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sabato 27 maggio 2017

Dal MIT il primo tessuto biologico che "respira".

La bioLogic shirt con i fori chiusi, (a sinistra), ed aperti, (a destra).

In questi giorni alcuni ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, (noto anche con la sigla MIT), hanno fatto sapere di aver realizzato un nuovo tipo di materiale che permette di espellere il calore generato dal corpo umano durante l'attività sportiva. In pratica l'indumento, realizzato in lattice, possiede diverse fessure che vengono aperte e chiuse automaticamente in base all'umidità corporea: per il loro controllo sono state utilizzate cellule microbiche vive che funzionano come sensori ed attuatori. In sostanza, come scoperto già in passato, le cellule dei batteri possono modificare struttura o volume in presenza di umidità; motivo per il quale i ricercatori del MIT hanno deciso di "stampare" delle linee parallele di uno dei batteri più noti, (ovvero l'Escherichia coli), su di un foglio di lattice naturale. Così facendo hanno notato che il tessuto ottenuto era in grado di espandersi e restringersi, appunto, in base alla variazione di umidità e quindi l'hanno impiegato per la realizzazione di una maglietta, (chiamata bioLogic shirt), dotata di numerosi fori, (che che ricordano un po' quelli delle creature del film Alien), le cui posizione e dimensione sono stati stabiliti seguendo mappe di calore e sudore del corpo umano: le fessure sono più grandi nei punti in cui generalmente si viene a creare più umidità. Al riguardo Lining Yao, studentessa che ha preso parte al progetto, ha dichiarato: "Le persone possono pensare che il calore e il sudore siano la stessa cosa, ma in verità alcune aree, (come la parte inferiore della colonna vertebrale), producono tanto sudore ma non molto calore, Abbiamo ridisegnato l'indumento usando un mix delle mappe di calore e sudore, ad esempio, rendendo i fori più larghi dove il corpo genera più calore". Ad ogni modo questo indumento è stato poi fatto indossare da alcuni atleti durante l'allenamento su bicicletta e tapis roulant: si è scoperto che, dopo circa 5 minuti di esercizio, i fori si erano aperti ed i sensori posizionati sulla schiena dei partecipanti hanno in effetti misurato una diminuzione della temperatura corporea. In tal proposito Wen Wang, principale responsabile del progetto, ha affermato: "Queste cellule sono talmente forti da indurre la piegature del substrato di cui sono rivestite". Tra l'altro lo stesso tessuto sensibile all'umidità è stato testato nelle suole di sneakers da running, ottenendo lo stesso risultato: il piede rimane asciutto e si evitano l'insorgere di malattie, come le verruche. Al riguardo la stessa Weng Wang ha proseguito spiegando: "Inizialmente avevamo pensato di fare dei fori al di sopra delle scarpe. Tuttavia ci siamo resi conto che normalmente alle persone non suda la parte superiore dei piedi, ma il sudore esce dalle piante dei piedi, causando a volte malattie, come verruche. Così abbiamo pensato: è possibile tenere asciutti i piedi ed evitare tali malattie?". Comunque sia gli scienziati del MIT hanno fatto sapere che adesso avvieranno alcune collaborazioni con le aziende del settore, (tra cui New Balance), per portare questo tessuto biologico sul mercato ed esplorare, infine, altre possibili applicazioni, (come, ad esempio, tende, lenzuola e paralumi). Difatti in tal proposito Weng Wang ha, infine, concluso dichiarando: "Possiamo combinare le nostre cellule con strumenti genetici per introdurre altre funzionalità in queste cellule viventi. Ad esempio, potremmo usare la fluorescenza per far sapere alla gente che stai correndo al buio. In futuro possiamo combinare funzionalità di rilascio di odori attraverso l'ingegneria genetica. Quindi, forse dopo essere andato in palestra, la maglietta potrà rilasciare un odore piacevole".

Di seguito il video di presentazione:



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