Risolti gli annosi misteri del Tanystropheus.


Nel lontano 1852 fu descritto per la prima volta un fossile di Tanystropheus e da allora l'intera comunità scientifica è rimasta alquanto perplessa sulla sua origine: ad un certo punto, infatti, i paleontologi pensarono che fosse appartenuto ad uno pterosauro volante, (come, ad esempio, uno pterodattilo), e che le sue ossa lunghe e cave fossero falangi nel dito che sorreggeva l'ala. Tuttavia in un secondo momento gli esperti capirono che quelle erano ossa del collo allungate e che si trattava di un rettile lungo circa 6 metri con un collo intorno ai 3 metri, vale a dire il triplo rispetto al busto. Nonostante ciò però la comunità scientifica non era del tutto sicura se questo esemplare vivesse sulla terra ferma o nell'acqua, né se gli esemplari più piccoli, lunghi circa 1,20 metri e ritrovati successivamente nella stessa zona, (ossia nell'attuale Svizzera), fossero dei cuccioli oppure una specie completamente diversa. O almeno così era stato finora poiché adesso un gruppo internazionale di ricercatori nel corso di un nuovo studio i cui risultati sono stati pubblicati in questi giorni sulla rivista Current Biology, si sono serviti di scansioni di tomografia computerizzata, (nota anche con la sigla TC), sui crani frantumati dei fossili per riassemblarli digitalmente, trovando prove che tali animali vivevano nell'acqua. Inoltre, grazie all'esaminazione degli anelli di crescita nelle ossa, hanno determinato che gli esemplari grandi e quelli piccoli di Tanystropheus erano in realtà specie separate che potevano vivere l'una accanto all'altra, senza mai entrare in competizione perché cacciavano prede diverse. Al riguardo Olivier Rieppel, paleontologo del Field Museum of Natural History, nonché uno degli autori della suddetta ricerca, ha affermato: "Studio i Tanystropheus da oltre trent'anni, quindi è estremamente soddisfacente vedere queste creature demistificate". In pratica, secondo quanto emerso nel corso degli anni, il dinosauro in questione visse 242 milioni di anni fa, (durante il Triassico medio), quando sulla Terra questi animali iniziarono ad emergere ed il mare era governato da rettili giganti: come già spiegato, per molto tempo gli scienziati non furono in grado di stabilire con certezza se il Tanystropheus fosse un esemplare terrestre oppure marino, anche perché il suo bizzarro corpo non facilitò per nulla le cose. In merito a ciò lo stesso Oliver Rieppel ha proseguito dichiarando: "Sembrava un coccodrillo tozzo con un collo molto, molto lungo. Gli esemplari più grandi erano lunghi 20 piedi, con il collo che costituiva 10 piedi di quella lunghezza. Stranamente per gli animali con colli così lunghi, avevano solo 13 vertebre, le quali erano solo molto allungate: possiamo vedere la stessa cosa, ad esempio, con le giraffe, che hanno solo 7 ossa del collo, proprio come gli umani. Inoltre il loro collo era piuttosto rigido e rinforzato con ossa extra chiamate costole cervicali". In sostanza, come già anticipato, per arrivare alla soluzione dei suddetti annosi misteri gli studiosi hanno fatto ricorso a tecnologie più recenti per vedere i dettagli delle ossa degli animali in questione, riuscendo ad eseguire, appunto, scansioni TC delle lastre fossili e generare immagini 3D dei frammenti ossei interni. A tal proposito Stephan Spiekman, dell'Università di Zurigo, nonché altro principale responsabile dei lavori, ha commentato: "La potenza della scansione TC ci consente di vedere dettagli altrimenti impossibili da osservare nei fossili. Da un cranio fortemente schiacciato siamo stati in grado di ricostruire un cranio 3D quasi completo, rivelando dettagli morfologici cruciali". Difatti i ricercatori hanno osservato che i teschi avevano caratteristiche chiave, (comprese le narici sopra il muso come quelle di un coccodrillo), che suggerivano che il Tanystropheus vivesse in acqua: secondo le ipotesi degli