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mercoledì 24 ottobre 2012

Scoperta la molecola che potrebbe bloccare per sempre la dipendenza dal fumo.


Si sa, non basta rinunciare per qualche giorno poiché la voglia di accendere di nuovo una sigaretta può tornare anche quando si è quasi sicuri di aver sconfitto il vizio. Infatti questo succede anche a molti ex-tabagisti che spesso riprendono a fumare anche dopo diversi mesi di astinenza. Però adesso in aiuto di chi vuole dire addio in modo definitivo alle sigarette, arrivano i primi dati di una nuova ricerca. Difatti recentemente alcuni ricercatori del Centre for Addiction and Mental Health di Toronto sono riusciti ad individuare un nuovo inibitore che può aiutare i fumatori pentiti a non ricominciare più. In pratica lo studio in questione è stato sperimentato, come spesso accade, sui topi da laboratorio, ed i risultati sono stati pubblicati sul Journal of Experimental Medicine. In sostanza i ricercatori hanno scoperto che chi fuma da tanto tempo è schiavo di un cortocircuito molecolare che "salda" due neurotrasmettitori, ma grazie ad un nuova molecola potrebbe essere possibile spezzare questo circolo vizioso. Tuttavia nei topi addestrati ad autosomministrarsi la nicotina, l'inibitore non ha avuto nessun effetto sulla loro propensione a cercare la sostanza. Ma le cavie "ex-fumatrici", che in precedenza erano stati sottoposti ad un programma di stimolo-risposta-ricompensa che portava verso la nicotina, hanno rifiutato la sostanza dopo l'esposizione a stimoli ambientali in precedenza associati all'assunzione di una dose di nicotina. Al riguardo gli scienziati hanno dichiarato: "Se l'inibitore funziona allo stesso modo anche nell'uomo, si potrà fornire un nuovo potente strumento per ridurre, nelle persone che hanno smesso di fumare, il desiderio e la voglia di ricominciare". Mentre Roberta Pacifici, direttore dell'Osservatorio fumo, Alcol e droga dell'Istituto Superiore di Sanità, ha spiegato: "La novità di questa ricerca è quella di aver studiato principalmente gli aspetti della dipendenza legati agli stimoli ambientali come, ad esempio, la gestualità e tutto quello che rientra nel comportamento psicologico. Si è spostato l'interesse metodologico che prima si concentrava sulla dipendenza dalla sostanza". Infatti, secondo molti esperti, l'aspetto psicologico ha un ruolo importante nella dipendenza da fumo. E dunque non è soltanto la nicotina a creare dipendenza, ma anche tutta la gestualità legata al consumo di sigarette. Oltretutto una recente ricerca dell'associazione I-Think ha rivelato che chi comincia a fumare a 15 anni ha una probabilità di morire di cancro tre volte maggiore rispetto a chi inizia 10 anni più tardi. Tuttavia c'è chi per superare il problema ed abbandonare il vizio, sceglie la famosa sigaretta elettronica, ma, secondo un'altra recente ricerca presentata all'European Respiratory Society, (conosciuto anche con l'acronimo ERS), quest'ultime possono danneggiare bronchi e polmoni. Comunque sia il nuovo studio deve ancora passare alla sperimentazione sull'essere umano, ma se i risultati fossero positivi, il problema del fumo, per coloro che hanno intenzione di smettere una volta per tutte, potrebbe non essere più tale.


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