Scoperto che le cellule immunitarie ricollegano e riparano il cervello durante il sonno.


Si sa, molte cose buone accadono nel cervello durante il sonno, (come, ad esempio, l'apprendimento ed i ricordi si consolidano e gli "scarti" vengono eliminati), ed adesso un nuovo studio, condotto su modello murino da alcuni ricercatori dell'University of Rochester Medical Center e del Massachusetts Institute of Technology, (noto anche con la sigla MIT), ed i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Neuroscience, ha mostrato per la prima volta come importanti cellule immunitarie, (chiamate microglia), le quali svolgono un ruolo fondamentale nella riorganizzazione delle connessioni tra le cellule nervose, nella lotta alle infezioni e nella riparazione dei danni, risultano essere principalmente attive proprio quando si dorme. In pratica si tratta di una scoperta che ha implicazioni per la plasticità cerebrale, per malattie come i disturbi dello spettro autistico, la schizofrenia e la demenza, (che insorgono, appunto, quando le reti del cervello non sono mantenute correttamente), e per l'abilità del cervello di combattere le infezioni e riparare i danni subiti a seguito di un ictus o una lesione traumatica. Al riguardo Ania Majewska, una delle principali autrici della ricerca, ha spiegato: "È stato in gran parte ipotizzato che il movimento dinamico dei processi microgliali non sia sensibile allo stato comportamentale dell'animale. Questo studio mostra che i segnali nel nostro cervello che modulano il sonno e lo stato di veglia agiscono anche come un interruttore che spegne ed accende il sistema immunitario". In sostanza gli scienziati hanno osservato che le cellule della microglia servono come primi soccorritori del cervello: pattugliano le aree cerebrali ed il midollo spinale attivandosi per eliminare le infezioni o divorare i detriti dal tessuto cellulare morto. Tuttavia è stato solo di recente che gli esperti hanno dimostrato che anche queste cellule svolgono un ruolo importante, appunto, nella plasticità cerebrale, vale a dire il processo attraverso il quale le complesse reti e connessioni tra i neuroni vengono cablate e ricablate durante lo sviluppo e per supportare le funzioni di apprendimento, memoria, cognizione e motorie. Ad ogni modo durante studi precedenti gli stessi studiosi avevano rilevato come la microglia interagisce con le sinapsi, (ovvero il punto in cui gli assoni di un neurone si connettono e comunicano con i vicini), aiutando a mantenere la loro salute e funzione e favorendo la "potatura" delle cellule nervose quando non sono più necessarie per le funzioni cerebrali. Invece la suddetta nuova ricerca ha scoperto il ruolo della noradrenalina, cioè un neurotrasmettitore che segnala l'eccitazione e lo stress nel sistema nervoso centrale e che è risultata essere presente a bassi livelli nel cervello durante il sonno: quando la sua produzione aumenta, le cellule nervose vengono eccitate e ciò fa sì che l'organismo si svegli e si metta in allerta. Tra l'altro i ricercatori hanno anche visto che la noradrenalina agisce su uno specifico recettore, (ossia il recettore adrenergico beta-2), che viene espresso ad alti livelli proprio nella microglia e che quando è presente nel cervello, induce queste cellule in una sorta di letargo. Inoltre lo studio in questione, (che ha utilizzato una tecnologia di imaging avanzata la quale ha consentito agli scienziati di osservare l'attività nel cervello), ha evidenziato che quando i topi erano esposti ad alti livelli di noradrenalina, le cellule della microglia si rendevano inattive e non erano in grado di rispondere alle lesioni locali e si ritiravano dal loro ruolo nel ricablare le reti cerebrali. A tal proposito Rianne Stowell, altra principale autrice, ha dichiarato: "Questo lavoro suggerisce che il rimodellamento potenziato dei circuiti neurali e la riparazione delle lesioni durante il sonno possono essere mediati in parte dalla capacità delle microglia di interagire dinamicamente con il cervello. Nel complesso, questa ricerca mostra anche che le microglia sono molto sensibili ai segnali che modulano la funzione cerebrale e che le dinamiche e le funzioni delle microglia sono modulate dallo stato comportamentale dell'animale". Comunque sia questo nuovo studio ha rafforzato l'importante relazione tra sonno e salute del cervello e potrebbe, infine, aiutare a spiegare la relazione stabilita tra i disturbi del sonno e l'insorgenza di condizioni neurodegenerative come l'Alzheimer ed il Parkinson.

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