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martedì 13 dicembre 2016

Scoperto che il riscaldamento globale fa "restringere" le renne.


A quanto pare ci sono brutte notizie per Babbo Natale, che dovrà accontentarsi di avere al tiro della sua slitta renne sempre più magre e più piccole, per colpa di una cattiva dieta provocata dai cambiamenti climatici. O almeno questo è quanto ha fatto sapere uno studio, pubblicato sulla rivista Global Change Biology e condotto da un gruppo di ricercatori dell'Istituto James Hutton, guidati da Steve D. Albon, secondo il quale a causa dell'aumento delle temperature che sta rendendo sempre più miti i rigidi inverni norvegesi le renne sono costrette a cambiare la loro alimentazione. Difatti, come noto, l'aumento delle temperature causate dal riscaldamento globale non sta risparmiando nemmeno le freddissime isole Svalbard, estrema fascia settentrionale della Norvegia nel Mar Glaciale Artico, dove vivono, appunto, le renne e questo influisce sulla loro dieta, a base di muschio e licheni. In sostanza questi animali sono soliti cibarsi delle erbe che si trovano sotto la neve, ma i cambiamenti cimatici stanno provocando sempre più frequenti piogge che cadono sul suolo, congelando lo strato nevoso: come conseguenza di ciò la dieta delle renne per 8 mesi l'anno rimane in gran parte imprigionata sotto uno strato di ghiaccio che gli animali non riescono a scavare con la stessa facilità con cui scavano la neve. Ad ogni modo per vedere esattamente come queste condizioni hanno influito su questi cervidi nel tempo, i ricercatori inglesi hanno catturato e pesato una media 135 renne l'anno, dal 1994 al 2015, rilevando come la loro massa corporea sia diminuita del 12%, (ovvero da 55 kg a 48 kg). Insomma, secondo i ricercatori, si tratterebbe di dimensioni critiche, in quanto le renne femmine che hanno un peso inferiore a 50 kg partoriscono cuccioli più piccoli, tra cui molto probabilmente ci saranno delle femmine di "piccola taglia" che a loro volta, una volta raggiunta l'età adulta, partoriranno esemplari più piccoli e così via: un circolo vizioso che, a detta dei ricercatori, ha dato il via a popolazioni di renne sempre più piccole e leggere. Comunque sia non tutte le speranze sono perdute perché, sempre secondo gli scienziati inglesi, ci potrebbe essere un'inversione di tendenza: se il clima continuerà a diventare ancora più caldo gli inverni potrebbero accorciarsi, facendo sciogliere del tutto i ghiacci con la conseguenza che le piante sarebbero esposte del tutto all'aria; il che permetterebbe alle renne di nutrirsi con maggiore facilità e, con il passare degli anni, di aumentare, infine, le loro dimensioni.


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