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lunedì 29 maggio 2017

Biopen, la penna che stampa cellule staminali in 3D e ripara la cartilagine prevenendo l'osteoartrosi.

Il dottor Peter Choong con in mano la Biopen.

Di recente un team di chirurghi dell'Aikenhead Centre for Medical Discovery, centro di ricerca presso il St.Vincent's Hospital Melbourne, è riuscito a mettere a punto una particolare penna, (chiamata Biopen), la quale è in grado di stampare strati di cellule staminali in 3D, efficaci per la riparazione dei danni alla cartilagine e prevenire l'osteoartrosi, dolorosa patologia degenerativa delle articolazioni che colpisce il 10% della popolazione. Inoltre il dispositivo, (in sperimentazione da alcuni anni presso la suddetta struttura australiana), è stata recentemente utilizzata con successo per trattare 6 pecore, le cui lesioni al ginocchio erano del tutto paragonabili a quelle che capitano ai calciatori dopo un grave infortunio. Al riguardo il professor Peter Choong, coordinatore della sperimentazione, ha affermato: "La guarigione degli ovini è stata eccezionale". In pratica l'aspetto più interessante della Biopen, (oltre a rappresentare, appunto, uno strumento all'avanguardia per la prevenzione dell'osteoartrosi), risiede nel fatto che il suo impiego potrebbe essere esteso per trattare anche danni ai muscoli, ai tendini ed ai tessuti degli organi, quali il cuore, il fegato ed i polmoni. Difatti in tal proposito lo stesso Peter Choong ha spiegato: "Anche se in primo luogo abbiamo utilizzato la Biopen per la cartilagine, possiamo già vedere come la tecnica possa essere utilizzata in una varietà di altre situazioni cliniche". Ad ogni modo, per entrare un po' più nei dettagli, questa particolare penna è munita di cartucce caricate con un speciale "inchiostro", (chiamato hydrogel), vale a dire una pasta gelatinosa simile al dentifricio dove sono immerse le cellule staminali del paziente, le quali possono essere prelevate il giorno stesso in cui viene effettuato l'intervento chirurgico. In sostanza, durante l'operazione, il chirurgo disegna letteralmente sopra le lesioni fino a riempirne le aree danneggiate: l'intero processo viene agevolato da una luce ultravioletta emessa dalla stessa Biopen, che fissa ed asciuga l'hydrogel. In ogni caso le 6 pecore curate con la suddetta tecnica, dopo un breve periodo di riabilitazione, sono tornate perfettamente in salute, senza provare alcun fastidio derivante dal peso. Motivo per il quale adesso l'obiettivo dei ricercatori è quello di trattare le persone preventivamente, (in particolar modo giovani ed atleti che mettono sotto sforzo le proprie articolazioni), in modo da evitare, appunto, lo sviluppo dell'osteoartrosi. Comunque sia, secondo quanto hanno fatto sapere i ricercatori australiani, i benefici, oltre che sulla qualità della vita dei pazienti, si rifletterebbero, infine, anche sui costi per i sistemi sanitari nazionali, considerato che attualmente gli interventi per le persone anziane affette da tale patologia sono abbastanza elevati.


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