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martedì 7 febbraio 2017

Scoperto un buco nero errante con un "naso da Pinocchio" all'interno della Via Lattea.

Ricostruzione artistica del buco nero errante e del suo "naso".
(Immagine visibile per intero a fine articolo).
In questi giorni alcuni astronomi della Keio University, grazie alle osservazioni fatte con il telescopio ASTE, (in Cile), ed il Nobeyama Radio Observatory, (in Giappone), hanno scoperto un po' per caso un buco nero errante nascosto all'interno della Via Lattea: a svelarne la presenza è stato il suo "naso da Pinocchio", vale a dire una compatta nube molecolare che si muove in modo anomalo e che viene risucchiata dallo stesso buco nero dai resti di una supernova posta a 10.000 anni luce dalla Terra. In pratica inizialmente i suddetti telescopi erano stati inizialmente puntati sui resti della supernova W44, per capire quanta energia fosse stata rilasciata durante la sua esplosione al gas molecolare circostante. Tuttavia è stato proprio osservando questo gas, che i ricercatori nipponici, (coordinati da Masaya Yamada e Tomoharu Oka), hanno notato una nube molecolare compatta, rinominata "Bullet", la quale ha un diametro di 2 anni luce e si muove alla velocità di oltre 100 chilometri al secondo in senso contrario rispetto alla rotazione della Via Lattea, come se fosse attratta da qualcosa. Al riguardo lo stesso Masaya Yamada ha spiegato: ''La maggior parte di "Bullet" si espande ad una velocità di 50 chilometri al secondo; mentre il suo apice arriva a 120 chilometri al secondo. La sua energia cinetica è decine di volte superiore a quella generata dalla supernova W44. È impossibile generare una nube di gas così energetica in condizioni ordinarie''. Quindi per spiegare il comportamento di tale nube i ricercatori, nel loro studio pubblicato su The Astrophysical Journal Letters, hanno proposto 2 ipotetici scenari per i quali si deve ipotizzare l'esistenza e l'azione, appunto, di un buco nero nei paraggi dei resti della suddetta supernova; anche se la dinamica è ancora tutta da chiarire. In sostanza il primo scenario è stato chiamato "modello dell'esplosione": un guscio di gas in espansione da quel che rimane dell'esplosione della supernova W44 deve avere incontrato ed avvolto un buco nero di almeno 3,5 masse solari; in tal caso il buco nero deve avere attirato il gas, dando origine ad una vera e propria esplosione che lo ha accelerato nella direzione della Terra. Mentre il secondo scenario è stato chiamato "modello irruzione": un buco nero è entrato ad alta velocità nel gas, che è stato trascinato dalla forte gravità fino a formare un flusso gassoso; in questo caso la massa del buco nero dovrebbe essere almeno 36 volte quella del Sole. Insomma si tratta di una scoperta che potrebbe dare il via alla ricerca di altri buchi neri erranti: attualmente se ne conoscono poche dozzine, ma se quello fosse un habitat comune per i "mostri divoratori dello Spazio", allora potrebbero essercene milioni, o anche miliardi, che vagano nella Galassia all'insaputa di tutti.

Di seguito alcune immagini:
http://www.nro.nao.ac.jp/news/images/image2017/0116-yamada-Fig3.jpg
http://www.nro.nao.ac.jp/news/images/image2017/0116-yamada-Fig1.jpg
http://www.nro.nao.ac.jp/news/images/image2017/0116-yamada-Fig2.jpg



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