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giovedì 21 febbraio 2013

Dimostrato che chi magia meglio dorme il giusto e meglio.


Si sa il nostro corpo e le sentinelle che lo fanno funzionare al meglio, (come il benessere fisico oppure il sonno), dipendono in buona parte anche da quello che mangiamo. Ma mai nessuna ricerca era andata a verificare davvero cosa significasse, per i ritmi del fondamentale riposo notturno, mangiare determinati nutrienti piuttosto che altri, bere alcolici, esagerare con i carboidrati o con le proteine. Mai prima d'ora, perché negli ultimi mesi ci hanno pensato i ricercatori della Perelman School of Medicine dell'Università della Pennsylvania i quali hanno confrontato dieta ed abitudini di vita degli americani misurando poi le ore del sonno. Così facendo hanno scoperto che chi ha una dieta più varia, dorme il numero di ore considerate "universalmente giuste e salutari", (vale a dire le fatidiche 7-8 ore per notte). Mentre coloro che non assumono vitamine, proteine oppure altri nutrienti, esagerando magari solo con una famiglia della catena alimentare, tende a far parte di altre categorie di sonno, soprattutto a quella di chi dorme molto poco ed a quella di chi dorme troppo. In pratica durante questa ricerca gli scienziati americani hanno diviso il loro campione di persone, (rappresentante dell'intera popolazione americana, per razza, età, ceto sociale, condizioni fisiche), a seconda delle ore dormite: dal sonno molto breve, (4-5 ore per notte), a quello breve, (5-6 ore per notte), allo standard, (appunto 7-8 ore per notte), per passare poi al sonno lungo tipico dell'infanzia, (oltre 9 ore per notte). Successivamente hanno sottoposto il suddetto campione ad una serie di domande, chiedendo di tenere un diario sulla dieta seguita giorno dopo giorno, cercando di non scordare nulla, (dal caffè del mattino al bicchiere di acqua tra un pasto ed uno spuntino ecc..). Una vota avuti i dati richiesti, i ricercatori hanno tracciato tutti quegli elementi che differivano rispetto alla dieta e alle calorie immesse del gruppo considerato più "sano", ovvero quello che aveva dichiarato di dormire 7-8 ore per notte. In sostanza questa categoria è quella che mostra una maggiore varietà nella scelta della dieta, alternando ogni giorno vitamine, proteine, carboidrati, minerali, fibre, non eccedendo con le bevande alcoliche, (che, secondo le ultime ricerche, ridurrebbero la fase REM). Inoltre, elemento ancor più importante, la categoria standard si riconosce anche per essere quella che beve più acqua nell'arco della giornata. Mentre la categoria la cui dieta è monotona e carente racchiude le persone che dormono molto poco. Oltretutto una particolare differenza viene fatta anche rispetto al computo delle calorie della giornata; infatti chi ne consuma di più dorme circa 6 ore per notte, seguito da chi ne dorme 7-8, e da chi ne dorme solo 4-5, mentre per ultimi ci sono i "gran dormitori", (che mangerebbero anche meno), che vanno a confermare le varie teorie, secondo le quali chi ha problemi di stanchezza consuma maggiori quantità di cibo e fa confusione con grassi e dolciumi. Comunque sia, analizzando i diari della dieta dei partecipanti, i ricercatori hanno anche collegato un modello di comportamento alimentare che si ripete a seconda delle ore dormite dai vari gruppi. Difatti statisticamente chi dorme periodi molto brevi beve poca acqua, e consuma meno licopene, (vale a dire il carotenoide contenuto, per esempio, nei pomodori, e riconosciuto anche come potente antiossidante), e carboidrati totali. Per di più chi riposa circa 6 ore per notte beve troppo poco, (in termini di bicchieri di acqua nel corso della giornata), ed immette meno vitamina C e selenio, (ovvero un oligominerale che combatte i radicali liberi contenuto tra l'altro in carne e pesce). Mentre, infine, per chi dorme molto le carenze maggiormente ricorrenti riguardano la colina, (cioè un coenzima utile per il corretto funzionamento del metabolismo contenuto nel tuorlo d'uovo), i carboidrati, la teobromina, (ovvero un alcaloide tipico del cacao), e l'acido laurico, (vale a dire un grasso saturo contenuto nell'olio, nel latte e nei latticini, e dalle proprietà anti-infettive).


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