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lunedì 6 marzo 2017

Scoperto un possibile legame tra Social Network e depressione: chi li usa troppo si sente isolato.


Da diverso tempo si sente parlare sempre più spesso di un'epidemia di depressione tra i teenager dovuta sopratutto al crescente "isolamento da Social Media", ma il discorso è vero solo in parte: secondo una recente revisione sistematica degli studi sul tema, tra tempo passato online e fenomeni depressivi esiste un debole legame che non è, come ci si potrebbe aspettare, di causa-effetto. In pratica un gruppo di psicologi del King's College London ha analizzato 11 studi riguardanti, appunto, Social Media e depressione nei ragazzi fino ai 18 anni, con dati relativi ad un totale di 12.646 volontari, ed hanno scoperto che una piccola, ma statisticamente significativa relazione tra Social Network e depressione c'è; anche se questi studi non dicono con esattezza se i disturbi dell'umore siano l'origine o la conseguenza del tempo trascorso online: è probabile quindi che i ragazzi più inclini a depressione tendano più facilmente a cercare online il supporto e la compagnia di cui hanno bisogno. Inoltre un altro punto debole dei suddetti studi è il fatto che i dati sulle ore trascorse nel mondo virtuale siano spesso forniti dai partecipanti stessi. Al riguardo i ricercatori inglesi hanno precisato: "La nostra ricerca non vuole certo negare la pericolosità dell'isolamento dovuto ad una vita spesa sempre di più sullo schermo degli smartphone, con i rischi a essa connessa: dal cyberbullismo alla mancanza di creatività ed interazione sociale. Ma allo stesso tempo rappresenta un invito a non leggere con superficialità gli studi sul tema". Per di più tra questi studi ce n'è uno condotto da alcuni ricercatori dell'Università di Pittsburgh e pubblicato sull'American Journal of Preventive Medicine che ha studiato i comportamenti di 1.787 persone tra i 19 e 32 anni, sottoponendoli a questionari pensati nel 2014 e che riguardavano la frequenza ed il tempo trascorso su diverse piattaforme, (tra cui Facebook, YouTube, Twitter, Instagram, Snapchat, Pinterest e LinkedIn). Dai risultati è emerso che le persone che li usavano per più di 2 ore al giorno erano 2 volte più propensi a sentirsi socialmente isolati rispetto a chi li utilizzava per meno di mezz'ora al giorno. Inoltre chi aveva visitato piattaforme social 58 o più volte a settimana vedeva aumentare di 3 volte il rischio di isolamento sociale percepito, rispetto a coloro che effettuavano meno di 9 visite a settimana. In sostanza, secondo gli autori di tale ricerca, ciò potrebbe esser dovuto al fatto che il tempo speso sui Social Network sostituisce quello per la comunicazione faccia a faccia; anche se un'altra possibile spiegazione è che il senso di esclusione aumenti perché gli utenti vedono amici divertirsi ad eventi a cui non hanno partecipato. In tal proposito Elizabeth Miller, principale autrice dello studio nonché docente di pediatria presso la suddetta università, ha spiegato: "È possibile che chi inizialmente si sentisse socialmente isolato si sia rivolto ai Social Media, oppure potrebbe essere che il maggiore uso dei Social Network abbia portato alcune persone a sentirsi isolati dal mondo reale, oppure ancora una combinazione di entrambi". Comunque sia è noto che da un lato le reazioni ai cambiamenti tecnologici sono spesso esagerate: nel XIX secolo si attribuiva ai movimenti "innaturali" indotti dal treno l'insorgere di una sorta di nevrosi. Mentre allo stesso tempo dall'altro lato va preso in considerazione che l'adolescenza è un'età alquanto delicata e spesso sono gli stessi teenager i protagonisti delle trasformazioni portate dalle nuove tecnologie: ad esempio, l'aumento di sensibilità sul tema della depressione potrebbe essere, infine, una delle cause della presunta crescita di questi fenomeni.


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