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lunedì 27 febbraio 2017

Scoperto che le cellule del cervello scelgono di volta in volta se attivare i geni della madre o del padre.


A quanto pare le cellule nervose cambiano di volta in volta le loro preferenze, scegliendo di attivare i geni ereditati dalla madre o quelli dal padre; o almeno questo è quanto ha scoperto di recente uno studio condotto sui dei topi da laboratorio da parte di un gruppo di ricercatori dell'Università dello Utah, guidato dal neurobiologo Christopher Gregg, e pubblicato sulla rivista Neuron, il quale è andato così a contraddire uno dei dogmi della genetica e potrebbe aiutare a spiegare l'origine di alcune malattie mentali, (come autismo e schizofrenia). In pratica finora si pensava che le cellule nervose trattassero i geni ereditati dalla mamma e dal papà allo stesso identico modo, ma la suddetta ricerca ha dimostrato che non è così e, come ha osservato il genetista Giuseppe Novelli, rettore dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata: "Mostra che le funzioni svolte dal genoma di origine materna e di origine paterna sono diverse nei diversi tipi cellule, come accade nei neuroni". In sostanza questa attivazione "preferenziale" dei geni avviene soprattutto durante lo sviluppo del cervello, ossia quando influenza circa l'85% dei geni: man mano che il cervello matura, i neuroni attivano sempre più geni di entrambi i genitori allo stesso modo; anche se per almeno il 10% dei geni le copie materne e quelle paterne continuano ad essere attivate in modo diverso e questo squilibrio prosegue per tutta la vita. Al riguardo lo stesso Christopher Gregg ha spiegato: ''Cosa significhi per la salute questo modo preferenziale di attivare i geni non è ancora chiaro. Ma i risultati preliminari suggeriscono che ciò potrebbe essere collegato al rischio di alcune malattie. Normalmente avere due copie di un gene agisce come un sistema di protezione in caso uno sia difettoso, ma la nostra ricerca ha dimostrato che alcune cellule del cervello preferiscono attivare la copia del gene mutato rispetto a quella sana". Inoltre, come già anticipato, tra i geni regolati in questo modo "non convenzionale" ci sono alcuni collegati a malattie come, appunto, autismo, ritardo mentale e schizofrenia. Difatti in tal proposito Giuseppe Novelli ha, infine, concluso commentando: "La complessa organizzazione del DNA è alla base sia dei meccanismi fisiologici che di quelli patologici ed è stato dimostrato che il ritardo mentale ed altre forme di disabilità possono derivare non soltanto da errori nella sequenza del DNA ma anche da errate regolazioni dei geni".


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