Identificate delle cellule T non convenzionali che promuovono l'immunità contro la malaria.


Poco meno di un mese fa alcuni ricercatori del Biomedicine Discovery Institute della Monash University, (in collaborazione con il Walter and Eliza Hall Institute of Medical Research, il Center for Vaccine Development and Global Health, l'Emory University, l'University of California San Francisco School of Medicine, il National Institute of Allergy and Infectious Diseases, l'Hudson Institute of Medicine e l'University of Sciences, Techniques and Technologies of Bamako), nel corso di uno studio i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science Translation Medicine, hanno raggiunto una svolta vitale nella comprensione di un inedito aspetto della risposta immunitaria alla malaria, che aiuterà quasi certamente nello sviluppo di un futuro vaccino. In pratica, come già risaputo, tale patologia è causata da un'infezione con una specie di parassita mortale chiamato Plasmodium falciparum e sebbene sia una delle malattie globali più diffuse al mondo, (l'Organizzazione Mondiale della Sanità stima, infatti, 200 milioni di infezioni e 500.000 morti ogni anno), gli sforzi per mettere a punto un vaccino efficace sono stati limitati da una mancanza di comprensione della risposta immunitaria che guida l'immunità. Tuttavia, come già anticipato, la suddetta nuova ricerca è riuscita a scoprire che un gruppo poco compreso di cellule immunitarie, (chiamate cellule T gamma delta), sono direttamente coinvolte nella promozione della protezione clinica proprio dalla malaria: queste particolari cellule esprimono un recettore unico delle cellule T, (noto con la sigla TCR), il quale risulta essere coinvolto nel riconoscimento dei frammenti del Plasmodium falciparum. In sostanza utilizzando campioni umani provenienti da studi clinici che hanno esplorato la risposta immunitaria naturale alla malaria, gli scienziati sono stati in grado di ottenere una mappa dettagliata di come le cellule T gamma delta ed il TCR gamma delta rispondono alle ripetute infezioni stagionali e sperimentali del parassita di cui sopra: nonostante molti aspetti dei meccanismi di difesa del sistema immunitario fossero attivamente evitati o smorzati dal complesso ciclo di vita di Plasmodium falciparum, si è visto che le cellule in questione erano altamente reattive e si evolvevano per tollerare le ripetute infezioni; il che ha rimodellato la comprensione di come queste singolari cellule T interagiscono con pericolosi agenti patogeni ed ha fornito nuove strade per future scoperte. Al riguardo Anouk von Borstel, una delle principali autrici del sopracitato lavoro, ha spiegato: "Le nostre scoperte relative alle cellule T gamma delta come una componente essenziale per una risposta immunitaria efficace alla malaria saranno molto importanti per lo sviluppo di futuri vaccini. Le cellule T gamma delta non sono molto ben comprese ed i nostri risultati mostrano che il TCR gamma delta è fondamentale per la loro risposta alla malaria, il che aprirà nuove aree per sfruttare queste cellule contro le malattie infettive". Mentre Martin Davey, altro principale responsabile dell'indagine, ha, infine concluso, dichiarando: "Queste cellule sono state a lungo pensate per essere coinvolte nell'immunità alla malaria, ma il loro ruolo potenziale e come lo fanno finora non era stato chiarito. Questo studio internazionale fornisce una svolta nella nostra comprensione dell'immunità delle cellule T gamma delta e la prova della loro importanza vitale nella lotta contro gli agenti patogeni infettivi. Queste sono importanti cellule T che formano una componente importante della risposta immunitaria alla malaria. Con una maggiore comprensione di come il nostro sistema immunitario opera in risposta alle malattie infettive, possiamo rivelare fattori cruciali che possono essere forniti dai vaccini di prossima generazione".

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