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martedì 30 maggio 2017

Individuati i "neuroni Nostradamus" che prevedono il futuro.


A quanto pare nel cervello sono presenti dei "neuroni Nostradamus", i quali sono stati chiamati così in quanto, (come l'omonimo astrologo, scrittore, farmacista e speziale francese), sarebbero capaci di prevedere, (o meglio calcolare), il futuro. In pratica si trovano un una precisa area della corteccia visiva, la quale ovviamente elabora le informazioni sensoriali provenienti dagli occhi, e sono in grado di anticipare gli eventi futuri, (come, ad esempio, la traiettoria di un'auto mentre attraversiamo la strada), basandosi sulle esperienze del passato; o almeno questo è quanto ha dimostrato un recente studio condotto da alcuni ricercatori della Radboud University Nijmegen e pubblicato in questi giorni su Nature Communications. In sostanza per scovare la suddetta area del cervello, i neuroscienziati hanno monitorato l'attività cerebrale di alcuni volontari ai quali è stato chiesto di guardare un puntino bianco in rapido movimento da sinistra verso destra su uno schermo: le immagini raccolte grazie alla risonanza magnetica funzionale hanno dimostrato che durante tale operazione nel cervello si accende, appunto, una serie di neuroni che rispecchia il movimento del puntino sul display. Inoltre i ricercatori hanno osservato che questo fenomeno si verifica anche quando sullo schermo viene mostrato solo il movimento iniziale del puntino bianco nella parte sinistra dello schermo: a sorpresa, i neuroni della corteccia visiva si accendono non solo per rappresentare la reale posizione del puntino vista sullo schermo, ma anche il suo cammino previsto in base alle osservazioni fatte in precedenza. Al riguardo Matthias Ekman, principale autore dello studio in questione, ha spiegato: "Questi risultati dimostrano che ci creiamo delle aspettative riguardanti gli eventi imminenti, e che la corteccia visiva può completare la sequenza anche sulla base di un input parziale". Tra l'altro il potere predittivo di questi neuroni si è confermato anche quando ai volontari è stato chiesto di focalizzare l'attenzione su una lettera che cambiava sullo sfondo dello schermo, dietro al puntino in movimento. Difatti in tal proposito lo stesso Matthias Ekman ha dichiarato: "Ciò significa che la corteccia visiva predice questi eventi anche quando spostiamo l'attenzione altrove. Il fatto che la previsione sia indipendente dalla nostra attenzione, indica che probabilmente si tratta di un processo automatico".


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