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lunedì 30 aprile 2012

Secondo il ministro Paola Severino sarebbero necessarie nuove norme per blog, intercettazioni e giornali.



Dei controlli sui vari blog e su Facebook, (il famoso Social Network in Blu), un filtro alle intercettazioni e delle punizioni per giornalisti, editori ed aziende nei casi di pubblicità camuffata da informazione. Sono state queste le tre regole fondamentali da applicare all'informazione secondo l'attuale Ministro della Giustizia, Paola Severino, presente al gruppo Etica e giornalismo durante il Festival Internazionale del Giornalismo tenutosi negli scorsi giorni a Perugia. Per quanto riguarda il tema della pubblicazione delle intercettazioni, il Guardasigilli ha parlato di un "filtro" durante le indagini, in occasione di provvedimenti, ordinanze cautelari, sequestri o perquisizioni. In pratica Paola Severino ha dichiarato: "È durante le fasi interlocutorie delle indagini che più di frequente avviene la comunicazione e la diffusione della notizia". E quindi, secondo il Ministro di Giustizia; la selezione spetterebbe al pubblico ministero oppure al giudice, a seconda dei momenti. Infatti ha spiegato: "L'idea di base è quella di lasciare al magistrato il compito di escludere le notizie che non sono rilevanti ed attengono esclusivamente alla sfera personale delle persone interessate dal provvedimento, anche in quelle fasi nelle quali il provvedimento stesso viene consegnato alle parti". E sempre secondo il ministro Severino, un testo ufficiale non esiste; tuttavia c'è uno schema che prevede di bilanciare gli interessi delle indagini, quelli degli indagati e quelli del diritto all'informazione. In sostanza ciò a cui sta pensando Paola Severino è una regolamentazione basata su tre cardini. Il primo dei quali è la libertà della magistratura di emettere informazioni che metterebbero in crisi le indagini ed allo stesso tempo salvaguardare la sfera personale. Al riguardo il ministro ha affermato: "Poiché non è utile, neppure ai giudici, che si divulghino elementi non riconducibili alle indagini". Inoltre tra i tre punti rientrano anche: "il diritto-dovere del giornalista di informare su fatti che hanno una rilevanza sociale"; "quello del magistrato di portare avanti le proprie indagini con una tutela della riservatezza indispensabile in alcune fasi"; ed, infine, "il diritto del cittadino, anche sotto indagine, di vedere pubblicate notizie che attengano all'inchiesta ma non esclusivamente la sua vita privata ed anche di non vedere sui mezzi d'informazione i contenuti delle intercettazioni non rilevanti per il procedimento". Oltretutto il ministro ha insistito sull'importanza che i media affrontino le indagini a tutto campo, ciò significa che dovrebbero riportare non solo le voci dei magistrati ma, con la stessa rilevanza, anche quelle della difesa e dell'indagato. La medesima cosa deve valere nel caso in cui avvenga un'assoluzione a distanza di molto tempo dalla diffusione delle informazioni sulle accuse. In tal proposito Paola Severino ha dichiarato: "Certo il grande problema italiano è la lunghezza dei processi. Ed è proprio in quell'estensione di tempo che deve intervenire il "filtro" della legge". Mentre, accennando ad una regolamentazione in sede di Unione Europea per evitare che i provider si possano trasferire in Paesi dove le maglie della legge sono più larghe, ha sostenuto: "I blog possono fare più danni dei giornali".  Ed ha proseguito dicendo: "Il cittadino ha il diritto di interloquire con un altro. Ma deve seguire le regole", giustamente creando in questo modo non poco scompiglio nel mondo di Internet dove su Twitter, (il noto Social Network dai 140 caratteri), è comparsa subito una marea di tweet contro l'opinione del ministro. Successivamente Paola Severinoche prevede, appunto, tra non molto tempo una forma di regolamentazione, ha spiegato: "Scrivere su un blog non autorizza nessuno a scrivere qualunque cosa, soprattutto se si sta trattando dei diritti degli altri. I blog hanno la capacità di diffondere un pensiero ma questo non deve trasformarsi in libertà di arbitrio. Anche se credo sarà difficile pensare ad un'obbligo di rettifica nei blog". Ed, infine, ha concluso facendo sapere: "Sappiate però che quello che voi fate ad altri potrà essere fatto a voi. Cominciate ad autoregolamentarvi".



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