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sabato 25 agosto 2012

Scoperto che il cacao può migliorare la memoria e potrebbe essere usato per trovare nuove cure contro l'Alzheimer.


Di recente è stato scoperto che il Theobroma cacao, (questo il nome della pianta da cui viene ricavato il cacao), oltre ad avere notoriamente uno dei poteri antiossidanti tra i più elevati in assoluto, ad essere indicato per il suo alto valore energetico e, secondo alcuni studi, anche per le sue funzioni antidepressive, è in grado di migliorare le capacità cognitive ed a mantenere giovane il cervello, contrastando l'invecchiamento delle cellule cerebrali che interessa circa il 6% delle persone over 70. Questa scoperta, che, oltretutto, potrebbe aprire le porte a nuove cure nella lotta contro il morbo di Alzheimer, è stata effettuata dal team di ricerca specializzato in Geriatria dell'Ospedale di Avezzano e dall'Università degli Studi dell'Aquila, successivamente pubblicata sulla rivista Hypertension, testata dell'American Heart Association, ed ha suscitato immediato interesse nella comunità scientifica internazionale. In sostanza lo studio coordinato dal professor Giovambattista Desideri ha dimostrato che l'assunzione di flavonoli del cacao, presi con determinati dosaggi e nell'ambito di una dieta controllata, può essere in grado di potenziare le performance mentali degli anziani. Difatti il gruppo di ricercatori ha preso in osservazione 90 anziani affetti da un lieve declino cognitivo, (condizione che comporta la perdita di memoria e che può progredire fino ad arrivare alla demenza ed all'Alzheimer), i quali sono stati reclutati principalmente nella Màrsica tra gli utenti dell'Unità Valutativa Alzheimer. Inoltre i partecipanti sono stati suddivisi in modo casuale in 3 gruppi, a ciascuno dei quali sono state somministrate ogni giorno, per 8 settimane, delle diverse dosi di una bevanda contenente, appunto, i flavonoli del cacao. In pratica le quantità distribuite sono state rispettivamente di 990 milligrammi, (rappresentante una dose alta), 520 milligrammi, (che rappresentava una dose media), e 45 milligrammi, (che era la dose bassa). Per di più per isolare l'effetto dei flavonoli del cacao sono state inibite tutte le altre sostanze che possono contenere questi composti. Comunque alla fine dell'esperimento le capacità cognitive del cervello dei volontari sono state valutate attraverso dei test neuropsicologici allo scopo di misurare le funzioni esecutive, la memoria a breve termine, la rapidità di pensiero e la capacità cognitiva complessiva. I risultati, illustrati da Giovambattista Desideri, hanno dimostrato che coloro che avevano assunto dosi medio-alte di flavonoli del cacao mostravano in genere performance migliori rispetto a chi ne aveva consumato dosi più basse. Oltretutto nel gruppo di anziani selezionati per la ricerca è stata rilevata una riduzione della pressione sanguigna, dello stress ossidativo e dell'insulinoresistenza. E, secondo quanto affermato dai ricercatori, proprio da quest'ultimo aspetto dipenderebbe il miglioramento, nella misura del 40%, delle funzioni cognitive. Al riguardo Giovambattista Desideri ha spiegato: "L'effetto positivo sembra essere mediato principalmente da un miglioramento della sensibilità all'insulina, ovvero l'ormone che gioca un ruolo fondamentale nel tenere sotto controllo la glicemia. Resta ora da capire se questi benefici sul profilo cognitivo siano una conseguenza diretta del consumo di flavonoli del cacao oppure un effetto secondario al miglioramento della funzione cardiovascolare". Ed ha proseguito dichiarando: "Ad ogni modo la ricerca evidenzia che consumare flavonoli del cacao, come parte di una dieta controllata a livello calorico e bilanciata dal punto di vista nutrizionale, può migliorare la capacità cognitiva degli anziani. Inoltre considerando l'aumento globale dei disturbi cognitivi, con un impatto notevole sulla qualità di vita delle persone, il ruolo dei flavonoli del cacao nella prevenzione o nel rallentamento del declino cognitivo giustifica ulteriori ricerche sul tema". Ed ha, infine, concluso spiegando: "Tuttavia adesso, dopo questi primi importanti risultati, servono studi più ampi che aiutino anche a comprendere la durata degli effetti positivi ed i livelli di flavonoli del cacao che possano essere necessari nel lungo termine per mantenere o migliorare lo stato di salute del cervello".


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