Dimostrato che i bambini con autismo hanno un rischio più alto di sviluppare disturbi alimentari.


Apparentemente i bambini con tratti autistici hanno maggiori probabilità di sviluppare un disturbo alimentare rispetto ai loro coetanei; o almeno questo è quanto hanno fatto sapere di recente alcuni ricercatori dell'University College London e dell'Università di Bristol attraverso uno studio pubblicato sul Journal of Child Psychology and Psychiatry. In pratica ricerche precedenti hanno scoperto che l'autismo ed i disturbi alimentari possono verificarsi insieme, poiché il 20-30% degli adulti ed il 3-10% dei bambini e dei giovani con disturbi alimentari soffre anche di autismo. Tuttavia finora non era stato chiaro se i tratti autistici derivino da disturbi alimentari oppure li precedevano: il suddetto nuovo lavoro longitudinale ha, infatti, rilevato che i tratti autistici nell'infanzia si manifestano prima dei comportamenti caratteristici dei disturbi alimentari e quindi potrebbero essere un fattore di rischio per lo sviluppo di questo tipo di disturbi. Al riguardo Francesca Solmi, una delle principali autrici del suddetto studio ha spiegato: "Abbiamo scoperto che i bambini con tratti autistici all'età di 7 anni hanno maggiori probabilità dei loro coetanei di sviluppare sintomi dei disturbi alimentari in adolescenza. La maggior parte degli altri studi ha esaminato le istantanee nel tempo, piuttosto che rintracciare le persone per più anni, quindi non era chiaro se l'autismo aumentasse il rischio di disturbi alimentari o se i sintomi dei disturbi alimentari a volte potessero assomigliare a tratti autistici". In sostanza per arrivare a tale conclusione gli scienziati hanno preso in esame 5.381 adolescenti, (che avevano partecipato alla ricerca longitudinale sin dalla nascita nell'ambito dello studio di coorte Children of the 90s della stessa Università di Bristol), ed hanno valutato se avevano tratti sociali autistici all'età di 7, 11, 14 e 16 anni ed un'alimentazione disordinata, (ossia digiuno, purghe, dieta prolungata o binge eating), all'età di 14 anni.: così facendo hanno osservato che l'11,2% delle ragazze riportava almeno un disturbo alimentare nell'anno precedente, (tra queste il 7,3% li sperimentava mensilmente ed il 3,9% settimanalmente), rispetto al 3,6% dei ragazzi, (di cui il 2,3% in modo mensile e l'1,3% in modo settimanale). Tra l'altro, come già anticipato, è emerso anche che gli adolescenti affetti da disordini alimentari mostravano livelli più elevati di tratti autistici all'età di 7 anni, suggerendo che i tratti autistici precedevano il disordine alimentare, (anche perché i disordini alimentari sono molto rari a tale età), e quindi potrebbero rappresentare, appunto, un fattore di rischio per i disturbi alimentari. Entrando un po' più nei dettagli i bambini che presentavano tratti autistici più elevati all'età di 7 anni avevano il 24% in più di probabilità di avere comportamenti alimentari disordinati settimanali all'età di 14 anni; mentre ulteriori analisi hanno confermato che i disturbi alimentari all'età di 14 anni non sembravano aumentare i tratti autistici all'età di 16 anni. Ad ogni modo, sebbene questo nuovo lavoro non abbia studiato le ragioni alla base di questa relazione, i ricercatori hanno sottolineano che i bambini con autismo possono avere difficoltà con la comunicazione sociale e lo sviluppo di amicizie, che potrebbero contribuire a tassi più alti di depressione ed ansia in giovane età: l'alimentazione disordinata potrebbe derivare da metodi disfunzionali per far fronte a queste difficoltà emotive. Per di più gli scienziati hanno anche fatto sapere che anche altri tratti autistici, (come, ad esempio, rigidità del pensiero, comportamenti inflessibili, elaborazione sensoriale insolita e tendenze verso comportamenti ripetitivi; i quali però non sono inclusi nella misura specifica dei tratti sociali autistici utilizzati), possono essere collegati ai disturbi alimentari. In merito a ciò William Mandy, altro principale responsabile della ricerca in questione, ha proseguito dichiarando: "Il prossimo passo è quello di saperne di più sul perché quelli con tratti autistici hanno un rischio maggiore di sviluppare un disturbo alimentare in modo da poter quindi progettare interventi per prevenire i disturbi alimentari. Circa un quinto delle donne che presentano anoressia nervosa ha alti livelli di tratti autistici e ci sono prove che queste donne traggono il minimo beneficio dagli attuali modelli di trattamento dei disturbi alimentari. Le persone con autismo e disturbi alimentari potrebbero aver bisogno di un approccio diverso per il trattamento". Inoltre Glyn Lewis, altro principale autore delle analisi, ha aggiunto: "I genitori e gli altri caregiver dei bambini con autismo dovrebbero essere consapevoli del fatto che esiste un rischio maggiore di sviluppare disturbi alimentari. Essere attenti ai comportamenti alimentari disordinati e cercare aiuto in anticipo potrebbe essere utile". Mentre Tom Quinn, (direttore del dipartimento degli affari esteri dell'organizzazione benefica Beat a sostegno delle persone colpite da disturbi alimentari; che tuttavia non è stata coinvolta nel suddetto nuovo lavoro), ha, infine, commentato: "Accogliamo con piacere questa importante ricerca che identifica il maggior rischio di disturbi alimentari tra quelli con autismo. L'intervento precoce è così importante nel trattamento dei disturbi alimentari e speriamo che questa ricerca possa aiutare i genitori ed i medici ad individuare più rapidamente i primi segni di un disturbo alimentare e garantire che quelli a rischio di sviluppare un disturbo alimentare ottengano l'aiuto di cui hanno bisogno. Incoraggiamo i ricercatori ad esaminare i risultati di questo studio e basarsi su di esso, anche esaminando quale supporto potrebbe essere fornito a coloro con autismo per ridurre la probabilità di sviluppare un disturbo alimentare".

Commenti