Trovata una connessione tra l'esposizione paterna al ritardante di fiamma PBB153 ed i difetti alla nascita dei figli.


Apparentemente l'esposizione ad un ritardante di fiamma ora vietato può alterare il codice genetico degli spermatozoi, portando a gravi difetti di salute nella prole; o almeno questo è quanto hanno fatto sapere alcuni ricercatori dell'Università della Georgia, dell'Emory University School of Medicine, della McGovern Medical School e dello Yerkes National Primate Research Center, tramite uno studio pubblicato lo scorso mese su Scientific Reports, il quale è stato il primo ad esaminare in che modo il bifenile polibromurato 153, (ovvero il componente chimico primario del ritardante di fiamma FireMaster, noto anche con la sigla PBB153), influisce sulla riproduzione paterna. In pratica, come già risaputo, nel 1973 circa 6,5 ​​milioni residenti nel Michigan furono esposti al PBB153 quando il FireMaster fu accidentalmente inviato ai mulini statali, dove si fece strada nella fornitura di cibo, e negli ultimi decenni una svariata serie di problemi di salute, (tra cui, ad esempio, scolorimento della pelle, mal di testa, vertigini, dolori articolari e persino alcuni tumori), sono stati collegati a tale esposizione. Inoltre, fatto ancora più sorprendente, diverse ricerche precedenti hanno visto che pure i bambini di coloro che erano stati esposti al suddetto ritardante di fiamma sembravano sperimentare a loro volta una serie di problemi di salute, (come, per esempio, ernie o accumuli nello scroto per i neonati ed una maggiore possibilità di morte endouterina fetale o aborto spontaneo tra le figlie adulte). Tuttavia finora sono state effettuate poche analisi per capire realmente come l'esposizione chimica al PBB153 avrebbe potuto avere un impatto sui geni trasmessi ai figli da un padre esposto. Al riguardo Katherine Greeson, una delle principali autrici dello studio in questione, ha affermato: "È ancora un'idea relativamente nuova che le esposizioni di un uomo prima del concepimento possano avere un impatto sulla salute dei suoi figli. La maggior parte delle ricerche in cui si è osservato un effetto tossico nei bambini ha preso in esame solo le madri e lo stesso è stato fatto per gli studi condotti sul PBB153". Per questo motivo adesso gli scienziati hanno deciso di usare una combinazione unica di approcci osservativi e di laboratorio per dimostrare come il PBB153 ha agito sulle cellule spermatiche. In merito a ciò la stessa Katherine Greeson ha proseguito spiegando: "Tipicamente gli studi scientifici sono o di natura epidemiologica ed intrinsecamente osservativi o focalizzati sulla scienza da banco, ma in questo studio abbiamo fatto entrambe le cose. Questo approccio ci ha permesso di imitare i livelli noti di esposizione al sangue del suddetto ritardante di fiamma in un ambiente di laboratorio. Siamo stati unicamente in grado di ricreare questo effetto utilizzando il nostro modello di spermatogenesi umano precedentemente caratterizzato per lo studio di tale processo, il quale ci ha permesso di analizzare il meccanismo che provoca questo effetto nell'uomo". In sostanza entrando in po' più nei dettagli gli studiosi hanno esaminato l'espressione di diversi geni nel loro modello di spermatogenesi umana dopo il dosaggio con PBB153 ed hanno osservato marcate alterazioni nell'espressione genica tra le cellule dosate e quelle non dosate: in particolare si trattava di geni importanti per lo sviluppo, (come, ad esempio, quello dell'organo embrionale, degli arti, dei muscoli e del sistema nervoso). A tal proposito Katherine Greeson ha poi continuato dichiarando: "Il PBB153 provoca cambiamenti nel DNA degli spermatozoi in un modo che cambia il modo in cui i geni vengono accesi e spenti. Il PBB153 sembra attivare questi geni nello sperma che normalmente dovrebbero essere disattivati; il che potrebbe spiegare alcuni dei problemi di salute correlati al sistema endocrino osservati nei bambini dei genitori esposti". Ed ha, infine, concluso sostenendo: "Sebbene il nostro studio abbia utilizzato questo modello per replicare direttamente l'esposizione al PBB153, questo approccio potrebbe essere utilizzato per comprendere meglio l'impatto di altre esposizioni ambientali sulla riproduzione, comprese esposizioni accidentali su larga scala a sostanze chimiche tossiche o esposizioni quotidiane. Speriamo che in futuro questo lavoro porti ad ulteriori studi che combinino epidemiologia e scienza di banco, il che ci dirà di più sul perché stiamo vedendo un effetto da un'esposizione ambientale nelle popolazioni umane ed incoraggerà studi sperimentali per imitare più da vicino le esposizioni umane".

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