Appurato che i bisfenoli possono avere effetti negativi sulle cellule nervose e le funzioni cerebrali.


In queste settimane alcuni ricercatori dell'Università di Bayreuth, per mezzo di uno studio pubblicato sulla rivista Communicantions Biology, hanno assodato che i plastificanti contenuti in molti oggetti di uso quotidiano possono compromettere importanti funzioni cerebrali negli esseri umani. In pratica gli scienziati hanno rilevato che anche piccole quantità di bisfenolo A, (noto anche con la sigla BPA), e bisfenolo S, (conosciuto anche con l'acronimo BPS), sono in grado di disturbare la trasmissione dei segnali tra le cellule nervose nel cervello dei pesci, ritenendo che molto probabile un'interferenza simile possa verificarsi anche nel cervello degli esseri umani adulti; motivo per il quale hanno chiesto il rapido sviluppo di plastificanti alternativi che non rappresentino un rischio per il sistema nervoso centrale. In sostanza, come già risaputo, i bisfenoli sono plastificanti che si trovano in un gran numero di prodotti di plastica in tutto il mondo, (tra cui, per esempio, negli imballaggi alimentari, nelle stoviglie di plastica, nelle bottiglie, nei giocattoli, nelle otturazioni dentali e perfino nei ciucci per bambini), e negli ultimi anni numerosi rischi per la salute sono già stati associati ad essi, in particolar modo al BPA. Tuttavia adesso per la prima volta gli studiosi hanno preso in esame gli effetti dei plastificanti sulla trasmissione del segnale tra le cellule nervose nel cervello adulto: come già spiegato, la suddetta ricerca ha riguardato non solo il BPA, ma anche il BPS, (il quale è spesso considerato meno dannoso per la salute), ed ha scoperto che entrambi questi plastificanti compromettono la comunicazione tra le cellule nervose del cervello. Inoltre si è visto che gli effetti nocivi sul cervello colpiscono principalmente il delicato equilibrio tra le diverse funzioni neuronali: mentre alcune cellule cerebrali trasmettono segnali che innescano uno stato di eccitazione nelle cellule a valle, altre cellule cerebrali hanno la funzione di inibire le cellule a valle; ciononostante il coordinamento di eccitazione ed inibizione è essenziale per un sistema nervoso centrale intatto. Al riguardo Peter Machnik, uno dei principali autori del suddetto lavoro, ha affermato: "È noto che numerosi disturbi nel sistema nervoso dei vertebrati sono innescati dal fatto che i segnali eccitatori ed i segnali inibitori non sono coordinati o lo sono in modo inadeguato. Quindi è ancora più allarmante vedere che i plastificanti BPA e BPS compromettono significativamente proprio questo coordinamento". Invece Elisabeth Schirmer, altra principale responsabile delle analisi, ha poi aggiunto: "Siamo rimasti sorpresi di quante funzioni cerebrali vitali nei pesci siano influenzate dai plastificanti usati in numerose industrie. Questo danno, come abbiamo potuto dimostrare, non si verifica immediatamente. Tuttavia quando le cellule cerebrali sono esposte a piccole quantità di BPA o BPS per un mese, il danno è inequivocabile. Questi plastificanti possono influenzare il potenziale d'azione delle cellule cerebrali, alterare la trasmissione chimica ed elettrica dei segnali attraverso le sinapsi, ed, inoltre, interrompere i circuiti che sono importanti per la percezione e l'elaborazione degli stimoli acustici e visivi". Comunque sia la scoperta dei danni causati dai plastificanti è venuta da studi dettagliati su pesci rossi vivi: l'attenzione dei ricercatori si è concentrata fondamentalmente sulle due più grandi cellule nervose del cervello dei pesci, vale a dire le cosiddette cellule di Mauthner, le quali integrano tutti gli stimoli sensoriali che devono essere elaborati rapidamente ed in modo precisamente coordinato quando i predatori si avvicinano. Insomma, in questo caso tali cellule innescano reazioni di fuga salvavita: funzione a causa della quale esse sono diventate particolarmente robuste nel corso dell'evoluzione. Tra l'altro le cellule di Mauthner sono in grado di allontanare in una certa misura le influenze dannose o di compensare i danni in seguito: ciò rende ancora più significativo il fatto che i plastificanti siano in grado di causare danni considerevoli a queste cellule. A tal proposito lo stesso Peter Machnik ha proseguito dichiarando: "I risultati ottenuti dagli studi sul cervello dei pesci giustificano la valutazione che il BPA ed il BPS possono anche danneggiare seriamente il cervello degli esseri umani adulti. In questo contesto è essenziale che la scienza e l'industria sviluppino nuovi plastificanti per sostituire questi bisfenoli, pur essendo sicuri per la salute umana". Mentre Stefan Schuster, un altro dei principali autori dell'indagine in questione ha, infine, concluso sostenendo: "L'efficienza delle tecniche di ricerca che abbiamo usato nel nostro studio potrebbe, inoltre, rivelarsi un valido aiuto nello sviluppo di plastificanti alternativi. Esse rendono possibile testare in modo rapido e poco costoso come una sostanza in esame influenzi le cellule cerebrali".

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