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venerdì 6 gennaio 2017

Scoperta un'anomalia genetica all'origine della sindrome premestruale.


Considerata a lungo una malattia immaginaria, la sindrome premestruale è stata chiamata così negli anni '60 e da allora la sua causa non è mai stata identificata; o almeno così era stato finora. Difatti a fare un primo passo in questa direzione è stata una recente ricerca pubblicata sulla rivista Molecular Psychiatry e condotta da un gruppo di ricercatori dei National Institutes of Health, (noti anche con la sigla NIH), coordinati da Peter Schmidt e David Goldman, la quale ha scoperto i meccanismi molecolari che si nascondono all'origine della forma più rara della sindrome premestruale: il cosiddetto "Disturbo Disforico Premestruale", o PMDD, che colpisce dal 2% all'8% delle donne di tutto il mondo. In pratica sembra proprio che il principale colpevole identificato dai ricercatori è un malfunzionamento dei geni che controllano la risposta agli ormoni sessuali femminili, (ossia gli estrogeni ed il progesterone). In sostanza, entrando un po' più nel dettaglio, il meccanismo all'origine di questa malattia è stato scoperto osservando l'attività dei geni nei globuli bianchi di alcune donne colpite, appunto, da questa forma grave di sindrome premestruale e confrontandola con quella osservata nelle stesse cellule di alcune donne non affette dalla sindrome in questione. Così facendo i ricercatori dei NIH hanno notato un comportamento anomalo di uno specifico complesso di geni, chiamato "ESC/E(Z)", (acronimo di "Extra Sex Combs/Enhancer of Zeste"), il cui compito primario consiste nel produrre le proteine che permettono all'organismo di rispondere agli stimoli esterni, come, ad esempio, ormoni sessuali e fattori che causano stress. Comunque sia, anche se, come già anticipato, si tratta solo un primo passo, la scoperta in questione potrebbe aprire la strada a future cure per i casi più gravi del suddetto disturbo.


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