Secondo una nuova ipotesi, la Gioconda soffriva di ipotiroidismo.


Sembra proprio che la Monna Lisa, (o Gioconda, che dir si voglia), di Leonardo Da Vinci, simbolo di una bellezza enigmatica che ha attraversato i secoli, soffriva di problemi alla tiroide, (nello specifico di ipotiroidismo); o almeno questa è una nuova ipotesi avanzata di recente da Mandeep R. Mehra, direttore medico dell'Heart & Vascular Center del Brigham and Women's Hospital, in una lunga lettera pubblicata sulla rivista Mayo Clinic Proceedings. Difatti in quest'ultima si può leggere: «La moglie di Francesco del Giocondo soffriva di un'insufficienza alla tiroide determinata probabilmente da una forma di tiroidismo periparto: Lisa Gherardini, infatti, aveva partorito da poco quando il ritratto fu commissionato a Leonardo». Inoltre questi problemi di salute erano aggravati dalle condizioni di vita e dalle abitudini alimentari diffuse in Italia durante il Rinascimento: all'epoca la dieta degli italiani, ed in particolare dei fiorentini, era povera di iodio e si basava principalmente su cereali, radici e verdure, con poca carne e pesce, (quasi assente nei centri che non si affacciavano sul mare); senza contare le frequenti carestie determinate dai raccolti scarsi. Ad ogni modo Mandeep R. Mehra, (in collaborazione con Hilary Campbell dell'Università della California, Santa Barbara), è arrivato a tale ipotesi studiando alcune caratteristiche fisiche della donna ed in particolar modo il colore della pelle suggerito dal dipinto e tendente al giallastro, i capelli piuttosto diradati sulla fronte, l'assenza di sopracciglia ed un possibile accenno di gozzo. In sostanza il primo sarebbe un tratto correlato direttamente all'ipotiroidismo, poiché in questo caso l'organismo non riesce più a convertire il beta-carotene in vitamina A e l'eccesso si deposita nello strato più superficiale della cute; mentre gli altri 3 tratti sarebbero serviti per confermare tale diagnosi. Tra l'altro in passato alcuni studi avevano messo in evidenza la possibile presenza di un gozzo descrivendolo come "puffy neck", (in italiano "collo gonfio"); mentre una recente ricerca condotto da alcuni ricercatori del Policlinico Umberto I di Roma, coordinati da Vincenzo Sterpetti, ha segnalato la presenza significativa nell'arte rinascimentale italiana di soggetti con il rigonfiamento della tiroide; il che ha dimostrato anche l'incidenza della patologia in quell'epoca. Ma non è tutto, in quanto nel 2004 alcuni reumatologi ed endocrinologi, basandosi sulle lesioni cutanee della palpebra superiore sinistra e sul rigonfiamento del dorso della mano destra, (entrambi visibili nel ritratto), le avevano diagnosticato rispettivamente uno xantelasma ed un lipoma sottocutaneo ed avevano affermato che l'iperlipidemia familiare e l'aterosclerosi precoce potevano essere stati la causa della morte di Lisa Gherardini; anche se, secondo lo stesso Mandeep R. Mehra, ciò risulterebbe improbabile, se non impossibile, considerando il fatto che la donna sia vissuta fino a 63 anni, (e non 37, come riportato in passato), e che all'epoca in Italia i trattamenti disponibili erano limitati. Per di più pare che anche il famoso sorriso appena accennato sia stato causato dai problemi di salute di cui era affetta: nello studio del 2004, infatti, gli esperti l'avevano collegato alla Paralisi di Bell; mentre nella suddetta nuova ipotesi ha evidenziato che l'enigmatico sorriso della Gioconda potrebbe indicare un deficit psicomotorio ed una debolezza muscolare. Comunque sia, nonostante abbiano ammesso che "la verità potrebbe trovarsi altrove", (sopracciglia e capelli erano così forse perché intenzionalmente depilati e tagliati, secondo l'usi dell'epoca; mentre il colore giallo della pelle ed il suddetto sorriso potrebbero anche essere rispettivamente una conseguenza dell'usura della tela e l'effetto dello sfumato leonardesco), i suddetti ricercatori hanno, infine, concluso spiegando: "La nostra teoria unitaria è comunque plausibile quanto le spiegazioni multiple fornite negli anni. Noi crediamo che l'enigma della Monna Lisa possa essere risolto con una semplice diagnosi medica di ipotiroidismo. In vari modi, è il fascino delle imperfezioni della malattia che dà a questo capolavoro il suo misterioso realismo e lo charme".

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