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giovedì 18 maggio 2017

KELT-11b, "l'esopianeta di polistirolo".

Ricostruzione artistica di KELT-11b.

In questi giorni un team internazionale di astronomi coordinato dall'Università di Lehigh tramite un articolo pubblicato sulla rivista The Astronomical Journal ha annunciato di aver scoperto scoperto quello che è stato definito come "l'esopianeta di polistirolo", a causa delle sue peculiari caratteristiche di densità e massa. In pratica si chiama KELT-11b, si trova a 320 anni luce dal nostro Sistema Solare, ha un diametro che è circa il 40% più grande di quello di Giove, ma possiede soltanto 1/5 della sua massa: il risultato di ciò è un vero e proprio "pallone gonfiato", con una densità assimilabile, appunto, a quella del polistirolo. Inoltre un altro dettaglio interessante di questo peculiare gigante gassoso risiede nella colonna di gas della sua atmosfera, che si erge all'incredibile altezza di quasi 3.000 chilometri. Ad ogni modo, come suggerisce lo stesso nome, questo esopianeta è stato individuato, (nel 2016), grazie al telescopio Kilodegree Extremely Little Telescope, (noto anche con la sigla KELT e composto da 2 distinti telescopi che dall'Arizona e dal Sud Africa lavorano in sinergia scandagliando il cielo, occupandosi di ben 5 milioni di stelle), attraverso la tecnica del transito: un metodo collaudatissimo che permette di scoprire gli esopianeti misurando le variazioni luminose sulla stella di riferimento, prodotte dal passaggio orbitale. In sostanza tale tecnica è divenuta celebre di recente con la presentazione della NASA del sistema planetario di TRAPPIST-1, con i suoi pianeti nella fascia abitabile e potenzialmente accoglienti per la vita. In ogni caso i ricercatori, coordinati dal professor Joshua Pepper, hanno scoperto che la stella attorno alla quale orbita KELT-11b, (ovvero KELT-11), si sta trasformando in una gigante rossa, ed a causa dei processi nucleari in atto non lascerà scampo al bizzarro "esopianeta di polistirolo": secondo le stime, entro 100 milioni di anni verrà letteralmente inghiottito dall'espansione della stella; questo perché il pianeta ha un'orbita molto ravvicinata e impiega poco meno di 5 giorni per concludere l'intero percorso. Comunque sia l'importanza di KELT-11b, (scoperto anche grazie alla collaborazione di privati cittadini che hanno analizzato le immagini dei suddetti 2 telescopi), risiede soprattutto nella sua atmosfera, le cui analisi permetteranno, infine, agli astronomi di valutare meglio i pianeti potenzialmente abitabili.


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