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mercoledì 31 luglio 2013

Il primo "hamburger artificiale" creato in laboratorio tramite l'utilizzo di alcune cellule staminali bovine.


Molti film di fantascienza da sempre fanno immaginare un futuro in cui la necessità di nutrirsi sarà soddisfatta assumendo qualche pillola contenente un concentrato di tutte le sostanze nutritive necessarie all'organismo. Tuttavia la realtà sta assumendo contorni differenti ed ai giorni d'oggi gli scienziati anziché proporre pasti in compresse stanno addirittura provando a ricreare i cibi in laboratorio. Ed a quanto pare ci sono riusciti; infatti il primo prodotto di questo tipo che presto potrebbe arrivare nel piatto dei consumatori sarà un "hamburger artificiale" che verrà presentato ufficialmente a Londra la prossima settimana, (alcune voci fanno sapere il prossimo 5 Agosto), durante un esperimento che promette di rivoluzionare l'industria alimentare. In pratica di lui si è già parlato a lungo: prodotto da un gruppo di ricercatori olandesi dell'Università di Maastricht, l'hamburger in questione è formato da sottili strisce di tessuto muscolare realizzate a partire da delle cellule staminali, (in particolar modo le cosiddette cellule miosatelliti; normalmente utilizzate dall'organismo per riparare i danni ai muscoli), ottenute tramite dei prelievi dai muscoli presenti nel collo dei bovini. In sostanza, dopo una fase di coltivazione in un apposito liquido, le staminali sono state trasferite su un velo di gel e private di molti dei nutrienti di cui hanno bisogno per crescere; in questo modo è stato indotto il loro differenziamento in cellule muscolari che, con il passare del tempo, si sono organizzate in fibre muscolari primitive dette miotubi e, successivamente, in elementi ricchi di proteine ed in grado di contrarsi. Ad ogni modo il risultato finale è stata una sottile striscia di carne, che poi è stata macinata assieme a circa altre 20.000 striscie per essere trasformate, appunto, nell'hamburger artificiale. Perciò non è difficile immaginare quanto possano essere stati elevati i costi di produzione: circa 250.000 sterline, (equivalenti a circa 290.000 euro), per un solo hamburger, ottenute grazie al finanziamento del governo di Amsterdam e di un anonimo milionario. Comunque al riguardo Mark Post, principale autore della ricerca dell'Università di Maastricht, ha garantito che il suo sapore sarà abbastanza buono, tanto che alla presentazione londinese del 5 Agosto verrà cotto aggiungendo solo un po' di sale e di pepe. Mentre l'Assessore all'Agricoltura del Veneto, Franco Manzato, non ha nascosto il suo sconcerto e le sue perplessità, dichiarando: "Il migliore augurio che possiamo fare alle future generazioni, in tutto il mondo, è che continuino a nutrirsi con cibi frutto della terra e non artificiali, che abbiano gusto, differenze e qualità non "iniettate", quelle che hanno permesso al genere umano di evolversi fino ai nostri giorni". Ed ha poi concluso spiegando: "Non riesco ad immaginare una umanità talmente immiserita da doversi nutrire con alimenti artificiali rinunciando al sapore delle pietanze che l'hanno nutrita per centinaia di migliaia di anni, e francamente non credo che questa sia la prospettiva per vincere la fame nel mondo, ma piuttosto un tentativo, teoricamente legittimo, di trarre profitto alle spalle degli agricoltori e dell'umanità stessa. Una ipotesi come questa mi ricorda piuttosto Fritz Lang o esperimenti aberranti sul miglioramento della razza. Azzardo che forse sono esperimenti figli semplicemente della mancanza di gusto". Di sicuro si tratta di qualcosa di alquanto diverso rispetto ai sostituti della carne già presenti sul mercato, (come, ad esempio, le bistecche di soia). Ed inoltre, anche se l'idea di produrre carne artificialmente si lega perfettamente con le motivazioni di molti vegetariani, vegani ed ambientalisti, che vedono negli allevamenti una fonte di inquinamento e di sfruttamento eccessivo degli animali, questo processo di produzione non esclude completamente l'uso di elementi di origine animale: a partire dal tessuto da cui vengono prelevate le staminali, e da alcuni componenti dei liquidi in cui sono "coltivate". Per questo motivo è altamente probabile che in molti non accetterebbero di consumare questa carne anche se non derivante dalla macellazione degli animali. Comunque sia per il momento il problema non sussiste, poiché, come hanno spiegato gli stessi ricercatori, prima di vedere hamburger e bistecche artificiali sugli scaffali dei supermercati passeranno almeno altri 10 anni.

Di seguito un'immagine che sintetizza l'intero processo:
http://i.dailymail.co.uk/i/pix/2013/08/06/article-2384715-1B298543000005DC-270_634x267.jpg



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