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sabato 11 maggio 2013

Secondo un recente studio, l'acqua della Terra e quella della Luna avrebbero la stessa origine.


A quanto pare in questi giorni un team di ricercatori guidati da Alberto Saal, geochimico della Brown University, avrebbe individuato la soluzione ad alcuni dei più affascinanti enigmi della storia, (riguardanti la nascita della Luna e la presenza di acqua in essa), analizzando negli ultimi due anni alcuni campioni di piccoli pezzi di roccia fusa che hanno "registrato la storia" dei processi magmatici del nostro satellite naturale, (contenute nel cosiddetto "vetro vulcanico"), raccolte durante le missioni Apollo 15 ed Apollo 17, vale a dire le ultime ad aver sbarcato un equipaggio sulla superficie della Luna, agli inizi degli anni '70. In pratica le conclusioni dello studio, pubblicate sul numero del 10 Maggio della rivista Science, sono clamorose, perché potrebbero riscrivere l'evoluzione del sistema Terra-Luna; infatti sembra che l'acqua nei due corpi celesti avrebbe la stessa origine. In sostanza Alberto Saal e colleghi hanno misurato la quantità di deuterio, (ovvero un isotopo stabile di idrogeno), nelle molecole d'acqua intrappolate nel magma cristallizzato dentro le pietre lunari. Insomma una vera e propria "biografia" scritta nella roccia che racconta tutta la storia geologica del nostro satellite. E così hanno scoperto che si trattava della stessa identica quantità che è presente nell'acqua della Terra ed in particolari meteoriti, (chiamati condriti carbonacee), che hanno bombardato il nostro pianeta nella sua "infanzia". Infatti in genere l'ammontare di deuterio nelle molecole d'acqua dipende dal loro luogo di nascita nel Sistema Solare: meno ce n'è, e meno distanti si sono formate. Quindi il prezioso liquido non sarebbe arrivato sulla Luna dall'impatto di comete, che fondamentalmente sono grandi "palle di giacchio" provenienti dai lontani confini del nostro sistema, ma direttamente dalla Terra. Il dilemma però era capire in che modo. Così partendo dai dati raccolti, i ricercatori hanno ricostruito l'evolversi degli eventi suggerendo il possibile scenario: le condriti hanno colpito il nostro pianeta subito dopo la sua formazione, 4,5 miliardi di anni fa, depositando circa il 98% dell'acqua presente oggi. Successivamente, qualche decina di milioni di anni dopo, un pianeta grande quasi quanto Marte, chiamato Theia, avrebbe impattato la Terra disintegrandosi al suo interno, e dai detriti espulsi dallo scontro, ricompattatisi in una fase successiva, avrebbe avuto origine la Luna; (o almeno questo è quanto sostenuto dall'ipotesi più accreditata oggi). Al riguardo Alberto Saal ha spiegato: "Inoltre in questo trasferimento di materiale, non tutti gli elementi volatili e l'acqua sono andati persi nello spazio". E dunque eccone spiegata la comune origine, ma tuttavia, come ha concluso lo stesso geochimico: "Adesso dobbiamo scoprire di più su questo meccanismo, effettuando ulteriori indagini su questi campioni di roccia". Insomma anche se sono passate oltre 40 anni dall'ultima volta che un uomo ha messo piede sulla Luna, i risultati di quelle storiche esplorazioni, come si vede, riservano ancora non poche sorprese.


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