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venerdì 18 maggio 2012

Tra alti e bassi Facebook fa finalmente il suo debutto in Borsa; adesso vale 104 miliardi di dollari.


Eccomi qua a parlare nuovamente del ormai stra-famoso Social Network in Blu, Facebook, che quest'oggi, 18 Maggio 2012, dopo aver annunciato di essere pronto ad entrare in Borsa, ha finalmente fatto il suo debutto. In pratica nella giornata di oggi alcuni secondi prima di mezzogiorno, ora locale di New York, il NASDAQ ha annunciato di aver avviato un'indagine interna per capire quali problemi avessero colpito il Social Network ritardandone il debutto in Borsa. Mentre nel frattempo l'amministratore delegato Mark Zuckerberg con la sua consueta felpa con il cappuccio in collegamento video dal quartier generale di Facebook in California ha suonato la campanella di avvio del NASDAQ, cioè il listino di cui fa parte il Social Network; in sostanza è stata sistemata un'apposita postazione fuori dalla sede di Menlo Park, dove si sono raccolte centinaia di persone e di dipendenti. Inizialmente le azioni sono state scambiate a 42,55 dollari con un rialzo dell'12% dal prezzo di collocamento. Successivamente però il prezzo si è sgonfiato tornando al prezzo iniziale fissato Giovedì sera, ovvero a 38 dollari. Tuttavia un gruppo di utenti ha avviato una class action con l'accusa di aver violato le norme sulla privacy che potrebbe costare a Facebook ben 15 miliardi di dollari; in sostanza il Social Network in Blu è stato accusato di aver continuato a "seguire" gli utenti anche una volta che si erano disconnessi dai loro account. Comunque al riguardo il garante per la privacy, Francesco Pizzetti, ha spiegato: "Non è vero che il fatto che Facebook entri in Borsa ponga dei nuovi problemi dal punto di vista dei dati personali". Mentre dalla Germania è arrivato un nuovo campanello d'allarme sulla tenuta del modello di business, vale a dire sul fatto che Facebook violerebbe la privacy Europea. A muovere questa accusa è stato Thilo Weichert, garante dello stato tedesco del Schleswig-Holstein, il quale ha spiegato che la valutazione in sede di IPO di 38 dollari per azione è basata su pratiche contrarie alle norme europee per quanto riguarda la privacy. Infatti, secondo Thilo Weichert, gli azionisti dovrebbero fare attenzione perché, se l'authority europea in materia di privacy si mettesse in moto, il modello di business di Facebook potrebbe implodere. Oltretutto Thilo Weichert ha rilasciato un'intervista al quotidiano tedesco, Frankfurter Allgemeine Zeitung, sostenendo che: "Facebook potrebbe ricevere l'ordine di fermare il trasferimento dei dati degli utenti negli Stati Uniti". Comunque in seguito Facebook è tornato sopra la soglia dei 40 dollari ed ha recuperato circa il 6%, però, fatta eccezione per i banchieri che hanno curato la quotazione ed incassato una parcella da 176 milioni di dollari, il numero degli scettici è iniziato ad aumentare. Infatti Bill Gross di PIMCO, (sigla che indica il Pacific Investment Company Management), ha scritto su Twitter, (l'altrettanto famoso Social Network dai 140 caratteri): "Quando vedo una bolla la riconosco". Invece uno dei vice-presidente della Wells Fargo ha dichiarato: "Credo sia un ottimo titolo per adesso, ma tra 10 anni? Cosa accadrà ai miei investimenti? Facebook non produce nulla". Comunque successivamente Facebook ha superato i 220 milioni di pezzi scambiati, ma sul prezzo gli investitori non sono sembrati avere dubbi, dichiarando: "Non sarà oltre i 38 dollari". E così Zynga, che produce videogiochi online e soprattutto lavora con il Social Network di Mark Zuckerberg, è arrivata a cedere il 13,3% prima di essere sospesa. Inoltre è andata male anche per Linkedin, il Social Network dei lavoratori, (-3,6%), Groupon, (-7,33%), Yelp, (-6,91%), e Renren, un Social Network con sede in Cina, (-8,35%). In seguito il prezzo di Facebook è sceso sotto quota 40 dollari e si è quasi avvicinato ai 38 