Secondo un recente studio, le stelle marine di tutto il mondo starebbero "affogando".


Per più di 7 anni una misteriosa malattia, (chiamata Sea Star Wasting Disease o SSWD), ha quasi ucciso le popolazioni di stelle marine di tutto il mondo ed alcune di queste specie si trovano addirittura sull'orlo dell'estinzione. Tuttavia recentemente un nuovo condotto da alcuni ricercatori della Cornell University, (in collaborazione con la San Francisco State University, l'University of North Carolina Wilmington, l'University of California, Santa Cruz, l'University of California, Merced e l'University of Georgia), e pubblicato sulla rivista Frontiers in Microbiology ha suggerito che le stelle marine vittime dell'SSWD in realtà potrebbero essere in difficoltà respiratorie e starebbero letteralmente "annegando" nei loro habitat poiché l'elevata attività microbica derivata dalla vicina materia organica e le temperature degli oceani sempre più calde stanno privando queste creature della loro capacità di rifiatare. Al riguardo Ian Hewson, uno dei principali autori, ha affermato: "In quanto esseri umani, respiriamo, ventiliamo, portiamo aria nei nostri polmoni ed espiriamo. Le stelle marine diffondono ossigeno sulla loro superficie esterna attraverso piccole strutture, chiamate papule o branchie della pelle. Se non c'è abbastanza ossigeno intorno alle papule, la stella marina non riesce a respirare". In pratica, sempre secondo lo scienziato, le attuali condizioni oceaniche starebbero portando alla produzione di quantità insolite di materiale organico, che a suo dire starebbe spingendo i batteri a prosperare: man mano che i batteri consumano la materia organica, esauriscono l'ossigeno nell'acqua, creando un microambiente a basso contenuto di ossigeno che circonda le stelle marine e porta a sgonfiamento, scolorimento, gonfiore e torsione o arricciamento degli arti. In merito a ciò lo stesso Ian Hewson ha proseguito spiegando: "Si tratta di una cascata di problemi che inizia con i cambiamenti dell'ambiente. La maggior parte della materia organica proviene dall'essudazione microscopica di alghe, (uno scarto), dall'escrezione ed ingestione di zooplancton, e da carcasse di animali in decomposizione. Questo stimola un gruppo di batteri chiamati copiotrofi, che sopravvivono sul carbonio e consumano rapidamente la materia organica. I copiotrofi respirano e quindi mentre assorbono la materia organica esauriscono l'ossigeno nello spazio acquoso della stella marina". Ed ha poi continuato aggiungendo: "Se c'è una stella marina morta ed in putrefazione accanto ad una stella marina sana, tutta la materia organica di quella morta va alla deriva ed alimenta i batteri, creando un ambiente ipossico. Sembra che tale malattia si stia trasmettendo". Comunque sia lo studioso ha, infine, concluso sostenendo: "Sebbene debba essere fatto più lavoro scientifico, le nostre scoperte ridisegnano la discussione sull'ecologia delle malattie marine, che si è concentrata sulle malattie patogene. Dovremmo ora includere i microrganismi che non causano direttamente la patologia, dal momento che possono avere una chiave per influenzare la salute delle stelle marine".

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