|  

lunedì 24 luglio 2017

Scoperto che le rocce vulcaniche della Luna potrebbero nascondere una grande quantità d'acqua.


A quanto pare sulla Luna potrebbe esserci una quantità d'acqua molto più alta del previsto che sarebbe nascosta all'interno delle rocce vulcaniche che sono disseminate sulla sua superficie; o almeno questo è quanto ha fatto sapere un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori della Brown University, guidati da Ralph Milliken e Shuai Li, e pubblicato in questi giorni sulla rivista Nature Geoscience. In pratica l'acqua intrappolata in questi antichi depositi, che si ritiene siano fatti di piccoli grani di vetro formati dall'eruzione del magma dalle profondità lunari, farebbe pensare che il mantello lunare, (ossia la parte interna), ne sia ricco; contrariamente alle teorie del passato, che lo ritenevano privo. In sostanza il quadro è iniziato a cambiare già dal 2008, con la scoperta di tracce d'acqua in alcuni grani di vetro vulcanici arrivati sulla Terra con le missioni Apollo 15 e 17. Successivamente nel 2011 lo studio dei minuscoli cristalli dentro questi grani ha mostrato che contengono quantità di acqua simili a quelle di alcuni tipi di basalto terrestre, suggerendo così che il mantello lunare, o almeno una sua parte, contenga tanta acqua quanto la Terra. Quindi combinando le misure fatte sui campioni con i dati sulle temperature della superficie lunare, i ricercatori della Brown University hanno trovato tracce dell'acqua in quasi tutte le rocce vulcaniche mappate, incluse quelle prese vicino i siti di atterraggio delle suddette due missioni lunari. Al riguardo lo stesso Ralph Milliken ha spiegato: "Il dilemma era se quei campioni fossero una eccezione o rappresentativi del suolo del nostro satellite. Abbiamo trovato chiari segni di questa presenza utilizzando i dati forniti dai satelliti artificiali ed adesso i nostri dati ci dicono che quella non era una anomalia: la parte interna della Luna è davvero bagnata. La distribuzione di queste rocce ricche d'acqua è la chiave. Sono diffuse sulla superficie, il che ci dice che l'acqua ritrovata nei campioni dell'Apollo non è l'unica". Ad ogni modo questa scoperta, se confermata, avrà conseguenza anche sulle teorie relative all'origine della Luna: l'ipotesi principale è che si sia formata dai detriti di una collisione spaziale tra un di un planetesimo, (chiamato Theia), delle dimensioni di Marte e quella che poi sarebbe diventata la Terra. Tra l'altro una dinamica del genere avrebbe prodotto così tanto calore da impedire all'idrogeno, (necessario a formare l'acqua), di sopravvivere e fermarsi sulla neonata Luna. In tal proposito Shuai Li ha dichiarato: "La crescente evidenza di acqua all'interno del satellite terrestre suggerisce invece che in qualche modo l'idrogeno è sopravvissuto, oppure che è arrivato sulla Luna prima che si solidificasse completamente trasportato da comete o asteroidi. Ma la sua origine resta ancora un mistero". Comunque sia, secondo gli autori dello studio in questione queste riserve sotterranee potrebbero essere utilizzate, infine, come una risorsa molto importante in occasione di futuri progetti di esplorazione.

Di seguito un'immagine che mostra le zone in cui è presente l'acqua:
https://3c1703fe8d.site.internapcdn.net/newman/gfx/news/hires/2017/4-scientistssp.jpg



Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts