Dimostrato che il temperamento infantile può prevedere la futura personalità da adulti.


Sembra proprio che l'inibizione comportamentale durante l'infanzia può predire una personalità riservata ed introversa all'età di 26 anni, e che gli individui che mostrano una maggiore sensibilità a commettere errori nel corso dell'adolescenza hanno un rischio più elevato di interiorizzare i disturbi, (come, ad esempio, ansia e depressione), sempre in età adulta. O almeno questo è quanto hanno fatto sapere di recente alcuni ricercatori dell'Università del Maryland, (in collaborazione con la Catholic University of America ed i National Institutes of Health), tramite uno studio pubblicato sulla rivista PNAS, il quale ha preso in esame il modo in cui il temperamento modella i risultati del corso di vita degli adulti, fornendo una solida prova di ciò. Al riguardo Daniel Pine, uno dei principali autori della suddetta ricerca ha spiegato: "Mentre molti studi collegano il comportamento della prima infanzia al rischio di psicopatologia, i risultati del nostro studio sono unici. Questo perché il nostro studio ha valutato il temperamento molto presto nella vita, collegandolo ai risultati che si verificano oltre 20 anni più tardi, attraverso differenze individuali nei processi neurali". In pratica, come già noto, il temperamento si riferisce alle differenze individuali basate biologicamente nel modo in cui le persone reagiscono emotivamente e comportamentalmente al mondo che le circonda: durante l'infanzia il temperamento funge da fondamento della personalità futura. Inoltre un tipo specifico di temperamento, (chiamato, appunto, inibizione comportamentale o BI), è caratterizzato da un comportamento cauto, pauroso ed evasivo nei confronti di altre persone, oggetti e situazioni non familiari: si è scoperto che la BI è relativamente stabile durante la fanciullezza e l'infanzia, e che i bambini con questo tipo di temperamento risultano essere maggiormente a rischio di sviluppare disturbi di astinenza sociale ed ansia rispetto agli altri bambini. Tuttavia, sebbene questi risultati abbiano suggerito gli esiti a lungo termine del temperamento infantile "inibito", finora soltanto due studi precedenti hanno seguito i bambini con BI dalla prima infanzia all'età adulta. Invece la recente analisi in questione ha reclutato il campione dei partecipanti a 4 mesi di età e li ha caratterizzati per la BI a 14 mesi, (ossia quasi due anni prima degli studi longitudinali precedentemente pubblicati). Tra l'altro, a differenza dei suddetti due lavori pubblicati in precedenza, questa volta gli scienziati hanno incluso anche una misura neurofisiologica per cercare di identificare le differenze individuali di rischio per la successiva psicopatologia. Ad ogni modo all'età di 15 anni i partecipanti a questo nuovo studio sono tornati in laboratorio per fornire dati neurofisiologici: tali misure sono state utilizzate per valutare la negatività legata all'errore, (nota anche con la sigla ERN), vale a dire un calo negativo del segnale elettrico registrato dal cervello che si verifica a seguito di risposte errate su compiti informatizzati e che riflette il grado in cui le persone sono sensibili agli errori. In sostanza, come già anticipato, un segnale di ERN più alta è stato associato a condizioni di interiorizzazione, (come, ad esempio, l'ansia); mentre una negatività legata all'errore più bassa è stata associata a condizioni di esteriorizzazione, (come, per esempio, l'impulsività e l'uso di sostanze stupefacenti). In ogni caso nella terza fase della ricerca gli studiosi hanno riconvocato i partecipanti una volta compiuti i 26 anni per effettuare le valutazioni finali di psicopatologia, personalità, funzionamento sociale, risultati scolastici ed occupazionali. In merito a ciò Nathan Fox, altro principale responsabile delle analisi, ha affermato: "È incredibile che siamo riusciti a rimanere in contatto con questo gruppo di persone per così tanti anni. Prima i loro genitori, ed ora continuano ad essere interessati e coinvolti nel lavoro". Per farla breve i ricercatori hanno osservato che, come già detto, la BI a 14 mesi prevedeva una personalità più riservata, meno relazioni romantiche negli ultimi 10 anni ed un funzionamento sociale inferiore con amici e familiari, appunto, all'età di 26 anni. In aggiunta dai risultati è emerso che l'inibizione comportamentale 14 mesi aveva anche predetto livelli più alti di interiorizzazione della psicopatologia in età adulta, ma solo per coloro che avevano mostrato segnali di ERN più alti all'età di 15 anni; mentre la BI non è stata associata all'esternalizzazione della psicopatologia generale o con risultati di istruzione ed occupazione. Insomma, questo nuovo lavoro ha evidenziato la natura duratura del temperamento precoce sui risultati degli adulti ed ha suggerito che i marcatori neurofisiologici, (come, appunto, la negatività correlata agli errori), possono aiutare ad identificare gli individui più a rischio per lo sviluppo della psicopatologia interiorizzante in età adulta. A tal proposito lo stesso Nathan Fox ha, infine, concluso sostenendo: "Abbiamo studiato la biologia dell'inibizione comportamentale nel tempo ed è chiaro che ha un profondo effetto che influenza i risultati dello sviluppo". Comunque sia, anche se questa ricerca ha replicato ed ampliato quelle passate in questo settore, sarebbero necessari ulteriori lavori futuri con campioni più grandi e diversificati per comprendere, infine, la generalizzabilità dei risultati appena ottenuti.

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