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giovedì 6 luglio 2017

Creato il primo telefonino senza batteria.


A quanto pare in un futuro non troppo lontano gli smartphone per funzionare potrebbero non aver più bisogno di una batteria e quindi non ci sarebbe neanche più il problema di rimanere a secco. O almeno questo è quanto hanno fatto sapere alcuni ricercatori dell'Università di Washington, che tramite uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the Association for Computing Machinery on Interactive, Mobile, Wearable and Ubiquitous Technologies, hanno presentato, appunto, il primo telefonino senza batteria. In pratica il segreto di questo dispositivo sta nel fatto che è in grado di funzionare con pochissima energia, giusto qualche milionesimo di watt catturato dall'ambiente tramite onde radio e luce: come già spiegato, si tratta del prossimo passo della nuova elettronica a bassissimo consumo e di un ulteriore salto in avanti verso l'abbandono di caricabatterie, cavi e telefonini che hanno bisogno di essere ricaricati in continuazione. Al riguardo Joshua Smith, uno degli autori della ricerca, ha spiegato: "Il telefonino è il dispositivo da cui dipendiamo di più, oggigiorno. Se c'è qualcosa che vorremmo usare senza dipendere dalle batterie è proprio questo. Il prototipo che abbiamo sviluppato è oggi emozionante e pensiamo che in futuro potrebbe influire sui dispositivi di tutti i giorni". In sostanza il primo prototipo messo a punto dai ricercatori è in grado di svolgere le funzioni fondamentali di qualsiasi telefonino: fare e ricevere chiamate, (anche tramite Skype), trasmettere dati e permettere a chi lo usa di inviare comandi con dei pulsanti. Tra l'altro, come già anticipato, per poter funzionare senza batteria, il telefonino in questione sfrutta le vibrazioni che si producono nel microfono o negli altoparlanti quando si fa o si riceve una chiamata. Difatti un'antenna connessa a questi componenti permette di convertire i movimenti in segnali radio: mentre si parla, il telefono codifica le vibrazioni in onde radio, e quando si è in ascolto queste vengono trasformate in suoni, (si può passare dalla modalità "trasmissione" alla modalità "ascolto" premendo un apposito pulsante); invece la pochissima energia che è richiesta per altre funzioni è ricavata dalle onde radio emesse da un trasmettitore e dalla luce, grazie a delle minuscole celle solari. In tal proposito Vamsi Talla, altro autore dello studio, ha, infine, concluso spiegando: "Immaginate un futuro in cui tutte le torri cellulari o i router Wi-Fi avranno la nostra tecnologia incorporata: considerando che quasi ogni casa dispone di un router Wi-Fi, sarà possibile ottenere una copertura di energia praticamente ovunque".

Di seguito un breve video di dimostrazione:




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