Svelato che i 16 Rotoli del Mar Morto custoditi nel Museo della Bibbia sono tutti dei falsi moderni.


Sembra proprio che i famigerati Rotoli del Mar Morto, (ossia una serie di antichi manoscritti della Bibbia ebraica che includono passaggi del Vecchio Testamento risalenti fino a 2.000 anni fa), potrebbero essere fasulli; o almeno questo è quanto hanno scoperto alcuni ricercatori del Museo della Bibbia di Washington, (dove i 16 rotoli sono custoditi), a seguito di diversi studi condotti proprio per accertarsi dell'origine di quelli che si pensava potessero essere i preziosi frammenti delle Sacre Scritture, nonché le più antiche copie sopravvissute della Bibbia ebraica. Al riguardo Harry Hargrave, in un'intervista concessa al National Geographic, difendendo l'istituzione che aveva avviato una verifica sui frammenti esposti, dopo che 5 pergamene erano state rimosse dal percorso espositivo quasi 2 anni fa perché ritenute fasulle da un esame scientifico condotto in Germania, ha affermato: "Il Museo della Bibbia sta cercando di essere il più trasparente possibile. Siamo vittime, vittime di false dichiarazioni, vittime di frodi". Tuttavia adesso la questione ha visto sotto accusa l'intera collezione di tali manoscritti: gli studiosi del suddetto ente indipendente hanno, infatti, dovuto ammettere durante una conferenza stampa che si tratta di falsi moderni, nei quali sembrano essere incappati senza accorgersene collezionisti, museo e persino alcuni dei più eminenti studiosi biblici del mondo. Insomma, ora la verità è venuta a galla e si trova racchiusa in un documento di oltre 200 pagine che il team di esperti ha redatto sotto la guida dell'esperta di frodi d'arte Colette Loll. In pratica i dettagli sui frammenti di pergamena rivelano che molto probabilmente si tratta di pelle antica, (recuperata dagli scarti trovati nel deserto della Giudea o altrove: una possibilità allettante è che questi provengano da antiche scarpe in pelle o sandali), inchiostrata in tempi moderni e trattata ad arte con un intruglio ambrato per poter farla sembrare quella dei veri Rotoli del Mar Morto. Non a caso in merito a ciò la stessa Colette Loll ha spiegato: "Questi frammenti sono stati manipolati con l'intento di ingannare"; mentre Abigail Quandt, una delle principali autrici delle ricerche, ha aggiunto: "Il materiale è degradato, è così fragile e così poco flessibile. Non meraviglia il fatto che gli studiosi pensassero che fossero scribi non trattati, perché stavano davvero lottando per formare questi personaggi e tenere le loro penne sotto controllo". Ad ogni modo va detto che tali nuove scoperte non hanno però gettano alcuna ombra sui 100.000 veri frammenti dei Rotoli del Mar Morto, custoditi in gran parte nel Santuario del Libro che fa parte del Museo di Israele: i risultati del suddetto rapporto hanno sollevano gravi interrogativi sui reperti tornati alla luce nel "post-2002", vale a dire un gruppo di circa 70 frammenti del testo biblico giunto sul mercato antiquario, appunto, nei primi anni 2000; si tratta di una tesi sostenuta da diversi scienziati che avevano già messo in dubbio tali frammenti, ritenendoli anche in questi casi dei falsi moderni. In sostanza, come già anticipato, dopo la sua apertura nel 2017, il Museo della Bibbia ha finanziato la ricerca sui frammenti e ne ha inviati 5 al Federal Institute for Materials Research and Testing per far sì che venissero effettuati i dovuti test sull'autenticità: alla fine del 2018, il museo aveva annunciato che tutti e 5 i frammenti testati erano probabilmente falsi moderni. Quindi non restava che verificare l'origine dei restanti 11 frammenti e così nel Febbraio 2019 il Museo della Bibbia ha contattato Colette Loll e la sua società, (l'Art Fraud Insights), incaricandola di condurre un'indagine scientifica approfondita di tutti i 16 rotoli: a ricerca conclusa, nel Novembre scorso, gli studiosi che hanno affiancato l'esperta sono giunti alla conclusione che, come già detto, i tutti i frammenti conservati nel museo statunitense sono in realtà tutti dei falsi moderni. A tal proposito Jeffrey Kloha, altro responsabile delle analisi effettuate al microscopio, ha commentato: "Era davvero, (ed è ancora), un tipo interessante di romanzo poliziesco. Speriamo davvero che ciò sia utile per altre istituzioni e ricercatori, perché pensiamo che ciò fornisca una buona base per guardare altri pezzi, anche se solleva altre domande". E successivamente ha proseguito dichiarando: "Speravo di avere un frammento vero, perché poi avremmo potuto mostrarlo e dire: "Ok, eccone uno vero, ecco un falso, puoi dire la differenza?". Il nostro lavoro come museo è di aiutare il pubblico a capire, ed adesso questa è una parte della storia dei Rotoli del Mar Morto, nel bene o nel male". Comunque sia Christopher Rollston, specialista coinvolto nei suddetti studi, ha, infine, concluso sostenendo: "Il Museo della Bibbia ha fatto cose davvero brutte da 8 a 10 anni fa, e sono state giustamente criticate severamente. Credo che negli ultimi anni abbiano fatto numerosi tentativi di correggere la rotta. Se c'è un tema presente nella Bibbia, è quello del perdono e della possibilità di redenzione dopo che qualcuno finalmente si è ripulito".

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