Dimostrato che la "sindrome del cuore spezzato" potrebbe avrebbe origine nel cervello.


A quanto pare il cervello potrebbe essere coinvolto nell'insorgenza della cosiddetta "sindrome del cuore spezzato"; o almeno questo è quanto hanno dimostrato di recente alcuni scienziati dell'Ospedale Universitario di Zurigo attraverso uno studio pubblicato sulla rivista European Heart Journal e, secondo il quale, all'origine di questa patologia ci sarebbe un'errata comunicazione tra le regioni cerebrali che controllano le emozioni e le funzioni autonome dell'organismo, (come, ad esempio, la respirazione ed il battito cardiaco). In pratica per chi non lo sapesse la sindrome in questione, (nota anche come "cardiomiopatia da stress" o "sindrome di tako-tsubo"), si manifesta con sintomi molto simili a quelli dell'infarto miocardico: provoca dolore al petto o affanno improvviso, in associazione con alterazioni dell'elettrocardiogramma. Tuttavia le coronarie del paziente risultano normali e non presentano restringimenti: quello che cambia è invece la forma del cuore, che assume l'aspetto di un palloncino, simile al tipico vaso, (chiamato, appunto, tsubo), che i giapponesi usano per raccogliere i polipi, (ovvero tako). Inoltre si tratta di una patologia colpisce soprattutto le donne, prevalentemente dopo uno stress emotivo, (nel 30% dei casi per un lutto), o fisico, (nel 36% per un intervento chirurgico), e nella metà dei casi è associata a disturbi mentali come, per esempio, la depressione. Ad ogni modo per scoprirne l'origine, i ricercatori svizzeri hanno sottoposto alla risonanza magnetica l'encefalo di 15 pazienti affetti dalla sindrome in questione e 39 persone del tutto sane. Tra l'altro, dopo aver confrontato le loro scansioni cerebrali, gli studiosi hanno scoperto che gli individui colpiti da cardiomiopatia da stress presentavano delle alterazioni nelle vie di comunicazione del cervello: nello specifico, in questi pazienti le regioni responsabili dell'elaborazione delle emozioni e delle funzioni autonome dell'organismo, (come l'amigdala, l'ippocampo ed il giro dentato), non sembravano in grado di comunicare fra loro in modo corretto. Al riguardo Christian Templin, uno dei principali autori della ricerca, ha, infine, spiegato: "Per la prima volta abbiamo identificato una correlazione tra le alterazioni dell'attività funzionale di specifiche regioni del cervello e la sindrome del cuore spezzato: questo supporta fortemente l'idea che il cervello sia coinvolto nell'insorgenza della patologia. Lo stress emotivo e fisico è fortemente associato alla sindrome, per cui è stato ipotizzato che la sovrastimolazione del sistema nervoso autonomo potrebbe causarne lo sviluppo".

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