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mercoledì 26 luglio 2017

Dimostrato che la depressione modifica sensibilmente la sostanza bianca del cervello.


In questi giorni alcuni ricercatori dell'Università di Edimburgo, in collaborazione con l'Università di Glasgow, hanno scoperto come le persone colpite da depressione presentano anomalie nella struttura cerebrale. Nello specifico i ricercatori inglesi, guidati dalla professoressa Heather Whalley, hanno individuato sensibili modifiche nella cosiddetta "sostanza bianca" del cervello, vale a dire quel tessuto nervoso presente nell'encefalo, (al di sotto della sostanza grigia), e nel midollo spinale, (all'esterno della sostanza grigia, a contatto con le meningi), composto da fasci di fibre ricoperte di mielina, (che è responsabile della colorazione biancastra), e che gioca un ruolo fondamentale nella comunicazione tra i neuroni attraverso i segnali elettrici. In pratica durante la loro ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Nature Scientific Reports, gli scienziati hanno coinvolto circa 3.500 persone, i cui profili sono stati estrapolati dall'enorme database UK Biobank, nel quale sono memorizzate e messe a disposizione della scienza le informazioni cliniche di oltre 500.000 pazienti inglesi. Per entrare un po' più nel dettaglio, i ricercatori britannici hanno utilizzato una tecnica di scansione cerebrale all'avanguardia, nota con il nome di "Diffusion Tensor Imaging" e che ha permesso di mappare con precisione la struttura della sostanza bianca, facendo così emergere le differenze tra chi aveva sofferto sintomi da disturbo depressivo maggiore, (noto anche con la sigla MDD), e gli altri. Al riguardo la stessa Heather Whalley ha spiegato: "Questo studio utilizza i dati del più grande singolo campione pubblicato fino ad oggi e mostra che le persone con depressione presentano cambiamenti nella struttura della materia bianca del loro cervello". Comunque sia, secondo gli studiosi, riuscire a comprendere i meccanismi legati alla componente biologica della depressione potrebbe, infine, aiutare nello sviluppo di trattamenti più efficaci, mirati ed innovativi contro questa malattia, che risulta essere tra le prime cause di disabilità al mondo.


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