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sabato 17 agosto 2013

Scoperto l'olinguito, un nuovo mammifero metà gatto e metà orsetto lavatore.


Di recente i ricercatori dello Smithsonian Institution di Washington hanno annunciato di aver scoperto una nuova specie di mammifero appartenente all'ordine dei carnivori, che vive nelle foreste subtropicali fra Ecuador e Colombia: si tratta dell'olinguito, (a cui è stato dato il nome scientifico Bassaricyon neblina), è il più piccolo nella famiglia dei Procionidi, "parente meridionale" dell'orsetto lavatore, nonché primo carnivoro ad essere scoperto nel continente americano dopo 35 anni. Tuttavia, come nel caso di quella persona che va all'anagrafe e si trova con il nome di un altro, per circa un secolo il povero olinguito si è ritrovato ad essere classificato da un'altra parte nell'albero della vita. E per restituire all'animale la "dignità di specie", ci sono voluti, appunto, i ricercatori del National Museum of Natural History di Washington, guidati da Kristofer Michael Helgen, i quali hanno pubblicato lo studio sulla rivista specializzata Zookeys. In pratica l'olinguito, originario delle Ande, è un animaletto alquanto solitario, lungo appena 35 centimetri, del peso di circa 1kg, con una testa che lo fa assomigliare ad un orsetto di peluche con grandi occhi ed un corpo simile ad un gattone dal folto pelo di color bruno-rossiccio. Inoltre, come già anticipato, vive principalmente nelle foreste tropicali di Ecuador e Colombia, dove le popolazioni locali lo chiamano neblina, (che in spagnolo significa nebbia), perché lo si intravvede a fatica nella foschia che avvolge perennemente gli alberi delle foreste di montagna tra i 1.600 ed i 3.000 metri d'altezza. Per di più il mammifero in questione, (che, come già spiegato, finora era stato confuso con l'oligo, suo "cugino" più grande), in realtà può essere considerato un onnivoro, considerando che mangia un po' di tutto, (prevalentemente frutta), si muove di notte e si riproduce facendo nascere un solo piccolo per volta. Ad ogni modo, come già spiegato, i suoi resti si trovavano al National Museum of Natural History da circa un secolo, ma solo di recente uno studio più accurato durato ben dieci anni ha permesso di classificarlo nel modo giusto. In sostanza gli scienziati hanno effettuato dei controlli sul 95% dei resti di olingo conservati negli altri musei e negli zoo, analizzandone anche il DNA. Ed è stato solo allora che si sono convinti, (verificando tra l'altro che i denti e il cranio erano più piccoli, e che la pelliccia era più densa con peli più lunghi), del fatto che una parte di quei resti doveva appartenere ad un'altra specie, alla quale successivamente hanno, appunto, dato il nome di olinguito. Oltretutto di questo animale ne sono già state distinte 4 sottospecie differenti: il B. n. hershkovitzi Helgen, 2013, (che vive alle pendici orientali delle Ande centrali della Colombia); il B. n. neblina Helgen, 2013, (che si trova sulle pendici occidentali delle Ande occidentali dell'Ecuador); il B. n. osborni Helgen, 2013, (che vive sulle pendici orientali delle Ande occidentali ed sulle pendici occidentali delle Ande centrali della Colombia); ed il B. n. ruber Helgen, 2013, (che si trova nel distretto di Urrao, sulle pendici occidentali delle Ande occidentali della Colombia). Comunque sia al riguardo Kristofer Michael Helgen ha dichiarato: "La scoperta dell'olinguito dimostra che il mondo non è ancora completamente esplorato e contiene ancora dei segreti. Se animali importanti come i carnivori possono essere ancora scoperti, quali altre sorprese ci attendono? Descrivere e classificare le specie è la prima tappa per comprendere tutta la ricchezza e la diversità della vita sul nostro pianeta". Mentre, infine, gli scienziati si sono detti convinti che, sebbene per il momento non si tratta di una specie a rischio di estinzione, la progressiva riduzione del suo habitat naturale, (il 42% è già stato distrutto per fare spazio a zone coltivate ed aree urbane), ne potrebbe compromettere il futuro.

Di seguito alcune immagini dell'olinguito:


 ...le immagini dei resti analizzati:
http://images2.corriereobjects.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/gallery/2013/08/olinguito/nuova-specie/img_nuova-specie/oli_07_941-705_resize.jpg?v=20130816105707
http://images2.corriereobjects.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/gallery/2013/08/olinguito/nuova-specie/img_nuova-specie/oli_13_941-705_resize.jpg?v=20130816105708
http://images2.corriereobjects.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/gallery/2013/08/olinguito/nuova-specie/img_nuova-specie/oli_09_941-705_resize.jpg?v=20130816105707
http://images2.corriereobjects.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/gallery/2013/08/olinguito/nuova-specie/img_nuova-specie/oli_10_941-705_resize.jpg?v=20130816105708
http://images2.corriereobjects.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/gallery/2013/08/olinguito/nuova-specie/img_nuova-specie/oli_12_941-705_resize.jpg?v=20130816105708
...e la raffigurazione delle suddette 4 sottospecie:
http://images2.corriereobjects.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/gallery/2013/08/olinguito/nuova-specie/img_nuova-specie/oli_11_941-705_resize.jpg?v=20130816105708



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