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sabato 26 ottobre 2013

Anonymous Italia attacca il MIT, la Regione Piemonte ed il MISE per sostenere i No TAV.


Dopo aver attaccato ed oscurato i siti del MIT, del MISE, della Corte dei Conti e della Cassa Depositi e Prestiti, come sostegno ai manifestanti contro il "potere" che negli scorsi giorni hanno attraversato le strade della Capitale, e dopo aver attaccato ed oscurato il sito del MUIRcome sostegno agli studenti calabresi ed a tutti quegli studenti che sempre gli scorsi giorni hanno occupato Porta Pia, la divisione italiana dell'ormai famosa legione Anonymous nella giornata di ieri ha preso di mira altri tre siti governativi. In pratica a subìre il consueto "Tango Down", (che, come spiegato più e più volte, in gergo militare significa che un nemico è stato messo fuori combattimento), sono stati: il sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, (noto anche con la sigla MIT; oscurato per la seconda volta nel giro di pochi giorni, e che ancor'oggi ha dei problemi di accessibilità), il sito della Regione Piemonte, (tornato normalmente online), ed il sito del Ministero dello Sviluppo Economico, (noto anche con la sigla MISE; anch'esso oscurato per la seconda volta in pochi giorni, ma tuttavia tornato a funzionare normalmente). Ad ogni modo questa volta gli attacchi sono stati effettuati come sostegno del movimento No TAV; infatti, come al solito, gli hacker di Anonymous Italia hanno reso pubblico sul loro blog ufficiale un breve comunicato, in cui hanno rivendicato l'azione e spiegato le loro motivazioni. In questo comunicato si può leggere: «Attivisti NOTAV, siamo con voi. Respiriamo l'aria densa di repressione che vi perseguita da anni, inquinata da pennivendoli, servi in divisa, magistrati corrotti, politicanti dalle avide fauci. Onore alla vostra determinazione, al vostro coraggio, all'amore per le vostre terre, ai vostri animi combattivi. Continuino pure i miserabili tentativi di seppellire e denigrare la vostra lotta: come i fiori più belli e resistenti, vi si potrà ammirare anche se infangati». E successivamente gli hacker hanno concluso scrivendo: «Il lungo, vile percorso di intimidazione ed autoritarismo iniziato anni ed anni fa non potrà mai fermarvi. Non ha fermato nemmeno Sole e Baleno, sui quali pesano di più le infamie intessute da Laudi, Tatangelo e gli altri boia piuttosto che la Terra custode dei loro corpi di guerrieri e sognatori inarrestabili. Questi cyber-sabotaggi sono anche un tributo alla loro lotta ed al loro coraggio. Criminale è chi devasta i territori, non chi resiste! Se i NOTAV sono terroristi, allora lo siamo anche noi». Per di più sempre in questi giorni e sempre a sostegno del movimento No TAV a quanto pare è stato sferrato un altro attacco, che ha avuto come obiettivo i server del CSI-Piemonte, (acronimo di Consorzio per il Sistema Informativo), che attualmente sono tornati a funzionare e tutte le connessioni sono state ripristinate. Al riguardo l'assessore regionale Agostino Ghiglia ha dichiarato: "Voglio esprimere la mia gratitudine ed il mio plauso alla Task Force del CSI-Piemonte e alla Polizia Postale di Torino, per la professionalità dimostrata nel fronteggiare un attacco hacker senza precedenti; competenza che ha consentito di vanificare i tentativi dei cyber delinquenti. L'attacco al CSI da parte del gruppo "Anonymous", al di là delle farneticazioni a favore dei "nuovi terroristi" NO TAV, rappresenta a mio avviso un vero e proprio tentativo di furto di dati sensibili. Questi delinquenti della rete, infatti, non puntano tanto al caos ed all'attacco alle Istituzioni in quanto tale, bensì ad appropriarsi di dati sensibili da utilizzare e, magari, rivendere. Penso, per esempio, ai dati sulla sanità pubblica. Al posto delle mascherine bianche con baffetto maligno, in sostanza, vedrei bene indosso a questi web duster, il berrettino e la mascherina della Banda Bassotti, anche perché tali attacchi non provengono da isolati ed alienati internauti "smanettoni", ma da macchine complesse e da strutture che vanno dalla Cina all'Australia quindi... qualcuno paga e se paga ha interessi". Tuttavia al momento non è ben chiaro se quest'attacco sia realmente opera degli hacker della legione Anonymous, anche perché quest'ultimi non si sono espressi in alcun modo e non hanno rivendicato l'azione in nessuno dei propri canali. Perciò attualmente la questione resta ancora aperta.


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