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mercoledì 11 aprile 2012

Dopo la "morte" del SOPA, arriva sempre dagli Stati Uniti il CISPA, un nuovo disegno di legge anti-pirateria.


Per il mondo di Internet si prospetta un nuovo scenario legislativo da incubo proveniente dagli USA, che, come quelli precedenti, ha fatto tornare in mente il Grande Fratello, personaggio del romanzo 1984 creato dallo scrittore britannico George Orwell. Infatti, dopo la decisione di abbandonare il famigerato Stop Online Piracy Act, (famoso con la sigla SOPA), l'industria dell'intrattenimento statunitense ha trovato il supporto dei membri del Congresso, ma anche dei due colossi Microsoft e Facebook, (il famoso Social Network in Blu), per una nuova proposta di legge contro la condivisione su Internet di certi contenuti ritenuti illeciti. Questa ennesima battaglia anti-pirateria verrà dunque guidata dal cosiddetto Cyber Intelligence Sharing and Protection Act, (noto con l'acronimo CISPA), vale a dire una bozza legislativa che giustamente ha sin da subito scatenato le proteste da parte degli attivisti americani. Inoltre questa volta nel mirino non finiscono soltanto le classiche piattaforme pirata, ma addirittura tutti quegli utenti che andrebbero a rappresentare una minaccia per la sicurezza cybernetica. Ed è stato proprio l'utilizzoo del termine "cybersecurity" a lasciare di sasso la maggior parte degli osservatori. Praticamente questo nuovo disegno di legge andrebbe ad obbligare le varie società operative su Internet, ovvero intermediari come Facebook, Google ed anche l'American Telephone and Telegraph Incorporated, (conosciuta con la sigla AT&T), a rastrellare  tutte le informazioni personali di milioni di cybercitizen statunitensi, che successivamente verranno condivise con terze società e soprattutto con le agenzie federali e governative. Al riguardo il Policy campaign group Demand Progress ha affermato che: "Il nuovo progetto potrebbe cancellare ogni parvenza di privacy online negli Stati Uniti"; mentre il Center for Democracy and Technology ha spiegato che: "Le informazioni condivise con il governo per motivi di sicurezza cybernetica potrebbero essere utilizzate per ben altri scopi". Ovviamente moltissimi internauti si sono chiesti: "Su quali basi viene fatto tutto ciò?"; In sostanza il testo del suddetto CISPA descrive il meccanismo di cybersicurezza come "un sistema realizzato per proteggere una rete dal furto o appropriamento indebito di proprietà intellettuale". In poche parole soprattutto la protezione dei contenuti dalla pirateria o dalla condivisione priva di autorizzazione da parte dei legittimi detentori andrebbe a ricadere nel concetto di "sicurezza informatica". E quindi, sempre secondo quanto si sono chiesti gli utenti di Internet: "Cosa dovrebbero fare provider e Social Network come Facebook?". In pratica dovrebbe e potrebbe monitorare le comunicazioni online degli utenti, andando a caccia di trasferimenti illeciti di materiale protetto da copyright. E, come già spiegato, in seguito dovrebbe consegnare questi dati agli agenti federali. Dunque come in un'enorme operazione di spionaggio con informatori high-tech che verrebbero autorizzati a violare in massa il diritto alla privacy degli iscritti oppure degli abbonati a determinati servizi web. Tutto ciò rappresenterà giustamente un incubo per gli attivisti della Rete, che hanno sottolineato in che modo questa nuova proposta adotti appositamente un'interpretazione vaga del concetto di cybersicurezza. Ed oltretutto, come spiegato dall'Electronic Frontier Foundation, (conosciuta con l'acronimo EFF): "Il CISPA consegnerebbe nelle mani degli operatori del web un potere enorme". Infatti i principali timori consistono nel fatto che il provvedimento fornisca al governo, appunto, troppo potere, anche se l'intento sarebbe quello di proteggere dalle minacce reali. Quindi le potenzialità di possibili abusi sono troppo elevate per permettere che il provvedimento passi.   Per di più un altro aspetto delineato dalla critica del CISPA è che quest'atto, concepito per affrontare il problema crescente della sicurezza online, è stato progettato per proteggere la proprietà intellettuale, obiettivo primario del progetto SOPA. E ciò potrebbe essere visto come un modo per farlo passare senza attirare troppo l'attenzione del pubblico sui reali obiettivi del provvedimento. E proprio per questo motivo i sostenitori della privacy stanno chiedendo agli utenti di protestare contro questo disegno di legge in qualsiasi maniera o forma, compresa la firma di petizioni online. Ovviamente a rischio sarebbero tutte quelle attività di piattaforme come Wikileaks oppure anche Wikipedia. Tuttavia con il CISPA sarà presa di mira anche la libertà nelle comunicazioni di tutti gli utenti dell'intero globo connesso ad Internet.


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