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sabato 5 ottobre 2013

Tra non molto arriveranno le prime stelle create in laboratorio.


A quanto pare stanno per nascere delle nuove stelle, ma non nel classico modo in cui nascono tutte le stelle, bensì in laboratorio. O almeno questo è quello a cui si sta lavorando dal 2010 con un progetto che si pone lo scopo creare, appunto, una stella tramite l'innesco di una fusione nucleare, e sembra che adesso la realizzazione di tale progetto sia abbastanza vicina, considerato che gli ostacoli che ne impediscono la realizzazione sono stati quasi tutti superati. A raccontarlo è un articolo pubblicato dalla rivista americana Physicsof Plasmas pubblicato in questi giorni da alcuni ricercatori del National Ignition Facility, (noto anche con la sigla NIF), guidati da John Edwards. Inoltre l'esperimento in questione la collaborazione anche del Lawrence Livermore National Laboratory, (noto anche con la sigla LLNL), di San Diego, e diverse altre università degli Stati Uniti. In pratica per raggiungere l'accensione che è definita come il punto in cui la reazione di fusione produce l'energia necessaria, gli scienziati focalizzeranno contemporaneamente, in un miliardesimo di secondo, 192 fasci laser all'interno di un cilindro cavo chiamato "camera vuota", delle dimensioni di una gomma da matita e raffreddata criogenicamente. Per di più all'interno di quest'ultima si trova una capsula della grandezza di un cuscinetto a sfera contenente deuterio e trizio, (vale a dire due isotopi dell'idrogeno). Ad ogni modo all'inizio dell'esperimento i fasci laser rilasceranno un'energia di 1.8 megajoule con 500 terawatt di potenza, (pari a mille volte l'energia usata da tutti gli Stati Uniti in quel momento). A quel punto la suddetta "camera vuota", divenuta una sorta di "forno a raggi X", imploderà con temperatura e pressione simili a quelle che si trovano al centro del Sole. Ma comunque sia quello americano non è l'unico progetto con questo tipo di obiettivo: parallelamente in Europa si stanno facendo ricerche per ottenere lo stesso risultato ma con un approccio completamente diverso rispetto a quello americano. Infatti è quasi stata ultimata la costruzione nel sud della Francia del reattore sperimentale che sarà utilizzato per il progetto internazionale ITER, (in origine International Thermonuclear Experimental Reactor). In sostanza il picco di attività nella costruzione del suddetto reattore dovrebbe verificarsi nel 2014, con più di 3.000 operai operativi contemporaneamente nei vari cantieri del complesso. Mentre, secondo la tabella di marcia, il primo plasma dovrebbe essere generato entro la fine del 2020.


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