esperti, probabilmente era sempre in agguato, in attesa che pesci ed animali simili a calamari gli passassero vicino, per poi afferrarli con i suoi lunghi denti ricurvi, e potrebbe essere arrivato sulla terra per deporre le uova; anche se nel complesso sarebbe rimasto nell'oceano. Al riguardo Oliver Rieppel ha continuato dicendo: "Non sono stato tanto sorpreso dal fatto che le prove hanno indicato che il Tanystropheus dimorava nell'acqua. Quel collo non ha senso in un ambiente terrestre. È solo una struttura scomoda da portare in giro". Ad ogni modo per trovare invece una risposta al fatto se gli esemplari più piccoli scoperti in seguito erano dei cuccioli o una specie separata, gli scienziati hanno esaminato le ossa fossili alla ricerca di eventuali segni di crescita ed invecchiamento. In merito a ciò Torsten Scheyer, anch'esso dell'ateneo svizzero ed uno dei principali autori dello studio in questione, ha, infatti, spiegato: "Abbiamo esaminato le sezioni trasversali delle ossa degli esemplari piccoli ed siamo stati molto entusiasti nel trovare molti anelli di crescita. Questo ci dice che questi animali erano già maturi"; mentre lo stesso Oliver Rieppel ha poi aggiunto: "Le versioni più piccole erano degli adulti; il che ha fondamentalmente chiuso il caso. È stato dimostrato ora che queste sono due specie differenti". Non è stato un caso che la specie più grande è stata ribattezzata Tanystropheus hydroides, (prendendo spunto dall'Idra di Lerna della mitologia greca e romana), invece quella più piccola porta adesso il nome di Tanystropheus longobardicus. A tal proposito Nicholas Fraser, del National Museums Scotland ed altro principale responsabile dell'indagine, ha sostenuto: "Per molti anni abbiamo avuto il sospetto che esistessero due specie di Tanystropheus, ma fino a quando non siamo stati in grado di eseguire scansioni TC degli esemplari più grandi non avevamo prove definitive. Ora sì. È estremamente significativo scoprire che c'erano due specie abbastanza separate di questo strano rettile dal collo lungo che nuotavano e vivevano l'una accanto all'altra nelle acque costiere del grande Oceano Tetide, circa 240 milioni di anni fa". Comunque sia, come già detto, stando a quanto hanno fatto sapere i paleontologi le diverse dimensioni degli animali, insieme ai denti a forma di cono nelle specie grandi e quelli a forma di corona nelle specie piccole, significano che probabilmente queste due specie non erano in competizione tra loro per le stesse prede. Al riguardo lo stesso Stephan Spikman ha proseguito sottolineando: "Queste due specie strettamente correlate si sono evolute per utilizzare diverse fonti di cibo nello stesso ambiente. Le specie piccole probabilmente si nutrivano di piccoli animali con la conchiglia, (come i gamberi), in contrasto con i pesci ed i calamari che mangiavano le specie di grandi dimensioni. Questo è davvero notevole perché ci aspettavamo che il bizzarro collo del Tanystropheus fosse specializzato per un singolo compito, (come il collo di una giraffa). Ma in realtà ha permesso diversi stili di vita. Ciò cambia completamente il modo in cui guardiamo questo animale". Invece Oliver Rieppel ha, infine, concluso asserendo: "Questa "divisione" di un habitat per ospitare due specie simili è chiamata partizionamento di nicchia. Darwin si è concentrato molto sulla competizione tra le specie e su come la competizione per le risorse possa persino portare all'estinzione di una delle specie. Ma questo tipo di competizione radicale avviene in ambienti ristretti, come le isole. I bacini marini in cui viveva il Tanystropheus potrebbero apparentemente supportare la suddivisione di nicchie. È un importante fenomeno ecologico. Il Tanystropheus è un fossile iconico e lo è sempre stato. Chiarire la sua tassonomia è un primo passo importante per comprendere quel gruppo e la sua evoluzione".

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