Svelato che la Salmonella sfrutta le cellule epiteliali per colonizzare l'intestino.


Sembra proprio che il tentativo del sistema immunitario di eliminare i batteri della Salmonella dal tratto gastro-intestinale faciliti invece la colonizzazione del tratto intestinale e lo spargimento fecale; o almeno questo è quanto hanno scoperto recentemente alcuni ricercatori del National Institutes of Allergy and Infectious Diseases, (noto anche con la sigla NIAID), grazie ad uno studio i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Cell Host & Microbe. In pratica, come già risaputo, i bacilli della Salmonella Typhimurium vivono nell'intestino e spesso causano gastroenteriti: secondo le stime dei Centers for Disease Control and Prevention, solo negli Stati Uniti questi microbi causano circa 1,35 milioni di infezioni, 26.500 ricoveri e 420 morti ogni anno. Inoltre il cibo contaminato risulta essere la fonte della gran parte di queste malattie e, nonostante la maggior parte delle persone che si ammalano di Salmonella vanno incontro a diarrea, febbre e crampi allo stomaco, fortunatamente si riprendono senza alcun trattamento specifico: generalmente gli antibiotici vengono, infatti, impiegati soltanto per trattare le persone che hanno una malattia grave oppure che sono a rischio. Tuttavia, anche se la malattia clinica di solito si risolve in pochi giorni, i batteri possono persistere nel tratto gastro-intestinale per molto più tempo: lo spargimento fecale dei bacilli facilita la trasmissione a nuovi ospiti, specialmente da parte dei cosiddetti "super spargitori" che rilasciano un alto numero di microbi nelle loro feci. Ad ogni modo da un po' di tempo gli scienziati del NIAID stanno studiando come i batteri della Salmonella stabiliscono e mantengono un punto d'appoggio nel tratto gastro-intestinale dei mammiferi: una delle prime linee di difesa presenti in tale tratto è un singolo strato di cellule epiteliali intestinali, le quali assorbono i nutrienti e costituiscono, appunto, una barriera fondamentale che a sua volta impedisce agli agenti patogeni di diffondersi nei tessuti più profondi; quando i batteri invadono queste cellule, esse vengono, infatti, espulse nel lume intestinale, (ossia la parte cava dell'intestino). In ogni caso, però, nel corso di ricerche precedenti gli stessi studiosi avevano osservato come alcuni bacilli della Salmonella fossero in grado di replicarsi rapidamente nel citosol delle cellule epiteliali intestinali; il che li ha spinti a domandarsi: "l'espulsione della cellula infetta amplifica piuttosto che eliminare i batteri?". Ed è stato proprio per trovare una risposta a questo dilemma che durante la suddetta nuova indagine i ricercatori hanno ingegnerizzato geneticamente gli agenti patogeni della Salmonella in modo che si autodistruggessero se esposti al citosol delle cellule epiteliali, ma crescessero normalmente in altri ambienti, (compreso il lume intestinale). Successivamente gli scienziati hanno infettato alcuni topi da laboratorio con questi batteri ingegnerizzati ed hanno visto che, come già anticipato, la replicazione nel citosol delle cellule epiteliali intestinali risultava essere un passaggio importante per la colonizzazione del tratto gastro-intestinale ed alimentava lo spargimento fecale. Comunque sia adesso gli studiosi hanno ipotizzato che dirottando la risposta delle cellule epiteliali la Salmonella è in grado di amplificare la sua capacità di invadere le cellule vicine e disseminarsi nell'intestino per lo spargimento fecale. Al riguardo hanno, infine, spiegato: "Questo è un esempio di come la pressione esercitata dalla risposta immunitaria dell'ospite può guidare l'evoluzione di un agente patogeno, e viceversa. Le nuove intuizioni offrono nuove strade per sviluppare nuovi interventi per ridurre il peso di questo importante patogeno".

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