L'operazione "Last Paradise" delle Fiamme Gialle di Cagliari blocca il sito KickassTorrents.com.


Da oggi in poi un altro sito per il "Peer to peer", ovvero lo scambio di file da utente a utente, non sarà più raggiungibile dall'Italia. Infatti, secondo quanto è stato segnalato, il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cagliari su provvedimento emesso dal sostituto procuratore, Giangiacomo Pilia, ha messo in atto l'inibizione all'accesso degli internauti nazionali sul portale KickassTorrents.com, vale a dire uno dei principali siti web destinati allo scambio ed allo scaricamento dei file "torrent". Tuttavia si è trattato di un blocco a livello DNS, e quindi può essere facilmente aggirabile da chi ha un minimo di dimestichezza con la Rete. Ma in ogni caso digitando l'indirizzo del suddetto sito nel browser, questo risulta, appunto, irraggiungibile. E dunque in sostanza, dopo l'operazione contro The Pirate Bay nell'Agosto del 2008 e la definitiva chiusura di BTJunkie, vale a dire un motore di ricerca, appunto, basato sui file torrent, avvenuta lo scorso Febbraio, le cosiddette Fiamme Gialle hanno deciso di oscurare anche questa terza piattaforma, la quale ha sede nelle Filippine e molti server sparsi un po' in tutto il mondo. Inoltre questa operazione, che è stata denominata "Last Paradise", ha seguito quella denominata "Little Angel" per la chiusura del sito Linkstreaming.com e quella chiamata "Poisonous Dahlia" riguardante la chiusura di BTJunkie. Oltretutto, come di consueto, la motivazione di questa operazione sarebbe quella di violazione del copyright, anche se il caso ha fatto, e fa, giustamente discutere per le modalità e le ambiguità che la situazione si porta dietro da ormai parecchio tempo. A confermare la chiusura del suddetto sito sono state anche alcune fonti che hanno fatto sapere: "È di oggi la notizia che il portale KickassTorrents.com, ovvero uno dei portali di condivisione di file torrent più diffusi al mondo, (secondo quanto affermato dallo stesso magistrato che ha emanato il provvedimento d'inibizione, il portale si collocherebbe al 96° posto tra i siti web più consultati in Italia, ed al 321° posto nel mondo), lo scorso 17 Maggio scorso è stato sottoposto ad un ordine d'inibizione urgente ad opera della Procura di Cagliari". Infatti il sito, forte dei suoi 10 milioni di torrent attivi, riceve oltre tre milioni di visite giornaliere da tutto il pianeta e, prima di adesso, l'Italia era il terzo Paese per provenienza di utenti, superato solo da India e USA. Concretamente centinaia di migliaia di italiani usavano regolarmente ogni giorno questa super-piattaforma digitale per scaricare musica, film, videogiochi e software. In aggiunta il sito KickassTorrents.com è uno dei siti più aggiornati, con le ultime uscite commerciali ed in contemporanea con le anteprime cinematografiche. Inoltre il suddetto sito, (che tra gli internauti è famoso con il nome KAT), ospita numerosi banner pubblicitari che riescono a garantiscono agli amministratori dei guadagni stimati in oltre 8,5 milioni di dollari all'anno. Comunque una simile quantità di traffico lascierebbe ipotizzare la grande forza attrattiva dei file torrent resi disponibili e quindi potrebbero essere intraviste delle possibili violazioni, anche se a quanto pare il tutto non sarebbe basato su dei veri e propri accertamenti. Dunque sostanzialmente nessun reato è stato certificato, ma la chiusura del sito è stata comunque portata a compimento. Peraltro, come già anticipato precedentemente, quello di questa inibizione è stato un provvedimento di dubbia utilità in quanto costringe semplicemente i vari providers ad interrompere la connessione tra dominio ed IP attraverso alcuni DNS filtrati, (e da qui è nata la recente decisione di The Pirate Bay di promuovere un indirizzo IP invece di un dominio come riferimento principale); difatti è sufficiente utilizzare dei DNS non filtrati, oppure alcuni proxy, per evitare qualsiasi tipo di inibizione ed in questo modo aggirare la muraglia imposta da provvedimenti come quello contro KickassTorrents.com. Fatto sta che alcune fonti hanno, infine, dichiarato: "A questo punto appare necessario un intervento della Corte Costituzionale che vada a specificare una volta per tutte se l'Italia ha titolo o meno di privare milioni di propri cittadini dell'accesso alle risorse presenti sul web, prima dell'accertamento definitivo della commissione di un reato compiuto da terzi".

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