Osservato che gesticolare durante i racconti aiuta i bambini a migliorare le loro abilità linguistiche.


Come risaputo, gesticolare è una parte intrinseca della comunicazione umana e gli oratori di tutte le età tendono spesso a farlo quando parlano, ma quanto pare nei bambini i gesti acquistano un'importanza particolare, poiché rappresentano un importante precursore e predittore del linguaggio e dello sviluppo cognitivo. Non a caso alcuni studi condotti da Pilar Prieto, coordinatore del Prosodic Studies Group, (noto anche con la sigla GrEP), nonché ricercatore dell'Università Pompeu Fabra, hanno dimostrato in passato che anche nelle prime fasi dalla vita i gesti ritmici, (ossia movimenti ritmici di mani e braccia fatte insieme con prominente prosodia), aiutano i bambini non solo a ricordare le informazioni del discorso, ma anche a capirlo. Tuttavia un recente studio condotto sempre da alcuni ricercatori del GrEP, (tra cui lo stesso Pilar Prieto, Ingrid Vilà-Giménez ed Alfonso Igualada), e pubblicato nell'edizione online della rivista Developmental Psychology, ha approfondito ulteriormente questo aspetto dell'apprendimento ed ha studiato la rilevanza dei gesti, (in particolare quelli ritmici), nello sviluppo del discorso narrativo dei bambini. In pratica i risultati della ricerca in questione hanno mostrato per la prima volta che una breve sessione di allenamento con gesti ritmici può avere effetti positivi immediati per migliorare le capacità narrative dei bambini: è stato dimostrato, infatti, come i bambini migliorano in particolare la struttura delle loro storie quando queste vengono accompagnate da gesti ritmici. In sostanza per arrivare a tali conclusioni gli scienziati hanno reclutato 44 bambini di età compresa fra i 5 ed i 6 anni e durante la sessione di formazione, hanno mostrato a ciascuno di loro 6 storie, ognuna della durata di un minuto e raccontate da due insegnanti della scuola primaria in due diverse condizioni sperimentali. Inoltre sotto la prima condizione, non venivano usati gesti ritmici con le parole chiave; tuttavia, sotto la seconda condizione, i gesti ritmici segnavano visivamente le parole chiave: sia prima che dopo la fase di addestramento, è stata valutata la struttura narrativa migliorata dei bambini. Entrando un po' più nei dettagli l'esperimento è stato suddiviso in tre parti: una fase preliminare, una sessione di allenamento ed una fase successiva; mentre il materiale utilizzato consisteva in 4 diversi cartoni animati, (lunghi circa 41-50 secondi), sulla storia di un topo e dei suoi amici, che non erano già noti ai bambini: questi cartoni animati non avevano dialoghi né narrazioni, per motivare il bambino a produrre una propria narrazione sulla storia che avevano visto. Per di più la sessione di formazione prevedeva l'uso di 24 narrative audiovisive, (ognuna delle quali parlava di un animale che viveva in una fattoria e seguiva una struttura narrativa simile a quella dei cartoni animati), in cui due insegnanti di scuola primaria hanno raccontato storie diverse: come già anticipato in 12 di queste registrazioni, i narratori usavano gesti ritmici per sottolineare le parole chiave della storia; mentre nelle altre 12 non venivano fatti tali gesti. Ad ogni modo, come già detto, i risultati dell'esperimento hanno dimostrato che i bambini che avevano preso parte partecipato all'addestramento con gesti ritmici producevano storie migliori con una struttura narrativa migliore nella fase successiva all'allenamento. Insomma, questo studio ha dimostrato per la prima volta che una breve sessione di allenamento con gesti ritmici ha benefici immediati per migliorare la produzione del discorso narrativo nei bambini di 5 e 6 anni, in particolare per quanto riguarda, infine, la struttura narrativa.

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