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martedì 18 dicembre 2012

Secondo recenti studi, troppo porno online causa perdita di memoria, calo del desiderio ed eiaculazione precoce.


In principio i video "proibiti" si consumavano a casa con le cassette VHS oppure aspettando la programmazione notturna di qualche emittente locale. Ma oggi le cose sono molto cambiate; infatti con l'evolversi della tecnologia si è arrivati prima a siti commerciali prevalentemente a pagamento, e poi l'offerta su Internet si è fatta sempre più variegata, cospicua e spesso gratuita, tanto che ai giorni d'oggi è sempre più facile imbattersi in siti e blog a sfondo sessuale, dove si possono trovare immagini e video pornografici. E diretta conseguenza del diffondersi di contenuti pornografici è anche la maggiore fruizione da parte di persone di tutte le età, molto spesso anche da parte di minorenni. Comunque tanta facilità e tanta abbondanza hanno moltiplicato in modo esponenziale il numero degli utenti in tutto il mondo, tanto che, secondo una recente indagine di ExtremeTech, il mercato del porno su internet è l'unico che non conosce crisi. Tuttavia, secondo una recente ricerca tedesca pubblicata sul "Journal of sex research", il punto debole del materiale pornografico tramite web è la memoria di chi consuma. Per capirlo gli scienziati hanno analizzato come l'area cerebrale che ha il compito di immagazzinare informazioni reagisca alla visione di immagini sessuali, concludendo che: "guardare immagini porno su internet può danneggiare e indebolire la capacità di ricordare le cose". In pratica durante l'esperimento gli studiosi hanno reclutato un campione di maschi eterosessuali di 26 anni, mostrando ad ognuno una serie di immagini, alcune pornografiche, altre invece non sessuali, e chiedendo loro di rispondere se l'immagine che stavano vedendo era la stessa che avevano visto prima. Il risultato è stato che i volontari nell'80% dei casi ricordavano le immagini non sessuali, mentre il 67% anche quelle porno, sulle quali però facevano più fatica. Oltretutto, secondo gli scienziati, questi dati servirebbero a provare il legame tra la dipendenza da pornografia virtuale e la tendenza a dimenticare di dormire, perdere appuntamenti importanti e trascurare le relazioni personali. Al riguardo Christian Laier, ricercatore dell'Università di Duisburg-Essen, autore dello studio, ha spiegato: "L'eccitazione sessuale ed il suo impatto sui processi cognitivi potrebbe spiegare parte di questi effetti negativi". Ma tuttavia i ricercatori hanno precisato che al momento la ricerca si trova soltanto alla fase iniziale e che le conclusioni dovranno essere verificate e confrontate con ulteriori analisi, condotte su campioni diversi sia dal punto di vista del genere che dell'orientamento sessuale. Per di più la notizia segue di pochi mesi un'altra altrettanto curiosa, questa volta partita dalla principale emittente televisiva statale cinese, la CCTV, che lo scorso Maggio ha mandato in onda l'intervista ad uno studente che garantiva di aver visto un proprio collega perdere progressivamente la memoria a forza di guardare i porno online. Ma a quanto pare i problemi per i "pornonauti" non finiscono qui. Infatti, secondo una ricerca dell'Università degli Studi di Padova, tra i giovani che fanno un uso massiccio di pornografia in rete, uno su quattro rischia anche un calo del desiderio sessuale e l'eiaculazione precoce. In tal proposito l'andrologo Carlo Foresta, autore del suddetto studio e presidente della Società di andrologia e medicina della sessualità, ha spiegato: "I ragazzi di oggi rappresentano la prima generazione che ha avuto un'esperienza di sessualità diversa dalle generazioni precedenti: internet, webcam, chat ed immagini hanno creato una nuova forma di comunicazione sessuale che in un mese interessa oltre 800 mila minorenni. Questa esperienza da' un imprinting privo di riscontri reali e costruisce una sessualità mediatica ed istintiva che non tiene conto della sensorialità oltre che dell'affettività". Inoltre dai dati emerge che più del 12% del campione di giovani non cerca rapporti reali. Infatti il 25% ha dichiarato di soffrire di riduzione dell'interesse reale ed eiaculazione precoce e questo, secondo quanto spiegato da Carlo Foresta, accade perché l'eiaculazione si manifesta nei tempi dei filmati, che generalmente in internet si riassumono in pochi minuti. Oltretutto, secondo la Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive, (nota anche con la sigla SIIPaC), gli elementi che possono favorire lo sviluppo della "Cyber-Porn Addiction", quali psicopatologie pre-esistenti, (come ad esempio, depressione e disturbi ossessivo-compulsivi), condotte rischiose, (quali eccessivo consumo, riduzione delle esperienze di vita e di relazioni reali), ed eventi di vita sfavorevoli, (il che porta a problemi in ambito lavorativo, familiare e fra gli amici), sono accentuati dalle caratteristiche che la rete offre; vale a dire anonimato ed estrema facilità nell'accedere ai servizi. Per di più gli esperti spiegano che la ricerca compulsiva del piacere attraverso l'autoerotismo può portare alla diminuzione del desiderio verso il proprio partner ed all'incapacità di condurre a termine un rapporto sessuale nella realtà, favorendo la tendenza a considerare le persone dell'altro sesso esclusivamente come "corpi pornografici". Insomma il dipendente del porno ha grosse difficoltà a vivere nella dimensione reale, a concentrarsi sul lavoro, ad instaurare rapporti di amore ed amicizia, e quindi anche a ricordare le cose, finendo col perdere non solo la memoria ma anche la fiducia in se stesso.


2 commenti:

  1. geek21:48

    io guardo sempre video porno su www.youpornmove.com

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  2. Anonimo19:17

    A livello mondiale stanno studiano, l'evoluzione del porno sulle persone. Più si ha e più si vuole è il primo risultato. Certo poi, sta alla persona fermarsi e al contesto in cui vive e cosa non da meno all'età. L'oms ha già fatto sapere che comunque va regolamentato il porno sia come contenuti sia come divulgazione. Un esempio sono i video violenti sessualmente che pare se si fa un abuso poi si ricerca lo stesso sesso con la propria donna fino a concludere la storia se non il matrimonio. Altro dato curioso è che in una città come Milano abitata da metà popolazione single ci sia un abuso di pornografia enorme. Fa pensare che poco prima dell'avvento di internet Milano era una città di coppie. Tutti elementi da valutare. Come è innegabile da parte di psichiatri che con il boom di video anali, trans, bisex ci sia stato un boom nel reale pochi anni dopo anche di persone che trovavano deplorevole tali pratiche.

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