Mostrato che i traumi infantili fanno invecchiare più velocemente il corpo ed il cervello.


A quanto pare i bambini che subiscono traumi da abusi o violenze nel corso della prima infanzia mostrano segni biologici di invecchiamento più rapidamente dei bambini che non hanno mai sperimentato questo tipo di avversità; o almeno questo è quanto hanno osservato di recente alcune ricercatrici dell'Università di Harvard, dell'Università di Stanford e dell'Università di Washington, durante uno studio che ha esaminato tre diversi segni dell'invecchiamento biologico, (ossia pubertà precoce, invecchiamento cellulare e cambiamenti nella struttura del cervello), in bambini ed adolescenti di età inferiore ai 18 anni, ed i cui risultati, pubblicati sulla rivista Psychological Bulletin, hanno mostrato che l'esperienza del trauma risulta essere associata a tutti e tre i segnali. Al riguardo Katie McLaughlin, una delle principali autrici, ha spiegato: "L'esposizione alle avversità durante l'infanzia è un potente fattore predittivo degli esiti di salute più avanti nella vita: non solo su quella mentale, (come depressione e ansia), ma anche sulla salute fisica, (come malattie cardiovascolari, diabete e cancro). Il nostro studio suggerisce che la sperimentazione di violenza può far invecchiare il corpo più rapidamente a livello biologico, il che può aiutare a spiegare tale connessione". In pratica, sebbene ricerche precedenti abbiano trovato prove contrastanti sul fatto che le avversità infantili siano sempre legate all'invecchiamento precoce, si è trattato di studi che hanno esaminato molti diversi tipi di avversità, (tra cui, ad esempio, abuso, abbandono e povertà), e diverse misure di invecchiamento biologico. Tuttavia per provare a districare i risultati ottenuti da questi lavori passati, adesso le scienziate hanno deciso di esaminare separatamente due categorie di avversità: le avversità legate alle minacce, (come l'abuso e la violenza), e quelle legate alla privazione, (come l'abbandono fisico o emotivo e la povertà). In sostanza per entrare un po' più nei particolari le studiose hanno eseguito una meta-analisi di quasi 80 indagini antecedenti, con un totale di oltre 116.000 partecipanti: così facendo hanno scoperto che i bambini che avevano subìto un trauma legato alla minaccia avevano maggiori probabilità di sviluppare la pubertà precoce e mostravano anche segni di invecchiamento accelerato a livello cellulare, incluso un accorciamento dei telomeri; mentre si è visto che i bambini che nella prima infanzia avevano sperimentato un trauma legato alla privazione non mostravano nessuno di questi segni di invecchiamento anticipato. Ad ogni modo in una seconda analisi, le ricercatrici hanno sistematicamente rivisto 25 studi con una totalità di oltre 3.253 partecipanti, (i quali avevano esaminato come le avversità nella prima infanzia influenzano lo sviluppo del cervello), ed hanno osservato che i diversi tipi di avversità erano associate ad uno spessore corticale ridotto in varie parti del cervello: per esempio, gli abusi e le violenze risultavano essere associati al diradamento della corteccia prefrontale ventromediale, (ossia un'area cerebrale coinvolta nell'elaborazione sociale ed emotiva); mentre l'abbandono e la povertà erano più spesso associati all'assottigliamento delle reti fronto-parietale, visiva e default mode, (ovvero tutti canali del cervello coinvolti nell'elaborazione sensoriale e cognitiva). In merito a ciò la stessa Katie McLaughlin ha proseguito affermando: "Questi tipi di invecchiamento accelerato potrebbero originariamente discendere da utili adattamenti evolutivi. In un ambiente violento e pieno di minacce, ad esempio, raggiungere la pubertà in anticipo potrebbe rendere le persone più propense a riprodursi prima di morire. Inoltre uno sviluppo più rapido delle regioni cerebrali che svolgono un ruolo nell'elaborazione delle emozioni potrebbe aiutare i bambini ad identificare e rispondere alle minacce, mantenendoli più sicuri in ambienti pericolosi. Ma questi adattamenti una volta utili possono avere gravi conseguenze per la salute fisica e mentale in età adulta". Ed ha, infine, concluso dichiarando: "Il fatto che vediamo prove così consistenti per un invecchiamento più rapido in una così giovane età suggerisce che i meccanismi biologici che contribuiscono alle disparità di salute si attivano molto presto nella vita. Ciò significa che gli sforzi per prevenire queste disparità di salute devono iniziare anche durante l'infanzia. Esistono numerosi trattamenti che possono migliorare la salute mentale dei bambini che hanno subìto un qualche tipo di trauma. Un passo successivo e fondamentale sarà determinare se questi interventi psicosociali potrebbero anche essere in grado di rallentare questo schema di invecchiamento biologico accelerato. Se ciò fosse possibile, potremmo essere in grado di prevenire molte delle conseguenze a lungo termine sulla salute delle avversità nella prima infanzia".

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