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sabato 28 gennaio 2012

L'Europa decide di garantire il suo sostegno all'ACTA, ma ciò scatena le polemiche.


Si chiama Anti-Counterfeiting Trade Agreement, meglio conosciuta con l'acronimo ACTA, e si tratta di un documento nel quale prende forma un'alleanza internazionale contro la pirateria, il quale è stato controfirmato negli ultimi giorni anche dalla Commissione Europea. Ma è allo stesso tempo un principio che da diversi Paesi è già stato rigettato, criticato ed ovviamente rifiutato, poichè sacrificare la libertà nel nome della tutela di un interesse significa spostare la discussione su di un nuovo piano e per molti versi pericoloso. Inoltre la firma della Commissione Europea ha messo l'ACTA nel bel mezzo di un dibattito, dopo che per alcuni anni era stato discusso in qualità di "documento segreto", nato all'oscuro di qualsiasi chiarezza ed arrivato alle firme finali evitando in modo barbaro il confronto con il pubblico. Dunque questa firma ha delineato la nascita di un percorso, prorpio perché ha confermato un sostegno che si riferisce a tutti i singoli Paesi dell'Unione Europea e che ha scatenato una discussione destinata a diventare immediatamente scottante. Tuttavia la sottoscrizzione del suddetto documento non rappresenta di per sé un impegno, ma come minimo una promessa; infatti l'UE ha garantito il proprio appoggio e tra non molto potrebbe decidere di rendere più sostanziale la sua posizione applicando i principi contenuti nell'ACTA all'interno delle proprie normative. Al riguardo Luca Nicotra, il segretario di Agorà Digitale, (un'associazione che è da tempo impegnata nel sottolineare i pericoli dell'ACTA), ha ostentanto un giudizio nei confronti dell'appoggio dell'UE, dichiarando: "È urgente che le diverse mobilitazioni nazionali come quella Italiana contro l'emendamento FAVA e quella Americana contro SOPA e PIPA si uniscano contro il trattato liberticida ACTA che avrà un impatto negativo sulla libertà di espressione, l'accesso alle medicine, ma anche alla cultura ed alla conoscenza. I cittadini Europei devono reclamare un processo democratico contro le influenze delle multinazionali. Ci saranno diverse votazioni al Parlamento Europeo prima del voto finale di quest'estate e speriamo che non solo Agorà Digitale ma tutte le forze politiche unite in questi giorni contro i bavagli alla Rete, vogliano fare pressione sui nostri parlamentari Europei". Ed anche Jérémie Zimmermann, portavoce di La Quadrature du Net, ha condiviso lo stesso parere ed ha chiamato tutti gli utenti ad una piena presa di coscienza su quello che sta per accadere, affermando anche lui: "Negli scorsi giorni abbiamo visto incoraggianti proteste da parte di polacchi ed altri cittadini dell'UE, che sono giustamente preoccupati per l'effetto dell'ACTA sulla libertà di espressione, sull'accesso ai farmaci, ma anche sull'accesso alla cultura ed alla conoscenza. Questo importante movimento sarà presto potenziato. I cittadini Europei devono riprendersi la democrazia contro l'influenza nociva d'interessi corporativi nel contesto della politica globale. Per ciascuno dei prossimi dibattiti e votazioni nelle commissioni del Parlamento Europeo prima del voto finale di questa estate, i cittadini devono impegnarsi con i loro rappresentanti". In pratica la paura principale che l'ACTA sta sollevando è la possibilità di agire contro ipotetiche violazioni senza passare per l'autorità giudiziaria. Questo passaggio, più volte eluso anche nella normativa Italiana poiché comportava un giudizio senza passare per nessuna autorità giudicante, ha messo il potere nelle mani delle grandi corporation al costo di palesi sacrifici per quello che riguarda le libertà. Oltretutto la Commissione Europea, secondo la nota divulgata, sarebbe su posizioni più morbide ed ha giudicato eccessiva la pressione portata avanti contro l'ACTA, infatti, in questa nota si può leggere: "L'accordo non creerà nuovi diritti intelletuali ma servirà solo a rafforzare i diritti già esistenti. Non si arriverà ad un monitoraggio costante del traffico Internet". Però questa non è stata una affermazione molto rassicurante, poiché non è stato spiegato quello succederà all'atto pratico nell'evntuale caso di adozione di tale provvedimento. Per di più i Radicali Italiani hanno sì contestato il suddetto documento, ma sono rimasti fiduciosi del fatto che la strada sia ancora lunga e che gli ostacoli opponibili possano essere ancora molti; infatti, anche se l'ACTA ha fatto un passo in avanti, il percorso è ancora difficoltoso ed esistono quindi ampi margini di intervento. E come lo stesso gruppo ha siegato: "Questa firma altamente simbolica non significa la fine di tutto il percorso. Anzi, rappresenta soltanto l'inizio: il Comitato del Commercio internazionale, (INTA), del Parlamento Europeo, è il comitato di lavoro principale sull'ACTA. I Comitati Commissione giuridica, (JURI), Sviluppo, (DEVE), Libertà Civili, (LIBE), ed Industria, (ITRE), voteranno i loro primi pareri dopo uno scambio di opinioni sui progetti in questione nelle prossime settimane". Ed ha proseguito affermando: "Le opinioni saranno poi inviate all'INTA con l'intenzione di influenzare la sua relazione finale che rappresenterà un importante parere al fine di permettere al Parlamento Europeo nel suo insieme di rifiutare oppure accettare l'ACTA. Infine la votazione in seduta plenaria del Parlamento Europeo sull'ACTA non dovrebbe essere tenuta prima di Giugno". Il rischio quindi è che nei prossimi giorni gli animi della protesta possano farsi ancor più potenti. Infatti, a pochi giorni dalle polemiche sul SOPA e PIPA, i famosi hacker della legione  Anonymous stanno già facendo propria la battaglia contro l'ACTA, e gli attacchi DDoS potrebbero farsi spazio al fianco delle proteste civili delle associazioni interessate al tema. Infatti gli account Twitter, (il famoso Social Network dai 140 caratteri), della suddetta legione sono già sul piede di guerra, quindi non sono da escludersi prove di forza dimostrative fin da subito nei confronti dell'UE. In aggiunta la firma dell'ACTA rappresenta anche la mossa che costringerà alla piena trasparenza sul tema, infatti, la Commissione Europea in questa fase non ha interesse né la possibilità di scansarsi da accurate e precise spiegazioni e garanzie per quanto riguarda il documento a cui ha garantito il sostegno. Dunque, infine, il dibattito dovrà partire su basi certe evitando la contrapposizione di principio che fino ad ora ha circoscritto una questione rimasta ofuscata già per troppo tempo. Tuttavia però il clima è destinato ad infuocarsi immediatamente, poiché l'Europa si è già schierata, ora dovranno schierarsi i cittadini Europei. Anche se, come era prevedibile, in moltissimi, (*tra i quali anch'io*), si stanno già schierando decidendo di firmare una petizone contro questa minaccia chiamata ACTA.


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