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venerdì 27 settembre 2013

Google compie 15 anni e decide di modificare l'algoritmo ed aggiornare le applicazioni.

Amit Singhal durante la presentazione di "Hummingbird".
In occasione del suo 15° compleanno, (dalla sua fondazione), Google ha deciso di farsi alcuni regali. Infatti, oltre al consueto doodle, (che quest'anno è la versione digitale una sorta di "mini-gioco della pentolaccia"), ed ad un easter egg che riporta indietro nel tempo, ha deciso di adottare un nuovo algoritmo, a cui a dato il nome "Hummingbird", (tradotto letteralmente in italiano: Colibrì), il quale servirà ad offrire risposte più precise ed accurate quelle domande sempre più complesse poste dai navigatori. In pratica si tratta di una revisione importante con dei cambiamenti che avranno un grosso impatto sul traffico verso i siti web, (che per il momento riguardano solo la versione inglese, ma che presto saranno estese anche alle altre lingue), in quanto Google ha rivisto in modo sostanziale il suo sistema di indicizzazione, introdotto tre anni fa come parte di una riprogettazione chiamato "Caffeine". Oltretutto per svelare questa sua nuova formula Google ha organizzato un evento tenutosi a Menlo Park, in California, proprio nello stesso garage dove l'amministratore delegato, Larry Page, ed il co-fondatore, Sergey Brin, hanno dato vita, 15 anni fa, alla società che ora ha sede a Mountain View, in un vasto complesso situato non lontano. Ad ogni modo riguardo il nuovo algoritmo Amit Singhal, vicepresidente senior della sezione Search, ha stimato che questi cambiamenti interesseranno circa il 90% delle richieste che Google riceve. Quindi di conseguenza, la novità potrebbe anche far alzare il prezzo degli annunci pubblicitari legati alle ricerche, qualora i siti retrocessi dal nuovo ranking sentiranno la necessità di investire per riposizionarsi ed attirare nuove visite. In tal proposito sempre il suddetto vicepresidente ha spiegato: "Il cambiamento andava fatto perché le persone fanno affidamento sulle risposte di Google ed è ormai abitudine inserire domande lunghe e complesse nella casella di ricerca, anziché poche parole connesse a tematiche specifiche. Inoltre, con l'avvento della tecnologia di riconoscimento vocale su smartphone, le sequenze di frasi pronunciate assomigliano sempre di più ad una conversazione". Infatti la novità non è limitata al motore di ricerca desktop, ma è stata implementate anche nelle nuove applicazioni per iOS ed Android. Inoltre insieme ad "Hummingbird" il colosso californiano ha annunciato ulteriori aggiornamenti delle applicazioni, (che dovrebbero essere abbastanza imminenti), che avranno lo scopo di sincronizzare le notifiche tra i vari device utilizzati. Ed, in una sorta di strategia "ecumenica", la sincronizzazione funzionerà anche tra i dispositivi Apple e quelli Android. A tal riguardo Amit Singhal ha concluso dichiarando: "Avere una conversazione con Google dovrebbe essere più naturale. Idealmente non si dovrebbe dover tirar fuori il telefono dalla tasca e schiacciare alcun bottone. Non siamo ancora a quel punto ma si possono già fare molte cose solo con la voce".


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