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giovedì 13 giugno 2013

Lo strano caso del logo di PRISM: "Non ci siamo ispirati ai Pink Floyd".

Il logo di PRISM.
Certo, PRISM sarà anche un sofisticatissimo programma di sorveglianza, classificato come di massima segretezza, ed utilizzato per la gestione di informazioni raccolte da Internet ed altri fornitori di servizi elettronici, ma a quanto pare per creare il suo logo gli agenti della National Security Agency, (nota anche con la sigla NSA), non sembrano essersi sforzati più di tanto; in pratica hanno scaricato un'immagine dal sito di un conduttore della BBC e vi hanno applicato sopra la scritta "PRISM". O almeno questo è quanto è emerso di recente da una curiosa storia di business e copyright ai tempi della società, (e dello spionaggio), digitale. In sostanza il protagonista si chiama Max Read ed è un blogger del sito d'informazione newyorkese Gawker, il quale una volta esplosa sui schermi globali la storia di PRISM, dotato del tipico spirito imprenditoriale a stelle e strisce, si è posto subito una semplice domanda: "Come posso guadagnarci qualcosa?". La risposta è stata semplice: vendendo t-shirt e gadget vari con il logo del programma di sorveglianza. Così Max Read ha ben pensato di copiare il logo dai documenti pubblicati sul sito del The Guardian ed ha poi aperto un negozio online su Zazzle, (vale a dire un sito che permette di gestire piccoli spacci indipendenti di t-shirt, tazze e cover per smartphone personalizzate). Tuttavia, come ha raccontato anche lo stesso Max Read sul suo blog, questo bel "giochino" è durato poco: giusto il tempo di vendere due tazze, due magliette, guadagnare in totale 7 dollari e poi ricevere un'e-mail in cui Zazzle lo informava che i prodotti erano stati ritirati dal commercio a causa di una denuncia di violazione di copyright. A questo punto, senza ulteriori informazioni a disposizione, Max Read ha subito sospettato il diretto interessamento della National Security Agency, ma re-indossando i panni del giornalista e scavando un po' più a fondo, ha scoperto la probabile imprevista origine del logo. Infatti l'immagine base, rappresentante, come dice lo stesso nome, un prisma che fraziona in arcobaleno una fonte di luce, (che ricorda molto la copertina dello storico album "The Dark Side of the Moon" degli altrettanto storici Pink Floyd; anche se gli autori del logo hanno dichiarato di non essersi ispirati a loro), ha tutta l'aria di essere quella pubblicata sul sito ufficiale di Adam Hart-Davis, scrittore, fotografo e divulgatore scientifico della BBC. In pratica si tratta di una semplice immagine che lo scrittore ha messo liberamente a disposizione, con condizioni abbastanza simili a quelle di una licenza Creative Commons, (nota anche con la sigla CC; vale a dire che i contenuti possono essere usati da chiunque, ma non a scopo di lucro). E dunque sembrava che il "mistero" fosse stato risolto, se non fosse per il fatto che successivamente Max Read ha provato a rintracciare Adam Hart-Davis e però lo ha trovato in vacanza, (apparentemente ignaro di ciò che stava accadendo). Inoltre lo scrittore ha negato di aver contattato Zazzle per chiedere di bloccare la vendita delle t-shirt e degli altri gadgets. E quindi al momento il dubbio su chi abbia inviato la richiesta al sito di e-commerce rimane senza risposta. Ad ogni modo nel frattempo, Max Read ha cancellato il merchandise con il logo di PRISM, sostituendolo con un cappellino che riporta la scritta "Boundless Informant": il nome di un altro degli strumenti di controllo globale su Web detto "il Google Maps della NSA". Comunque sia in questo caso non ci sono disegni oppure immagini che potrebbero violare il copyright, perciò l'articolo appare regolarmente commercializzabile, (o almeno per il momento).


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