Svelato che l'eccesso di lievito intestinale nei neonati può aumentare il rischio di asma più tardi nella vita.


In apparenza una crescita eccessiva di lievito nell'intestino nei primi mesi di vita può causare cambiamenti al sistema immunitario che portano ad un aumentato rischio di asma più tardi; o almeno questo è quanto hanno scoperto di recente alcuni ricercatori dell'University of British Columbia, (in collaborazione con l'University of Manitoba, l'University of Alberta, il The Hospital for Sick Children e la McMaster University), tramite uno studio pubblicato sulla rivista eLife, i cui risultati hanno, appunto, trovato una possibile causa della suddetta malattia e potrebbero aiutare la comunità scientifica a sviluppare nuove strategie per prevenirla o trattarla. In pratica, come già noto, l'asma è una condizione polmonare comune e talvolta difficile da gestire, che dura tutta la vita e colpisce un bambino su 10 nei Paesi sviluppati: considerando che il periodo subito dopo la nascita rappresenta una finestra critica per lo sviluppo di un sistema immunitario ed un microbiota intestinale sani, ricerche precedenti avevano associato le interruzioni dei batteri intestinali che producono composti anti-infiammatori, (chiamati acidi grassi a catena corta o SCFA), durante l'inizio della vita proprio al suddetto disturbo respiratorio. Al riguardo Rozlyn Boutin, uno dei principali autori della sopracitata ricerca, ha affermato: "Abbiamo recentemente dimostrato che la crescita eccessiva di un tipo di lievito intestinale chiamato Pichia kudriavzevii nei neonati in Ecuador è associata a un aumento del rischio di asma. In questo studio abbiamo voluto vedere se potevamo replicare questi risultati nei bambini di un ambiente industrializzato ed identificare come i funghi del microbiota intestinale influenzano lo sviluppo del sistema immunitario". In sostanza gli scienziati hanno condotto un esame di 123 neonati in Canada, (che fanno parte del CHILD Cohort Study), ed anche in questo caso hanno rivelato che una crescita eccessiva del Pichia kudriavzevii nelle feci dei neonati durante i primi 3 mesi di vita risultava essere connessa ad un rischio maggiore di sviluppare l'asma più tardi nella vita. Ad ogni modo per capire meglio come questo legame sia possibile, gli studiosi hanno somministrato il Pichia kudriavzevii ad un gruppo di topi da laboratorio appena nati con una comunità di microbiota intestinale immatura: così facendo hanno osservato che i roditori neonati esposti al lievito in questione sperimentavano un'infiammazione polmonare più aggressiva rispetto a quelli che non erano stati esposti; tuttavia applicando il Pichia kudriavzevii ad un modello mirino adolescente, è emerso che ciò non causava il medesimo eccesso di infiammazione. In merito a ciò lo stesso Rozlyn Boutin ha proseguito spiegando: "I nostri risultati mostrano che c'è una finestra critica nella prima vita in cui le interruzioni del microbiota intestinale causate dal Pichia kudriavzevii influenzano lo sviluppo del sistema immunitario ed aumentano il rischio e la gravità dell'asma più tardi nella vita". Comunque sia, sebbene, come già anticipato, lavori precedenti abbiano dimostrato che gli SCFA batterici hanno effetti benefici sullo sviluppo immunitario che proteggono dall'asma, adesso nel corso del suddetto nuovo studio i ricercatori hanno anche constatato che gli SCFA anti-infiammatori prodotti dai batteri intestinali possono inibire la crescita del Pichia kudriavzevii. A tal proposito Brett Finlay, altro principale responsabile dell'indagine in questione, ha, infine, concluso dichiarando: "Le risposte immunitarie alle interruzioni dei microbi intestinali all'inizio della vita hanno conseguenze a lungo termine per le malattie del sistema immunitario più tardi nella vita. Il nostro studio aggiunge informazioni alla nostra comprensione dell'asma associata al microbiota intestinale e suggerisce che inibire la crescita eccessiva del lievito con gli SCFA nel primo periodo di vita potrebbe essere un approccio efficace per prevenire questa condizione".

Commenti