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lunedì 19 giugno 2017

Scoperto che i broccoli riducono lo zucchero nel sangue e contrastano il diabete.


Di recente un gruppo di ricercatori dell'Università di Lund tramite uno studio coordinato da Annika Axelssonpubblicato sulla rivista Science Translational Medicine hanno fatto sapere di aver scoperto che una sostanza contenuta nei broccoli è una validissima alleata contro il diabete mellito di tipo 2, (in particolar modo nei soggetti obesi), in quanto che riesce a ridurre la produzione di glucosio da parte del fegato. In pratica il risultato di questa sua virtuosa azione è un maggior controllo della glicemia, i cui sbalzi, come noto, sono caratteristici dei pazienti diabetici, nei quali l'insulina, (ormone prodotto dal pancreas), non riesce a compiere il proprio dovere poiché carente o mancante. In sostanza il composto individuato dai ricercatori svedesi è il sulforafano, vale a dire una sostanza della famiglia degli isotiocianati, particolarmente abbondante nelle piante crucifere, (come, appunto, i broccoli, i cavoli ed i cavoletti di Bruxelles), e già noto alla scienza per le sue proprietà antiossidanti. Ad ogni modo per scoprire questo composto, i ricercatori svedesi hanno effettuato un esperimento piuttosto laborioso ed elegante: hanno, infatti, preso in esame circa 4.000 sostanze e ne hanno valutato i potenziali effetti benefici sui geni espressi dal tessuto epatico di pazienti diabetici. Così facendo è emerso che il sulforafano risultava essere la sostanza più compatibile; mentre nella fase successiva dello studio è stato somministrato, (sotto forma di estratto concentrato), proprio a 97 pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2. Insomma, come già anticipato, tale sostanza, (prelevata dai broccoli, e più nello specifico dai germogli, dove è presente in maggiori concentrazioni), è riuscita a ridurre sensibilmente la produzione di glucosio del fegato, con conseguenti valori più bassi di emoglobina glicata nel sangue, in particolar modo nei pazienti obesi. Comunque sia si tratta di una scoperta decisamente rilevante poiché le terapie standard contro il diabete mellito di tipo 2, (il quale tra l'altro colpisce oltre 300 milioni di persone in tutto il mondo), a base di metformina non sono praticabili per tutti: oltre al fatto che possiede diversi effetti collaterali, (che talvolta costringono i pazienti a rinunciare alla cura), il farmaco in questione non può essere somministrato a chi soffre di determinate patologie renali, che spesso emergono proprio nei pazienti diabetici e obesi.


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