiosi e più interattivi: in questi giorni il Social Network in Blu ha, infatti, iniziato il lancio della possibilità di creare sondaggi utilizzando immagini e GIF animate come opzioni di risposta. In pratica si tratta di una funzione totalmente inedita e che è stata pensata per migliorare l'interazione tra gli utenti: tutti gli iscritti a Facebook, infatti, non potranno creare sondaggi complessi, ma solamente veloci domande con solo due possibilità di risposta. In altre parole gli utenti potranno chiedere ai loro amici di suggerire, ad esempio, quali tra due film sia il migliore per una serata romantica oppure quale sia il più simpatico tra due personaggi di un film e così via. In sostanza l'utilizzo di questo nuovo strumento per creare sondaggi "animati" è molto facile e banale: tutto quello che gli utenti dovranno fare è cliccare sullo spazio dedicato all'aggiornamento del proprio profilo, (sia da desktop che attraverso le applicazioni per Android ed iOS), e nell'elenco delle opzioni di composizione, scegliere la voce "sondaggio". Successivamente si aprirà un mini editor attraverso il quale si potrà creare il sondaggio vero e proprio: il testo della domanda potrà essere lungo quanto si vuole, mentre le risposte non potranno superare i 25 caratteri e per ogni risposta sarà possibile allegare, appunto una foto o una GIF animata; naturalmente, come per tutti i sondaggi, prima di pubblicarlo, gli utenti potranno decidere anche la lunghezza temporale. Comunque sia molti utenti hanno fatto notare come questa nuova opzione d'uso, (disponibile anche per le pagine), ricordi un po' da vicino la nuova funzione arrivata di recente su Instagram, nel quale da qualche settimana è possibile creare mini sondaggi all'interno delle Storie attraverso l'utilizzo di speciali adesivi. Tra l'altro, proprio come sul Social Network delle foto, i sondaggi "animati" su Facebook non saranno anonimi e la lista dei votanti potrà essere, infine, consultata liberamente da chi ha creato il sondaggio.

Di seguito alcuni screenshot:
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Scoperta una nuova "stanza segreta" nella Piramide di Cheope.


A quanto pare la Piramide di Cheope, (costruita circa 4.600 anni fa dagli egizi come tomba del faraone Cheope), non smette di stupire e dopo aver scoperto il mistero della sua costruzione adesso è stata individuata al suo interno una nuova misteriosa cavità, lunga almeno 30 metri e posta a 50-70 metri dal suolo al di sopra della Grande Galleria. O almeno questo è quanto hanno annunciato, tramite uno studi pubblicato sulla rivista Nature, i ricercatori del progetto internazionale ScanPyramids, che da circa 2 anni stanno scrutando nel "cuore" della più grande, antica delle tre piramidi della piana di Giza, (divenuta con il tempo anche la più famosa al mondo e la più misteriosa), utilizzando tecniche di rilevamento non invasive basate sulla fisica delle particelle. Difatti durante tale studio i ricercatori hanno impiegato una tecnica in particolare, chiamata muografia e che permette di "leggere" il cammino dei muoni, delle particolari particelle subatomiche prodotte dall'interazione dei raggi cosmici provenienti dallo spazio con l'atmosfera terrestre e che seguono traiettorie differenti quando si muovono nell'aria rispetto a quando attraversano le pietre, e dunque sono in grado di svelare la presenza di cavità. Cosa accaduta già due volte nella Piramide di Cheope: la rilevazione di una prima anomalia aveva portato ad annunciare nell'Ottobre 2016 la scoperta di quello che sembra essere un vero e proprio corridoio localizzato vicino alla parete nord; mentre adesso una seconda anomalia, individuata nel Marzo 2016 e studiata per un anno con diversi tipi di muografia, ha permesso di individuare questa nuova cavità fino ad oggi sconosciuta. Al riguardo Mehdi Tayoubi, presidente dell'Heritage Preservation Innovation Institute, che ha guidato la ricerca, ha affermato: "Questa cavità è così grande che non può essere un errore di costruzione". Infatti, come già anticipato, la "stanza segreta" in questione è simile per dimensioni alla Grande Galleria, (la quale ha una larghezza di 47 metri, un'altezza di 8 metri ed un volume di 600 metri cubi), potrebbe essere composta da una o più strutture e potrebbe avere una disposizione orizzontale o leggermente inclinata; ance se per il momento la sua funzione resta ancora un mistero. In tal proposito Lee Thompson, esperto di fisica delle particelle presso l'Università di Sheffield, non coinvolto nel lavoro ha sostenuto: "La ricerca è senza dubbio interessante e che la cavità esiste certamente. Al momento è però impossibile fare anche solo un'ipotesi su ciò che può contenere questo spazio o su quali possano essere state le sue funzioni: la "camera", (sempre se si tratta di una camera), appare irraggiungibile". Mentre Mark Lehner, direttore dell'Ancient Egypt Research Associates ha commentato: "Dal momento che è impossibile arrivarci, è improbabile che si tratti di una camera di sepoltura: non è il luogo dove gli egizi avrebbero potuto mettere un corpo". Quindi, secondo le prime ipotesi, questa misteriosa cavità potrebbe aver un significato simbolico e potrebbe essere il luogo del passaggio verso l'oltretomba, oppure potrebbe trattarsi solo di una "soluzione ingegneristica" per alleggerire il peso dei blocchi di pietra che si trovano sopra la grande galleria, al fine di prevenire un collasso. Comunque sia per adesso gli scienziati sono solamente agli inizi di indagini più approfondite, che cercheranno di tracciare meglio le suddette due cavità e solo a quel punto sarà forse possibile capire qualcosa di più del loro significato.

Di seguito un video che riassume il tutto: