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giovedì 20 aprile 2017

Scoperto che i tatuaggi possono causare problemi di termoregolazione ed ipertermia.


Si sa, i tatuaggi stanno diventando sempre più popolari e, secondo recenti stime, quasi 3 adulti su 10 ne possiede almeno uno, con le percentuali maggiori fra i cosiddetti "Millennials", (circa il 47%), ed i cosiddetti "Gen Xers", (intorno al 36%), ed un aumento generalizzato del 50% negli ultimi 4 anni. Motivo per il quale gli scienziati di tutto il mondo hanno espresso sempre più, (ed esprimono tuttora), la volontà di studiare più da vicino il fenomeno tattoo ed i risultati delle loro ricerche hanno sollevato, (e sollevano ancora), parecchi dubbi e qualche preoccupazione. In pratica l'ultimo esempio in ordine cronologico è uno studio condotto da alcuni ricercatori dell'Alma College e nel quale si è scoperto che i tatuaggi possono alterare il modo in cui la pelle suda, aumentando così i problemi di termoregolazione ed i rischi di possibili episodi di ipertermia. In sostanza, analizzando i campioni di sudore di 10 adulti in salute, i ricercatori americani hanno notato che la zona di pelle ricoperta dall'inchiostro, (per l'esperimento si è scelta un'area circolare di almeno 5,2 cm), espelleva circa il 50% di sudore in meno rispetto alla parte priva di tatuaggi. Al riguardo Maurie Luetkemeier, coautore della ricerca in questione, ha spiegato: "Dall'esame dei campioni di sudore è anche emerso che quelli rilasciati dalla pelle tatuata avevano una maggior concentrazione di sodio rispetto a quelli presi dalla pelle libera da inchiostro. Generalmente, quando le ghiandole sudoripare producono il sudore, la pelle tende a riassorbire il sodio e gli altri elettroliti, ma nel corso dell'esperimento ci siamo accorti che in presenza di un tatuaggio tale riassorbimento veniva parzialmente bloccato; anche se non siamo ancora sicuri se ciò dipenda dall'inchiostro, dal trauma dell'incisione o da una combinazione di entrambi i fattori". Naturalmente non è necessario sottolineare che in presenza di un singolo tatuaggio, (o anche di pochi), non sia il caso di allarmarsi, ma se l'aree coperte da inchiostro fossero piuttosto estese, (e sopratutto concentrate su schiena, braccia o altre zone ricche di ghiandole sudorifere), i tatuaggi potrebbero interferire con la normale capacità della pelle di raffreddare il corpo e di trattenere alcuni nutrienti fondamentali, il che, come già anticipato, potrebbe dare origine a problemi di termoregolazione, i quali a loro volta potrebbero provocare improvvisi e potenzialmente pericolosi colpi di calore. In tal proposito Antonino Di Pietro, direttore scientifico dell'Istituto Dermoclinico Vita Cutis, ha, infine, commentato tale studio dichiarando: "Credo che questo studio vada considerato con attenzione poiché la pelle tatuata cambia sicuramente le proprie caratteristiche e va incontro a modifiche che non possono banalmente fermarsi ad una differenza di colore superficiale. Infatti sia il trauma di un ago che, arrivando nel derma medio profondo, crea migliaia di microcicatrici in pochi centimetri quadrati, sia i granuli di pigmento, i quali sono corpi estranei che resteranno per sempre tra le cellule cutanee, alterano la struttura cutanea, mettendo a rischio l'equilibrio e la normale vita delle cellule e delle ghiandole della pelle. Tuttavia credo che il numero assai esiguo di casi studiati sia insufficiente per lanciare un allarme davvero serio, ma può comunque essere lo spunto per indagini più estese. Paradossalmente, visto che tatuarsi blocca la sudorazione, qualcuno potrebbe considerarla una pratica utile a risolvere, ad esempio, il problema dell'eccessiva sudorazione ascellare, ma ovviamente mi auguro che a nessuno venga in mente di tatuarsi per non sudare".


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