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domenica 19 maggio 2013

Il 31 Maggio l'enorme asteroide "1998 QE2" passerà nelle vicinanze della Terra.


Nella notte del prossimo 31 Maggio, (più precisamente alle ore 22:59), un corposo asteroide, la cui sigla è "1998 QE2", arriverà presso le vicinanze del nostro pianeta, transitando alla distanza di 5,8 milioni di chilometri, (ovvero circa 15 volte più lontano della Luna). Dunque non ci sarà alcun tipo di pericolo per le nostre vite, ma la sua dimensione di ben 2,7 chilometri è ragguardevole e dimostra come corpi celesti consistenti giungano periodicamente nella nostra orbita. Un esempio di ciò è lo scorso 15 Febbraio, quando addirittura due asteroidi fecero notizia in una sola giornata: il primo, (che era stato previsto ed era il più consistente), perché sfrecciò addirittura più in basso dei satelliti di telecomunicazioni; ed il secondo, (del tutto imprevisto e fortunatamente molto più piccolo), che cadde in Russia, frantumandosi, ma provocando ben 1.300 feriti. Ad ogni modo il nostro prossimo "visitatore cosmico" fu scoperto nell'Agosto del 1998 durante il programma LINEAR del Lincoln Laboratory del Massachusetts Institute of Technology, (conosciuto anche con la sigla MIT), grazie al telescopio GEODSS installato a Socorro, (in New Mexico), e questa è la prima volta che compie una "minacciosa visita" nelle vicinanze della Terra. Infatti dalla sua scoperta è stato ripetutamente osservato, ma le attenzioni soprattutto dei grandi radiotelescopi, (come quello dell'osservatorio di Arecibo, il più grande del mondo con un diametro di 305 metri; ed il Goldstone Observatory, ovvero quello californiano appartenente alla NASA, che con i suoi 70 metri di diametro viene di solito impiegato per comunicare con le sonde interplanetarie del Jet Propulsion Laboratory), si sono maggiormente concentrate negli ultimi tempi. Comunque sia quando transiterà nella notte non sarà possibile vederlo ad occhio nudo, ma i diversi radiotelescopi e altri telescopi potranno svolgere un prezioso lavoro di indagine per capirne la sua natura. Poiché al momento si sa soltanto che la sua taglia è abbastanza considerevole e se cadesse sulla Terra, provocherebbe un disastro planetario; anche se non è massiccio come il corpo celeste, (asteroide o cometa che fosse), tre volte più grande che, secondo molte teorie, circa 65 milioni di anni fa provocò l'estinzione dei dinosauri. Al riguardo gli scienziati hanno spiegato: "È davvero un asteroide immenso, ma fortunatamente siamo in grado di seguirlo bene e siamo certi che non ci toccherà. Non dobbiamo farci prendere dal panico, ma prestiamo attenzione". Insomma lentamente si sta iniziando a capire il potenziale rischio portato dai "piccoli mondi vaganti" nel nostro Sistema Solare, tanto che la stessa NASA negli ultimi tempi ha deciso di aumentare il budget per la ricerca su questo fronte da 6 a 20 milioni di dollari. Ed, inoltre, ha fatto sapere che nel 2016 spedirà una sonda che si avvicinerà all'asteroide 101955 Bennu per prelevarne dei campioni e riportarli sulla Terra intorno al 2023. Tutto questo in attesa di "catturalo" e trasferirlo nell'orbita lunare per poter essere raggiunto dagli astronauti. In ogni caso nel frattempo occasioni come, appunto, il passaggio di "1998 QE2" sono importanti per raccogliere interessanti informazioni. Infatti la sua origine resta ancora ignota: secondo gli specialisti del Jet Propulsion Laboratory, arriverebbe dalla fascia degli asteroidi tra Marte e Giove; ma la questione è del tutto da verificare. Infatti in tal proposito l'astronomo Lance Benner, ricercatore principale del Goldstone Observatory, ha, infine, dichiarato: "Ci aspettiamo di ottenere una serie di immagini ad alta risoluzione che potrebbero rivelarne la ricchezza delle caratteristiche di superficie".

 Di seguito la simulazione dell'avvicinamento di 1998 QE2:
(Clicca sull'immagine per ingrandirla)



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