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mercoledì 21 marzo 2012

La petizione anti-ACTA è stata accolta nella discussione UE.


Dopo essere finita alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, il percorso dell'ACTA, (Anti-Counterfeiting Trade Agreement), pare sia accellerato. Infatti ieri la petizione anti-ACTA, che ha raccolto 2,4 milioni di firme, è stata ritenuta ricevibile in via d'urgenza dalla Commissione parlamentare competente. Almeno questo è quanto ha reso noto il Parlamento Europeo. Inoltre all'origine della suddetta petizione c'è Avaaz, vale a dire un'organizzazione che promuove la mobilitazione cittadina online su diversi temi. Nella petizione i cittadini hanno sottolineato che: "l'accordo è stato negoziato in segreto da un piccolo numero di Paesi ricchi e poteri aziendali ed istituirebbe un'intesa anticontraffazione che permetterebbe a chi ha interessi privati di sorvegliare tutte le nostre attività online". Infatti, come già detto più volte, l'ACTA è stato attualmente firmato da 22 dei 27 Paesi dell'Unione Europea. Ed, come ho già spiegato in altri post, è stato accordato tra UE, Stati Uniti, Giappone, Canada, Nuova Zelanda, Australia, Singapore, Corea del Sud, Marocco, Messico e Svizzera, ed è dedicato alla protezione delle proprietà intellettuali e brevetti su beni, servizi e prodotti immateriali, dalle medicine fino al downloading illegale nella rete. Inoltre, dopo la firma a Tokyo, il Trattato è passato ai governi dell'UE per la ratifica anche se già diversi Paesi hanno fatto sapere che non intendono firmare, come spiegato in post precedenti. Comunque riguardo la petizione anti-ACTA, la Commissione per le petizioni, presieduta dall'eurodeputato, Erminia Mazzoni del Pdl, ha impiegato meno di un mese ad accogliere la suddetta richiesta, abbreviando così un processo che solitamente avrebbe una durata doppia. L'obiettivo principale di ciò è stato, appunto, il voler accelerare il dibattito parlamentare sull'ACTA. Oltretutto nelle ultime settimane Erminia Mazzoni ha ricevuto anche le lettere di alcuni cittadini europei ed organizzazioni che si sono detti a favore dell'adozione dell'ACTA, come ad esempio, quella della Confederazione Internazionale delle Società degli Autori e Compositori che ha ritenuto l'ACTA come "un bene per l'Europa". E più precisamente ha commentato che: "senza apportare nessuna modifica alle disposizioni in vigore, l'accordo fissa procedure comuni per le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale nei Paesi che rappresentano il 50% del commercio mondiale". E quindi il Parlamento Europeo ha un ruolo essenziale, in quanto l'ACTA non potrà entrare in vigore all'interno dell'Unione Europea a meno che non venga ratificato dagli Stati membri. Oltretutto l'Europarlamento potrebbe lavorare ad un rapporto da votare in plenaria oppure richiedere alla Commissione Europea di aprire un'inchiesta preliminare. Infine, come già detto inizialmente, l'esecutivo UE, dopo aver constatato che diversi Paesi hanno sospeso la ratifica, ha deciso di rivolgersi alla Corte di Giustizia dell'UE per verificare che l'accordo sia in linea con i diritti fondamentali dell'Unione, come la libertà d'espressione ed informazione, il data protection ed i diritti di proprietà intellettuale. Comunque il primo confronto sul controverso documento avrà luogo in Commissione Commercio Internazionale il prossimo 27 Marzo.


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