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sabato 24 dicembre 2011

La rivista Science stila una top ten riguardo le scoperte scientifiche più importanti del 2011.



Manca più o meno una settimana alla fine del 2011 e, dopo il video di Google e le 5 previsioni tecnologiche della IBM per il nuovo anno, anche la nota e prestigiosa rivista Science ha deciso di fare una top ten riguardante le più importanti scoperte scientifiche di questo 2011. Si tratta di "una classifica che guarda all'infinito del cosmo ed a piccolissimi batteri", come alcuni l'hanno definita. Al primo posto di questa classifica, secondo la rivista Science, si può trovare uno studio dell'Università del North Carolina pubblicato in Agosto e che è il frutto di 4 anni di lavoro. Infatti, dopo aver osservato 1.763 coppie eterosessuali di 9 Paesi diversi, il team di ricerca ha dimostrato senza alcun dubbio come i farmaci antiretrovirali siano, nel 96% dei casi, in grado di bloccare la trasmissione del virus HIV tra partner. E, considerato che l'AIDS lo si combatte da più di 20 anni, questo è un enorme passo in avanti perché, oltre a sottolineare l'importanza della precocità della somministrazione dei suddetti farmaci, libera una volta per tutte il campo dalle più disparate ipotesi sull'efficacia o meno di questi farmaci nella lotta contro la diffusione di questa malattia. Al secondo posto di questa speciale classifica si può trovare la missione giapponese della sonda Hayabusa che è riuscita nella sua unica impresa, ovvero quella di raccogliere la polvere cosmica dalla coda di un asteroide. Infatti fino a questo momento ci si era accontentati di alcuni resti che si trovavano sulla Terra e di alcuni campioni lunari. La scoperta più sorprendente è stata capire che la gran parte dei meteoriti presenti sul nostro pianeta provengono da un unico asteroide precipitato. Al terzo posto c'è lo studio sul patrimonio genetico umano il quale ha stabilito in maniera altamente probabile la natura adattiva del nostro sistema immunitario, (in particolare è stato scoperto che tra noi e gli ominidi primitivi non sembrano esserci particolari differenze). Mentre è ancora giapponese lo studio sulla fotosintesi, che si è classificato al quarto posto, grazie al quale è stato possibile mappare chimicamente tutto il processo che potrebbe aprire strade che fino ad ora erano impensabili per riuscire a produrre energia verdeAl quinto posto si trova lo spazio più profondo studiato grazie all'ausilio del telescopio Keck la cui sede è sita alle Hawaii, che ha permesso ad alcuni ricercatori americani di individuare delle nubi di idrogeno che risalgono a soli, (si fa per dire), due miliardi di anni dopo il famoso Big Bang. In pratica si tratta di alcuni resti di "quando tutto iniziò" che ancora vagano per l'Universo. Inoltre a questa sensazionale scoperta ha contribuito anche il ricercatore italiano Michele Fumagalli dell'Università della California. Il sesto ed il settimo posto riguardano ancora una volta la salute umana. Infatti si possono trovare rispettivamente uno studio condotto da alcuni biologi il quale ha permesso di scoprire che all'interno dell'intestino di ciascun uomo alberga una colonia di batteri dominante. Ma la scoperta più sorprendente è stata che questi batteri hanno gusti differenti, infatti, si possono trovare quelli che preferiscono le proteine ed altri i vegetali. Il che potrebbe spiegare i problemi legati alla nutrizione e sarebbe anche in grado di sconvolgere totalmente le varie teorie sulle diete e persino di prevenire l'insorgere di alcune malattie. Subito dopo la rivista Science ha messo la sperimentazione su 15 mila bambini africani di un vaccino contro la malaria che sembra molto promettente. L'ottavo posto della suddetta classifica è stato occupato dal lavoro svolto grazie al telescopio spaziale Kepler della NASA, con il quale è stato possibile individuare interi sistemi planetari del tutto simili al nostro, (scoperte che vi avevo proposto recentemente in questo post ed in quest'altro). In pratica la realizzazione del sogno di chi crede nell'esistenza di ulteriore vita nell'Universo. Al nono posto si può trovare una ricerca sulle diverse applicazioni degli zeoliti, vale a dire minerali porosi utilizzabili come catalizzatori a basso costo in grado di purificare l'acqua, l'aria e di trasformare gli idrocarburi. Cosa che sarebbe potenzialmente molto importante dal punto di vista economico ed ecologico. All'ultimo posto della top ten si trova una scoperta sulla longevità che potrebbe essere davvero utile, infatti, secondo questa scoperta: "le cellule che non sono più in grado di dividersi favoriscono il processo d'invecchiamento". Da qui si può decudurre che un loro abbattimento potrebbe in un certo qual modo permettere di raggiungere nuovi ed eccezionali limiti di longevità.



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