dollari del collocamento. Ma comunque gli scambi non si sono fermati, infatti, in circa 15 minuti sono stati venduti ed acquistati 150 milioni di titoli. Per di più Bono Vox, il leader degli U2, è diventato la rock star più ricca del momento acquistando il 2,3% del Social Network equivalente a circa 90 milioni di dollari; una partecipazione che, secondo i calcoli di Elevation Partners, con quest'IPO dovrebbe salire a 1,5 miliardi di dollari. Cifra che si andrebbe a sommare ai 900 milioni di dollari che Bono Vox ha accumulato in 30 anni sul palcoscenico, prima dell'IPO. Comunque i volumi degli scambi sono continuati ad aumentare; difatti in circa quattro minuti sono passati di mano 100 milioni di pezzi. Inoltre nel corso dell'intera seduta Amazon.com ha scambiato 2,2 milioni di titoli e Google invece circa due milioni. Tuttavia in generale il così tanto atteso debutto non è stato dei più semplici. Infatti l'avvio era stato programmato per le 17:00, (ora locare), ma il NASDAQ, che, oltretutto, aveva annunciato il potenziamento della Social Network, non è riuscito a far partire le quotazioni per oltre mezz'ora. Comunque nel primo minuto di quotazioni sono passati di mano 80 milioni di pezzi. E l'attesa è cresciuta con il passare delle ore; difatti poco dopo le 15:00 è arrivato in Borsa anche il chief financial officer, David Esberman. In ogni caso con ben 18,4 miliardi dollari raccolti in IPO questa è stata considerata la più grande operazione del settore internet, infatti, nel 2004 Google riuscì a raccogliere appena 1,67 miliardi. E dunque Facebooknonostante i tanti dubbi sulla valutazione della società, si è aggiudicato il terzo posto tra le più grandi IPO della storia americana. Cioè ad un soffio dal record di Visa, (19,6 miliardi), e non molto lontano dai 22,1 miliardi raccolti dall'Agricultural Bank of China, (record mondiale). Insomma il viaggio di Facebook è durato otto anni, ma alla fine ce l'ha fatta, raggiungendo un valore complessivo di 104 miliardi di dollari. In più durante il suddetto collegamento video Mark Zuckerberg era affiancato da centinaia di dipendenti che hanno applaudito a lungo il 28enne che adesso grazie a questo collocamento ha incassato 1,15 miliardi di dollari, mantenendo comunque il 32% del capitale ed il 56% dei diritti di voto. Oltretutto le ultime IPO del settore, sebbene acclamate da mercato e dalla stampa, non sono state tutte un vero successo. Infatti Pandora, la web radio, il 15 Giugno del 2011 fu quotata a 20 dollari per azione; anche se nel primo giorno di scambi volò a 26, ed ad oggi vale circa 11 dollari. Ed anche Groupon che dai 20 dollari dell'IPO dello scorso 4 Novembre ai 31 del debutto, è arrivata oggi a valere 13 dollari ad azione. Tuttavia è andata molto meglio per quanto riguarda Linkedin che collocata inizialmente a 45 dollari è volata a 122,7 per poi raggiungere l'attuale valore di 105 dollari. Comunque prima di Facebook soltanto Google nel 2004 aveva attirato tanta attenzione. Anche se il suo debutto mancò le stime della società nonostante una chiusura in rialzo del 18%, in sostanza i titoli chiusero la seduta a 100,34 dollari, mentre la creatura di Larry Page e Sergey Brin oscillava tra 108 e 135 dollari. Però il rapporto tra Google e Facebook è ancora da considerare di 10 a 1; infatti il fatturato annuo del motore di ricerca è pari a 38 miliardi di dollari, contro i 3,7 miliardi del Social Network. Mentre l'utile netto è pari a 9,7 miliardi per Facebook contro 668 milioni di Google. In poche parole la redditività netta del motore di ricerca è al 25% contro il 18% del Social Network in Blu, al netto di tutti i dubbi sulla sostenibilità del business ed anche alla luce del recente ritiro della pubblicità da parte di General Motors. Tuttavia, infine, le preoccupazioni stanno aumentando poiché Google è quotato a 6 volte i ricavi attesi per il 2012, mentre Facebook debutterà a 20 volte.


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